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	<title>Spazio Italia</title>
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	<description>Radio Timisoara</description>
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		<title>ATTACCO ALLA LIBERTA&#8217;!</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 05:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e basta]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri politici]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Italia - Radio Timisoara]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[attacco alla liberrtà]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà in pericolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo documento è stato riportato tale e quale all&#8217;originale al fine di divulgare al massimo questo messaggio. Vi prego di aderire. Gianluca Testa Cari amici, Un nuovo trattato globale darebbe carta bianca alle multinazionali per controllare tutto quello che facciamo su internet. La scorsa settimana 3 milioni di noi hanno fermato le leggi censorie americane. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo documento è stato riportato tale e quale all&#8217;originale al fine di divulgare al massimo questo messaggio. Vi prego di aderire.<br />
Gianluca Testa</p>
<p><!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"><br />
<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><br />
<head><br />
<meta http-equiv="Content-type" content="text/html; charset=utf-8" /></p>
<p><meta name="Description" content="Join with people around the world in taking action on pressing global issues." /><br />
<meta name="Keywords" content="Global Political Action, Politics, Global Politics, Climate Change" /><br />
</head><br />
<body><br />
Cari amici, </p>
<table align="right" bgcolor="#ffffff" width="220" style="margin-left: 15px;">
<tr>
<td style="border:1px solid #000;padding:10px;"><font color="black" face="Arial" size="2"><a href="http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?cl=1536913414&amp;v=12256"><img src="http://avaaz_images.s3.amazonaws.com/2050_STOP-ACTA1_3_200x100.png" border=0 /></a></p>
<p><BR><br />
<b>Un nuovo trattato globale darebbe carta bianca alle multinazionali per controllare tutto quello che facciamo su internet</b>. La scorsa settimana 3 milioni di noi hanno fermato le leggi censorie americane. <b>Se agiremo ora potremo far sÃ¬ che il Parlamento europeo affossi questo nuovo pericolo</b> per tutti noi:</p>
<p><BR>
<div style="text-align: center;">
<BR><a href="http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?cl=1536913414&amp;v=12256"><br />
<img src="http://avaazdesign.s3.amazonaws.com/btn_firma_la_petizione.png" width="200" border="0" alt="Firma la petizione!"></a></div>
<p></font></td>
</tr>
</table>
<p>La settimana scorsa 3 milioni di noi sono riusciti a respingere l&#8217;attacco americano a internet! Ma ora c&#8217;Ã¨ una minaccia persino piÃ¹ grave, e il nostro movimento globale per la libertÃ  di internet Ã¨ l&#8217;arma migliore per annientarla. </p>
<p><b>ACTA, un trattato mondiale, darebbe il potere alle multinazionali di censurare internet.</b> Dopo che Ã¨ stato negoziato in segreto da un manipolo di paesi ricchi e poteri forti, ora potrebbe mettere in piedi un organismo nell&#8217;ombra per combattere le contraffazioni e che permetterebbe a interessi organizzati di controllare tutto quello che facciamo su internet, imponendo sanzioni che prevedono addirittura il carcere contro chi metterebbe in pericolo i loro affari.</p>
<p>L&#8217;Europa sta decidendo ora se ratificare o meno ACTA: se non lo farÃ  questo attacco globale alla libertÃ  di internet cadrÃ </b>. In passato si sono giÃ  opposti a ACTA, ma ora alcuni parlamentari vacillano: <b>diamo loro l&#8217;ultima spinta per rigettare il trattato</b>. Firma la petizione: faremo una consegna spettacolare a Bruxelles non appena avremo raggiunto le 500.000 firme:</p>
<p><a href="http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?cl=1536913414&amp;v=12256" >http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?vl</a></p>
<p>E&#8217; una vergogna: i governi dei quattro quinti della popolazione mondiale sono stati esclusi dai negoziati dell&#8217;Accordo commerciale anti-contraffazione (ACTA) e <b>burocrati non eletti hanno lavorato spalla a spalla con i lobbisti delle multinazionali per scrivere le nuove regole e un regime sanzionatorio pericoloso</b>. ACTA sarebbe inizialmente esecutivo negli Stati Uniti, in Europa e in altri 9 paesi, poi in tutto il resto del mondo. Ma se riusciremo a far dire no all&#8217;Europa, il trattato perderebbe il momento buono e potrebbe essere chiuso in un cassetto per sempre.</p>
