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29/01/2011

Confindustria = Unimpresa Romania

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Confindustria

Confindustria

La prossima settimana l’Aquila, quella vera, si poserà nel piccolo nido di Unimpresa Romania. Tra le polemiche e le insani aspettative di carneadi di questo Paese, rimane indenne il pensiero che è e sarà possibile elevare il simbolo del primordiale pensiero a realtà conclamata. Per questo serviranno uomini capaci di rendere le regole il rifugio di tutti, che alimenteranno il pensiero che ha creato questo che oggi, grazie agli sforzi di pochi, è divenuto realtà.
A questo punto, come nei vecchi film all’italiana, gettiamo quanto di vetusto ed inappropriato è rimasto negli angoli e ricominciamo con rinnovato entusiasmo a costruire, mattone dopo mattone, un’importante e consolidata unità d’intenti che altro non potrà che addurre giovamento a tutti noi. Lo spirito dell’associazionismo che ha partorito Fundatia, prima, ed Unimpresa dopo, è il mastice che ci permetterà di consolidare le nostre posizioni e rendere valido contributo ad una Nazione che sempre di più ha bisogno di supporti di qualità per cercare di risolvere e costruire quanto è stato rovinato fino ad oggi da una parte, e quanto non è stato neppure iniziato dall’altra parte.
Le aspettative sono tante. Come ogni nuovo inizio questa è un’occasione che abbiamo il dovere e la responsabilità di trattare come tale. Il dovere di eliminare quanto ha tentato di dividerci è sacrosanto. Quanto è stato alla base di discussioni e liti, comprese le cadute di stile, da qualunque parte esse venissero, sono retaggio di un passato che è, per l’appunto, trascorso.
Questo è un saluto ed un augurio nel contempo. Questo è molto di più di un desiderio, di una speranza. Questo è una certezza che quello che costruiremo da oggi in avanti sarà il frutto di una coesione senza precedenti che, con forza e determinazione, renderà il nostro nome, non solo applaudito ed ascoltato, ma anche atteso ed interpellato.
Questo è il pensiero che porterà le nostre idee a costruire quello di cui abbiamo tutti bisogno, un’organizzazione capace di rappresentare tutti coloro i quali, grandi o piccoli che siano, investono il loro ingegno, il loro tempo e le loro sostanze in imprese che, nel rispetto delle regole, contribuiranno anche a sviluppare il benessere di questo Paese.
3 febbraio 2011, giorno da ricordare.
Gianluca Testa

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21/07/2010

Nuova speranza.

