17/06/2010
Tags: berlusconi, Legge bavaglio, mafia, Saviano
Il TG1, il “menzognini news”, ha dimenticato, come quasi tutti gli altri telegiornali italiani della sera, di riportare la notizia che l’Osce ha deplorato quello che l’Italia si sta apprestando a votare, dichiarando vergognoso il solo tentativo di proporre qualcosa del genere. La notizia è stata ripresa e commentata da moltissimi quotidiani stranieri, uno fra tutti il Wall Street journal. Qui l’articolo
Agli italiani queste notizie devono essere occultate, naturalmente, visto che sarebbe molto dificoltoso e “time consuming” spiegare che cos’è l’Osce, la democrazia e soprattutto l’autarchia mediatica. Meglio tacere, tanto ci sono i mondiali, a chi vuoi che interessino quste questioni? E, poi, la gente lo sa che l’Italia è un Paese liber e ligio alle regole. L’ha potuto vedere anche in questi giorni, quando,ligi al più ferreo dei regolamenti, si dichiarano le dichiarazioni di Spatuzza, fuori tempo massimo. Ecchè cavolo, le regole sono regole, basta gurdare i calcio, no? Novanta minuti, al masimo qualche secondo di concessione, ma dopo basta, nessuna protezione, nesun piano di garanzia, è in ritardo. Tacere ed operare in modo strumentale leggi e regolamenti. Tacciare Saviano di essere un untore dell’immagine di Paese prospero qual’è l’Italia, dato che con i suoi libri che parlano di camorra, disturba la forografi degli scorci di mare di Sorrento, ripresi da una terazza sulla quale vengono servite delle fumore e profumate pizze con pomodoro e mozzarella.
Loro, le ersone come Saviano cercano solamente il successo ed i soldi.!
Ma basta! detronizziamo questi delatori infamanti ed al soldo di criminali di varia spezza. Basta indignarsi e basta. E’ venuto il momento di opporsi veramente, democraticamente, civilmente, ma con fermezza.
Io non ci sto, chi altri?
Gianluca Testa
23/05/2010
Tags: 19 luglio, 23 maggio, bavaglio, berlusconi, camorra, capaci, d'amelio, democrazia, gf, grande fratello, isola dei famosi, Italia, mafia, morte, PDL, politica, Scajola regalo, scorta, strage, stragi
Diciotto anni. Come tante altre “cose” anche questa “cosa” è ancora impunita. No, non ci interessa chi abbia materialmente premuto il pulsante che diciotto anni fa dilaniò in un istante Francesca Morvillo, Giovanni Falcone, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, insieme con la speranza che moltissimi di noi cittadini del mondo avevamo nell’operato di quegli uomini. Quell’uomo lo abbiamo preso, spero che sia ancora in prigione. No, a noi interessa per chi quel pulsante fu premuto, chi era, erano i beneficiari di quel “servizio”. Pochi giorni fa qualcuno ha imbrattato “l’albero di Falcone”.
Un mentecatto che ci ha reso ancora una volta chiaro chiaro che la questione non è risolta. NOn che fosse necessario indignarsi ancora una volta per sapere che quello che esiste oggi è il frutto di tutte quelle parole vuote che politici ed uomini dello “Stato” hanno e continuano a “blababre” nelle occasioni delle commemorazioni pubbliche. La connivenza che ha finanziato futuri politici, la collusione che ha condannato vecchi politici, ci ha regalato una nuova mafia, una nuova camorra, una nuova criminalità. Qualcosa che va oltre il colletto bianco. Questa volta il sistema è talmente potente che s’è fatto eleggere e per garantirsi il potere ed il consenso, che queste nuove dittature hanno il bisogno di continuare ad ottenere per rispettare l’immagine di facciata, hanno usato la formula di romana memoria del “dividi et Impera”. Tutti quelli che hanno “sposato la causa” ne ricevono un qualche tornaconto. Chi più chi meno, ma ce n’è per tutti. Così tra infermiere che si dissanguano per attirare l’attenzione sulla loro condizione, uomini che, nel totale silenzio e nella completa dignità, si chiudono nelle loro case faticosamente acquistate ma non ancora finite di pagare, nel tentativo di arrivare alla fine del mese, altri sciacalli, le case se le vedono regalare a loro insaputa, ristrutturano aree intere sperperando miliardi di quelle nuove Lire che servirebbero per aiutare la nostra Nazione a crescere. Miliardi che potrebbero servire per rivalutare il territorio dove le più disparate forme di malavita reclutano manovalanza, per spacciare, rubare, uccidere in una parola minare definitivamente lo sviluppo dell’area stessa.Miliardi che potrebbero aiutare uno sviluppo che non c’è, visto che quello apparente non è sostenibile dato che si basa sulla corruzione e, quindi sulla totale assenza di concorrenza.
Ventitre maggio, Francesca, Giovanni Magistrati. Ventitre maggio Vito, Rocco, Antonio Agenti di Pubblica sicurezza dilaniati per garantire a qualcuno la continuazione dell’attuazione del progetto. Pochi mesi dopo, in luglio il diciannove Paolo Borsellino Magistrato, Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina morirono dilaniati per poter scrivere un altro capitolo del progetto che oggi, forse, ci ha condotto dove siamo.
Mancano poche righe da scrivere, pochi versi per completare un capitolo importante.
Una di quelle la nuova legge per impedire che, un nostro diritto costituzionale, possa essere esercitato. Non contenti di aver obnubilato il pensiero del popolino con “grandi fratelli” ed “isole dei famosi”, adesso nessuno potrà parlare.
Noi qui ospiteremo sempre il libero pensiero, di chiunque esso sia.
Gianluca Testa