<p>Grazie a queste regole liberticide persone in ogni dove potrebbero essere sanzionate per semplici gesti come condividere l&#8217;articolo di un giornale o scaricare un video di una festa dove c&#8217;era musica protetta dal copyright. Venduto come un trattato commerciale per difendere il diritto d&#8217;autore, <b>ACTA potrebbe vietare anche la vendita di farmaci salvavita e mettere in pericolo l&#8217;accesso degli agricoltori ai semi di cui hanno bisogno</b>. E, incredibile ma vero, la commissione ACTA avrebbe carta bianca per cambiare le sue stesse regole e sanzioni senza alcun scrutinio democratico.</p>
<p><b>Potenti interessi organizzati stanno facendo di tutto per far passare il trattato, ma il Parlamento europeo si Ã¨ messo in mezzo</b>. Inviamo un grido enorme ai parlamentari per contrastare le lobby e difendere la libertÃ  di internet. Firma ora e inoltra questo appello a tutti:</p>
<p><a href="http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?cl=1536913414&amp;v=12256" >http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?vl</a></p>
<p>La scorsa settimana abbiamo visto in concreto la forza del nostro potere collettivo: quando milioni di noi hanno unito le forze per fermare gli Stati Uniti dall&#8217;adottare la legge sulla censura a internet, che avrebbe trafitto il cuore della rete. Abbiamo anche dimostrato al mondo quanto possono essere potenti le nostre voci. Uniamole ancora una volta per contrastare questo nuovo pericolo.</p>
<p>Con speranza e determinazione,</p>
<p>Dalia, Alice, Pascal, Emma, Ricken, Maria Paz e il resto del team di Avaaz</p>
<p>PiÃ¹ informazioni:<br />
<BR><BR><br />
Pirateria, l&#8217;Unione europea firma ACTA: &#8220;Bavaglio al web e alla ricerca medica&#8221;<br />
<a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/26/news/pirateria_acta-28803676/">http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/26/news/pirateria_acta-28803676/</a><br />
<BR><BR><br />
La Polonia marcia per il web libero: in 10.000 contro ACTA<br />
<a href="http://www.giornalettismo.com/archives/193127/la-polonia-che-marcia-per-il-web-libero/">http://www.giornalettismo.com/archives/193127/la-polonia-che-marcia-per-il-web-libero/</a><br />
<BR><BR><br />
ACTA, inizia un&#8217;altra battaglia per la Rete<br />
<a href="http://daily.wired.it/news/internet/2012/01/26/acta-censura-internet-copyright-sopa-16742.html">http://daily.wired.it/news/internet/2012/01/26/acta-censura-internet-copyright-sopa-16742.html</a><br />
<BR><BR><br />
Accordi segreti minacciano la libertÃ  di espressione (e non solo)<br />
<a href="http://www.valigiablu.it/doc/607/accordi-segreti-con-le-multinazionali-minacciano-la-libert-di-espressione-e-non-solo.htm">http://www.valigiablu.it/doc/607/accordi-segreti-con-le-multinazionali-minacciano-la-libert-di-espressione-e-non-solo.htm</a><br />
<BR><BR><br />
<img src="http://open.avaaz.org/act/open/1536913414.gif" border="0" /><br />
<table align="center" bgcolor="#F0F0F0" width="100%" frame="hsides" style="padding:16px;">
<tr>
<td>
<b>Sostieni il nostro lavoro!</b>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
Avaaz.org Ã¨ unâ€™organizzazione no-profit indipendente che non riceve finanziamenti da governi o grandi imprese, quindi la tua donazione Ã¨ di fondamentale importanza per il nostro lavoro.
</td>
<td> </td>
<td> <a href="https://secure.avaaz.org/it/donate_to_avaaz/?cl=1536913414&amp;v=12256"><img src="http://avaazdesign.s3.amazonaws.com/btn_dona_ora.png" alt="Dona Ora"></a><br />
</tr>
</table>
<p><BR/><br /><b>CHI SIAMO</b><BR>Avaaz.org Ã¨ un&#8217;organizzazione no-profit e indipendente con 10 milioni di membri da tutto il mondo, che lavora perchÃ© le opinioni e i valori dei cittadini di ogni parte del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali (Avaaz significa &#8220;voce&#8221; in molte lingue). I membri di Avaaz vivono in ogni nazione del mondo; il nostro team Ã¨ sparso in 13 paesi distribuiti in 4 continenti e opera in 14 lingue. Clicca <a href="http://www.avaaz.org/it/highlights.php/?footer"> <b>qui</b></a> per conoscere le nostre campagne piÃ¹ importanti, oppure seguici su <a href="http://www.facebook.com/Avaaz">Facebook</a> o <a href="http://twitter.com/Avaaz">Twitter</a>.<BR><BR>Questa e-mail Ã¨ stata inviata a glctesta@yahoo.com. Per cambiare il tuo indirizzo e-mail, ricevere le e-mail in un&#8217;altra lingua o altre informazioni <a href="http://avaaz.org/it/contact/?footer">contattaci utilizzando questo modulo</a>. Per non ricevere piÃ¹ le nostre e-mail, invia un&#8217;e-mail a unsubscribe@avaaz.org oppure <a href="https://secure.avaaz.org/act/?r=unsub&amp;cl=1536913414&amp;email=glctesta@yahoo.com&amp;b=1658&amp;v=12256&amp;lang=it">clicca qui</a>.</p>
<p>Per contattare Avaaz <b>non rispondere a questa e-mail</b>, ma scrivici utilizzando il nostro modulo <a href="http://www.avaaz.org/it/contact?footer">www.avaaz.org/it/contact</a>, oppure telefonaci al 1-888-922-8229 (USA).<br />
</body><br />
</html></p>
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		<title>Piero Calamandrei.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 07:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri politici]]></category>

