Spazio Italia - Radio Timisoara

Posts Tagged ‘democrazia’

Spazio Italia - Radio Timisoara

23/05/2010

Ventitre Maggio

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Diciotto anni. Come tante altre “cose” anche questa “cosa” è ancora impunita. No, non ci interessa chi abbia materialmente premuto il pulsante che diciotto anni fa dilaniò in un istante Francesca Morvillo, Giovanni Falcone, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, insieme con la speranza che moltissimi di noi cittadini del mondo avevamo nell’operato di quegli uomini. Quell’uomo lo abbiamo preso, spero che sia ancora in prigione. No, a noi interessa per chi quel pulsante fu premuto, chi era, erano i beneficiari di quel “servizio”. Pochi giorni fa qualcuno ha imbrattato “l’albero di Falcone”.
Un mentecatto che ci ha reso ancora una volta chiaro chiaro che la questione non è risolta. NOn che fosse necessario indignarsi ancora una volta per sapere che quello che esiste oggi è il frutto di tutte quelle parole vuote che politici ed uomini dello “Stato” hanno e continuano a “blababre” nelle occasioni delle commemorazioni pubbliche. La connivenza che ha finanziato futuri politici, la collusione che ha condannato vecchi politici, ci ha regalato una nuova mafia, una nuova camorra, una nuova criminalità. Qualcosa che va oltre il colletto bianco. Questa volta il sistema è talmente potente che s’è fatto eleggere e per garantirsi il potere ed il consenso, che queste nuove dittature hanno il bisogno di continuare ad ottenere per rispettare l’immagine di facciata, hanno usato la formula di romana memoria del “dividi et Impera”. Tutti quelli che hanno “sposato la causa” ne ricevono un qualche tornaconto. Chi più chi meno, ma ce n’è per tutti. Così tra infermiere che si dissanguano per attirare l’attenzione sulla loro condizione, uomini che, nel totale silenzio e nella completa dignità, si chiudono nelle loro case faticosamente acquistate ma non ancora finite di pagare, nel tentativo di arrivare alla fine del mese, altri sciacalli, le case se le vedono regalare a loro insaputa, ristrutturano aree intere sperperando miliardi di quelle nuove Lire che servirebbero per aiutare la nostra Nazione a crescere. Miliardi che potrebbero servire per rivalutare il territorio dove le più disparate forme di malavita reclutano manovalanza, per spacciare, rubare, uccidere in una parola minare definitivamente lo sviluppo dell’area stessa.Miliardi che potrebbero aiutare uno sviluppo che non c’è, visto che quello apparente non è sostenibile dato che si basa sulla corruzione e, quindi sulla totale assenza di concorrenza.
Ventitre maggio, Francesca, Giovanni Magistrati. Ventitre maggio Vito, Rocco, Antonio Agenti di Pubblica sicurezza dilaniati per garantire a qualcuno la continuazione dell’attuazione del progetto. Pochi mesi dopo, in luglio il diciannove Paolo Borsellino Magistrato, Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina morirono dilaniati per poter scrivere un altro capitolo del progetto che oggi, forse, ci ha condotto dove siamo.
Mancano poche righe da scrivere, pochi versi per completare un capitolo importante.
Una di quelle la nuova legge per impedire che, un nostro diritto costituzionale, possa essere esercitato. Non contenti di aver obnubilato il pensiero del popolino con “grandi fratelli” ed “isole dei famosi”, adesso nessuno potrà parlare.
Noi qui ospiteremo sempre il libero pensiero, di chiunque esso sia.
Gianluca Testa

Spazio Italia - Radio Timisoara

06/04/2010

Alla luce del sole.

Tags: , , , ,

Ubi homo, ubi ius.

Ubi homo, ibi ius.

C’e’ sempre un dopo, od almeno non possiamo immaginare che non ci sia, anche dopo di noi. Dopo le elezioni Regionali in Italia, dopo le immani polemiche e le alzate di scudi contro i “bavagli” politici ci si trova, ancora una volta, di fronte ad una domanda che, almeno per quanto mi riguarda, inizia ad essere ossessiva. Se e’ vero che, com’e’ vero che dalla seconda guerra mondiale in poi i nostri politici hanno tentato, utilizzando varie forme, lecite ed illecite, di proteggere il proprio credo e la propria fede, se e’ vero che milioni di uomini, molti forzatamente, altri volontariamente e spinti dalla convinzione della correttezza delle proprie idee, hanno combattuto e, spesso sono morti per permettere a chi e’ rimasto, di redigere la nostra Legge Fondamentale, se e’ vero che a distanza di oltre sessant’anni molte cose sono cambiate, come e soprattutto, il modo di pensare e di ragionare sulle cose, allora se tutto questo e’ vero, perche’ non siamo ancora riusciti a capire che l’interesse di pochi e’ sempre il motore delle scelte che tutti devono seguire?