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la-rete-partNel mille novecento novanta due, grazie all’iniziativa di Padre Ennio Pintacuda, Leoluca Orlando, Alfredo Galasso, Nando Dalla Chiesa e pochi altri, veniva fondata “La Rete”.
In poco tempo, moltissime persone si sono aggregate al movimento che, a detta dei più, aveva tutti i numeri per affermarsi e per cavalcare, in maniera assolutamente lecita, l’onda della “disperazione” in cui era caduta l’Italia in quel momento. Mani pulite stava falciando i campi della corruzione e molti speravano che si trattasse della fine di un sistema che aveva indebitato tutti fino all’osso tutti gli Italiani, anche se aveva arricchito oltre misura alcuni.
Il movimento si è sciolto come neve al sole poco dopo, anche se riuscì in poco tempo a raggiungere percentuali molto importanti di consenso, oltre a collezionare alcune vincite politiche importanti. Molti simpatizzanti di allora, per me in maniera inspiegabile, all’ingresso di Berlusconi in politica, cambiarono immediatamente pensiero, iniziando a dare contro ai giudici del pool di mani pulite, osannando la purezza e l’idea di libertà del nascente partito politico, al tempo Forza Italia.
Oggi, sappiamo tutti com’è andata.
Nonostante l’evidenza dei motivi che hanno portato Berlusconi ed i suoi adepti ad entrare in politica, siamo arrivati all’ennesimo governo marcato “biscione”.
Sempre oggi, appare all’orizzonte un’ombra minacciosa, dalla quale il “biscione” dovrebbe cercare di proteggersi.
Il Movimento 5 stelle cresce. Non ha colore politico, come poteva avercelo la Rete, marcatamente di sinistra con punte decisamente radicali. E’ costituito da uomini normali, almeno quelli che ho conosciuto di sfuggita accaldati ed intenti a raccogliere firme per scongiurare la privatizzazione dell’acqua e di altre importanti azioni che vogliono semplicemente garantire i diritti di tutti. E’ costituito da uomini giovani che sanno usare internet, e che ne sanno amplificare la forza videoregistrando le riunioni pubbliche dei Consigli dei Comuni italiani distribuendone le immagini usando YouTube.
Sono decisamente molte le cose che si potrebbero raccontare di quello che sta accadendo in Italia oggi. Non su tutte sono d’accordo, come sono sicuro non lo siete voi. Ma è proprio questo il punto e la volontà comune di noi oscuri e sconosciuti blogger. Desideriamo, vogliamo con tutte le nostre forse essere parte di una pluralità disomogenea colma di idee diverse ed anche contrastanti, convinti che solo così potremo crescere e slegarci dal vischio in cui la “casta” ci ha trascinato in tutti questi anni.
Speranza immutata, allora come oggi, che non si tratti di un’altra bolla di sapone.
Gianluca Testa

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24/06/2010

Roberto Saviano

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Roberto Saviano (il Fatto quotidiano 24-6-2010)

Roberto Saviano (il Fatto quotidiano 24-6-2010)

Ho letto con scarso interesse le nefandezze apparse sia in rete che altrove circa Roberto. Posso solamente dire che in un mondo dove tutto è il contrario di tutto, dove non si trovano altri argomenti per rispondere alle accuse, se non urlare nuove accuse, non importa se assolutamente infondate, non possiamo più assolutamente nè indignarci nè stupirci. Oramai è lecito pensare che se c’è qualcuno che chiede conto e ragione di un nostro operato, io sono leggittimato ad accusare il mio interlocutore. Se trattasi di giudice, di essere comunista e politicizzato, se è un politico un fazioso alla ricerca solamente di un consenso che, tra le altre cose, non può avere perchè io me lo posso creare a mia misura quando voglio e così via. In questo nostro Paese, dove sulla testa dei nostri governanti cade la mannaia del sospetto, sembra fondato, che abbiano concordato con la criminalità organizzata lazzi ed intrallazzi, oltre che aver fondato fortune sui loro quattrini lordi sicuramente di sangue inoocente, anhe se non è la rivoluzione che si cerca, quali armi democratiche ci possono venire in aiuto per liberarci del fango che ci sta sommergendo e nemmeno tanto lentamente? Se la maggior parte della popolazione guarda al telegiornale come i greci guardavano all’orcolo, che possibilità abbiamo di salvarci?

Roberto, per quello che può contare aggiungi alla tua lista il mio nome per favore, si, alla tua lista di persone che ti sono vicino, che hanno comprato i tuoi libri, che ti ascoltano seguendoti su Current, senza essere minimamente sfiorati dal fatto che questo per te significhi un guadagno. Ma chi se ne frega se guadagni? Bene, bravo. Che siano un parziale compenso per la vita di cacca che stai facendo.

Per i tuoi delatori, almeno da parte mia, una solo veloce considerazione. Prendente in esame il fatto che a differenza di quello che va dichiarando il Presidente del Consiglio, è molto meglio che di mafia, di camorra, di ‘ndrangheta, di criminalità organizzata se ne parli e se ne parli tanto. La gente deve sapere cosa li circonda. La gente deve sapere chi abita alla porta accanto. La gente deve avere la possibilità, conoscendo la realtà delle cose ed i legami tra le persone, di scegliere chi deve governare il nostro Paese.

Gianluca Testa