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		<description><![CDATA[“La costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sola, è un pezzo di carta che se la lascio cadere e non si muove più. Perché si muova bisogna metterci ogni giorno il combustibile, bisogna metterci dentro impegno, lo spirito la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_956" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2012/01/200px-Pierocalamandrei.gif"><img src="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2012/01/200px-Pierocalamandrei-150x150.gif" alt="" title="200px-Pierocalamandrei" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-956" /></a><p class="wp-caption-text">Piero Calamandrei</p></div>“La costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sola, è un pezzo di carta che se la lascio cadere e non si muove più. Perché si muova bisogna metterci ogni giorno il combustibile, bisogna metterci dentro impegno, lo spirito la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.<br />
Per questo una delle offese che si fanno alla costituzione è l’indifferenza alla politica. Che non è non qui…ma in larghe categorie di giovani, un po’ una malattia dei giovani, l’indifferentismo.<br />
‘<em>La politica è una brutta cosa, che me ne importa della politica</em>’. Io quando sento fare questo discorso, mi viene in mente una storiella che forse qualcuno di voi si ricorda: due contadini emigranti, a bordo di un piroscafo, nel mare. Uno di questi  contadini dormiva nella stiva e l’altro sul ponte si accorgeva che c’era una grande burrasca con onde altissime. Allora il contadino impaurito, domanda ad un marinaio se erano in pericolo ed il marinaio risponde: “se continua questo mare tra 1/2 ora la nave affonda”. Allora il contadino corre nella stiva a svegliare il compagno ..Beppe, Beppe, se continua questo mare il piroscafo affonda! e l’altro gli risponde “che me ne importa, non è mica mio!”.<br />
Questo è l’idifferentisfmo alla politica. È così bella e comoda la libertà. C’è, esiste,  si vive di libertà. C’è altro poco da fare che interessarsi di politica e lo so anche io ci sono tante altre cose da fare che fare politica…però la libertà è come l’aria, ci si accorge quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per 20 anni e che, a voi giovani, auguro di non sentire mai e vi auguro di non sentire mai quesrto senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare, voi, le condizioni afffinchè questo senso di angoscia non lo dovrete provare mai, ricordandovi ogni giorno che, sulla libertà, bisogna vigilare, vigilare, dando il proprio contributo. Questi articoli che dal punto di vista letterario non sono belli, ma sono l’affermazione solenne della solicarietà sociale della solidarietà umana , della sorte comune, che se va a fondo va a fondo per tutti, questo bastimento. È la carta della propria libertà, la carta per ciascuno di noi, la carta della dignità d’uomo. Io mi ricordo le prime lezioni dopo la caduta  del fascismo il  6 luglio 1946. Questo Popolo, che da 25 hanni non aveva goduto dei diritti civili, dopo un periodo di caos , guerre, orrori, guerra civile, io ricordo, ero a Firenze, file di gente discilinata davanti alle sezioni, disciplinata e lieta, lieta perché aveva la sensazione di aver recuperato la dignità. Questo dare il voto, questo portare la propria opinione, questo essere padrone di noi del nostro Paese, della nostra Terra. Disporre noi delle sorti della nostra Patria del nostro Paese. Quindi voi giovani dovete dare alla costituzione, dovete dare il vostro spirito la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica. Questa è una delle cose bella della vita, che ognuno di noi non è solo, che siamo un parte di un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora, vedete, io ho poco altro di dirvi, nella costituzione, che adesso sentirete i commenti,  c’è dentro tutta la nostra storia, il nostro passato, i nostri dolori, le nostre sciagure, goie, sono tutti sfociati qui in questi articoli ed a saper intenderli, dietro  questi articoli, ci si sentono delle voci lontane. Quando io leggo nell’ art.2 “<em>adempimento dei diveri inderogabili solidarietà politica, economica e sociale</em>” o leggo nell’ art 11 “<em>l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli. La Patria italiana in mezzo alle altre Patrie…</em>”, ma questo è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Mazzini" target="_blank">Mazzini</a>…ma quando io leggo nell’ art 8 “<em>tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere  davanti la legge</em>”…ma questo è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Camillo_Benso,_conte_di_Cavour" target="_blank">Cavour</a>. O quando io leggo nell’ art 5 ”<em>La Repubblica, una indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali</em>” ma questo è <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carlo_Cattaneo" target="_blank">Cattaneo</a>. O quando nell’art 52 leggo  a proposito delle  Forze Armate, “<em>ordinamento delle Forze Armate si uniforma allo spirito democratico della Repubblica</em>”,  esercito di popolo, ma questo è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Garibaldi" target="_blank">Garibaldi</a>. E leggo, all’ art 27 “<em>Non è ammessa la pena di morte</em>”, ma questo, studenti milanesi, è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Beccaria" target="_blank">Beccaria</a>. