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18/07/2011

Polemica

Per capire quello che accade in un Paese come l’Italia occorre vivere all’estero. Sembra un’assurdità ma è uno dei pochi modi per conoscere veramente l’opinione e, spesso i fatti, senza riceverli filtrati dalle maglie del potere. Le polemiche che mi arrivano, dalle più svariate fonti, mi sembrano sempre di più, non solo faziose, ma offensive, offensive dell’intelligenza del comune cittadino che, oramai demolito da anni di propaganda, vuole e vuole sempre di più, essere parte della vita del suo Paese. La polemica su tutto è stato uno dei migliori strumenti per oscurare la vera ragione del motivo per cui si parla di qualcosa. Farcire le verità inconfutabile della realtà con lunghissime dissertazioni e milioni di piccolissimi distinguo, rendono di fatto la realtà diversa da quello che è e rimane, solo che non è più visibile quasi a nessuno. Ulteriore effetto, particolarmente deleterio è il fatto che, alla lunga, la gente non sa più distinguere chi o cosa sta polemizzando per mestiere e non per una ricerca oculata ed obiettiva della realtà. L’intromissione dei professionisti della polemica, al soldo del potere sia di facciata che quello in appoggio – dovrebbe essere l’opposizione, ma in Italia la collusione con il malaffare è talmente radicata che quasi nessuno può e vuole opporsi -rende impossibile la lettura delle “cose” così come sono.
E’ una vecchia tattica, probabilmente introdotta dai pensatori della vecchia sinistra che nei loro comitati annichilivano il libero pensiero con le dissertazioni faziose di chi vuole a tutti i costi raggirare la medaglia per scoprire il terzo lato. Con questo non sto accusando la sinistra, che tra le altre cose è parte principale del potere”opposto”, sto semplicemente dicendo che da una pratica che probabilmente dovrebbe essere analizzata in un contesto storico completamente differente da quello attuale, pur avendo avuto degli innegabili meriti, oggi, in mano a chi detiene il potere dell’ “informazione” è diventato uno strumento incredibile di disinformazione di massa.
Polemizzare su tutto, polemizzare sempre crea adepti, scopre sfumature che potrebbero anche avere delle radici nel contesto polemizzato, ma che sono molto spesso, casualità fortuite che, comunque creano adepti e seguaci ed ecco che il gioco è fatto.
Qui, all’estero non voglio arrivare a dire che non sono italiano per la vergogna di quello che sta accadendo, qui all’estero sto cercando, nel mio piccolissimo mondo, di rendermi parte attiva della voce di coloro i quali vogliono, adesso con crescente forza, un’Italia migliore.
Gianluca Testa

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