In una vivace ed accesa discussione a casa di cari amici, vivace ed accesa perche’ tra uomini del sud non si puo’ ragionare senza alzare la voce ed intercalare epiteti, spesso piuttosto accesi e sempre graditi, soprattutto se di nuova concezione – ovviamente parliamo di persone intelligenti e colte – tra e con l’aiuto di un ottimo Chardonnay, non di Borgogna bensi’ di Menfi, si e’ arrivati al confronto tra ‘Berlusconi’ si, ‘Berlusconi’, no. Non riportero’ i dettagli, potete immaginarli, ma devo prendere spunto per postare una considerazione. Qualunque sia il pensiero di chiunque sia, quel pensiero deve poter essere espresso, cosi’ come devono poter essere espresse liberamente anche le repliche che generano. I fatti devono essere chiari e palesemente riportati, le opinioni potranno essere sostenute sia con stile meridionale che nordico, ed ognuno di noi sara’, poi, libero di formarsi un’opinione. Nessuno puo’ permettersi di nascondere, modificare, stravolgere un fatto, mai.

Fintanto che ci sara’ una fonte che riveli i fatti, cosi’ come sono, anche se dopo di questo farcisca il tutto con commenti che possono anche non piacere, allora avremo la consapevolezza di vivere in una Democrazia. In caso contrario sara’ il caso di decidere che cosa fare. Cacciare violentemente la testa sotto la rena, o reagire anche correndo il rischio di perdere qualcosa di veramente caro pur di riconquistare il diritto di sapere e di commentare alla luce del sole, sempre.

Gianluca Testa

Spazio Italia - Radio Timisoara

24/12/2008

Democrazia

Tags:

2006_italian_pollboxMolto da dire, molto da scrivere, ma un solo slogan.
Viva la democrazia.
È sempre più evidente quanto distanti siano gli uomini che governano le nazioni, Romania compresa, dagli uomini che li hanno votati. Il costrutto democratico ha radici millenarie, non si basa su concetti difficili da comprendere, solo che la loro attuazione sarebbe troppo elementare e darebbe pochi spazi d’azione a coloro i quali, nella politica e della politica, hanno fatto un mestiere, spesso molto redditizio. Noi veniamo da una Nazione la quale ha allevato dopo aver generato nei secoli, sa pi di tolleranza e di democrazia, ma anche da noi questi fondamentali principi del vivere sociale, sono stati travisati, distorti e derisi, arrivando a creare degli assurdi grotteschi ed altrettanto pericolosi. La nostra tolleranza si sta trasformando in vile sudditanza agli occhi delle minoranze che, forti della nostra debolezza, stanno imponendo, con l’arroganza di coloro i quali sono abituati ad usare la forza per ottenere consenso, logiche che non hanno nulla di accettabile. Il più grave pericolo è perdere l’identità, cadere nell’oblio dell’accettazione a tutti i costi delle diversità facendole diventare più importanti delle normalità. Ci si dimentica che il rispetto per le minoranze non significa offendere coloro i quali sono o rientrano nella normalità. Chi si avvicina per scelta o per dovere alle nostre lande, deve accettare le nostre regole, se gli convengono, o non venire od andarsene. Così come noi dobbiamo accettare, ed accettiamo, le regole del Paese che ci ospita, tutti devono accettare e rispettare le regole dei Paesi che li ospitano. Non c’è campanilismo, non c’è ombra di xenofobia, anzi, c’è la ricerca continua di una strada, di molte strade, per arricchire il nostro sapere e per allargare i nostri orizzonti, attingendo e scambiando le nostre culture con quelle di altri Paesi, di altri mondi terrestri. Nessuno di noi vuole abbandonare la propria identità, la propria storia, il proprio passato per abbracciare ad occhi chiusi le regole, gli usi, le religioni e le ideologie, di altri solo perché non farlo, a detta di alcuni, significa non rispettare. Questa è un’aberrazione senza eguali. Dove la logica vuole solamente ricercare la strada della comprensione nel rispetto di quelle regole che la maggioranza ha scelto utilizzando la Democrazia quale veicolo amalgatore, non c’è spazio per ragionamenti di stampo estremistico e fondamentalistico. Vogliamo mantenere e coltivare la nostra identità di cittadini di chicchessia e di qualsivoglia nazione, arricchendo il nostro patrimonio umanistico, culturale, sociale ed economico comprendendo ed accettando l’ospite avendo la piena convinzione di essere compresi ed accettati, ma sempre nel rispetto delle regole esistenti. Se queste si riveleranno inadeguate, democraticamente, le cambieremo.
Memo Rivolsi