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani, ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione. Dietro ogni articolo di questa Costituzione, giovani, voi dovete vedere giovani come voi , morti combattendo, torturati, morti di fame di stenti, caduti combattendo, impiccati, nei campi di concentramento in russia, africa, per le strade di Milano di Firenze, che hanno dato la vita perché la Libertà e la Giustizia potessero rivivere su questa Carta . Quando vi ho detto che questa Carta è una Carta morta, no, non è una Carta morta questo è un Testamento, un Testamento di centomila morti. Se vuoi volete andre in pellegrinaggio nel luogo dov’è nata la nostra Costituzione andate nelle montagne dove caddero i Partigiani, nelle carceri, nei campi dove furono impiccati, andate ovunque, dovunque è morto un Italiano per riscattare la Libertà e la dignità. Andate lì, giovani, col pensiero perché è li che è nata la nostra Costituzione.”</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei" target="_blank">Piero Calamandrei</a></p>
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		<title>Dubai, Cleveland, Timisoara&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 07:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri politici]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo 2012 è iniziato viaggiando, almeno per me. Si dice che quello che si compie all&#8217;inizio dell&#8217;anno avverrà tutto l&#8217;anno. Francamente spero che si tratti solo di dicerie popolari. Questi due viaggi mi hanno, se da una parte deliziato, dall&#8217;altra profondamente stancato. Il primo, sempre per motivi di lavoro, è stato effettuato a Dubai. Ero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_951" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2012/01/skipass.jpg"><img src="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2012/01/skipass-150x150.jpg" alt="" title="skipass" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-951" /></a><p class="wp-caption-text">Dubai ski Mall!</p></div>Questo 2012 è iniziato viaggiando, almeno per me. Si dice che quello che si compie all&#8217;inizio dell&#8217;anno avverrà tutto l&#8217;anno. Francamente spero che si tratti solo di dicerie popolari. Questi due viaggi mi hanno, se da una parte deliziato, dall&#8217;altra profondamente stancato. Il primo, sempre per motivi di lavoro, è stato effettuato a Dubai. Ero già stato in quel posto, ma solamente per un brevissimo transito e non avevo avuto, allora, l&#8217;occasione di circolare tra le strade, sarebbe meglio definirle, autostrade cittadine, né tanto meno, visitare alcuni negozi. L&#8217;impressione iniziale è di opulenza, ma un po&#8217; per la scarsità delle persone che circolavano per strada, un po&#8217; per la quasi assenza delle persone nelle gallerie dei mastodontici Mall, uno dei quelli famoso nel mondo per contenere al suo interno un vero e proprio impianto sciistico con tanto di seggiovia e piste di sci, un po&#8217; per l&#8217;atmosfera che definirei stanca, l&#8217;impressione che ne ho riportato è di stallo.<br />
Poche ore dopo, giusto il tempo di disfare la valigia, mi trovavo in America, in Ohio. Li il clima, oltre a quello atmosferico, con oltre trenta cinque gradi centigradi più basso, mi ha dato l&#8217;impressione di un sottile fermento. Le ossa dell&#8217;America, benché, qua e là acciaccate e forse fratturate, sembra che si stiano, lentamente rimettendo al loro posto. Le proteste, più che giustificate, dal mio personale punto di vista, che hanno occupato le strade limitrofe e la stessa Wall Street, sono state il naturale ed aspettato risentimento di gente comune che ha subito e continua a subire, i risultati di anni fi finanza facile ed aggressiva, che ha arricchito pochi ed impoverito tantissimi. In estrema <em>camera caritatis</em>, non posso non appuntare che nessun &#8220;buon padre di famiglia&#8221; avrebbe dovuto accettare di indebitarsi di più di quello che avrebbe mai potuto guadagnare, anche se questa considerazione ovviamente, lascia il tempo che trova, visto che &#8220;il così fan tutti&#8221; per la massa, è la migliore giustificazione che possa esistere.<br />
Ritornato nella vecchia e malata Europa, dopo aver scoperto che il bagaglio, ancora una volta, è giacente in chissà quale deposito del mondo, ho scoperto che in ROmania, le proteste anti governative e contro il Presidente Basescu, sono accese in quasi tutte le città importanti della Nazione. Bucarest in testa, con al seguito TImisoara, si sono coricate con il grave ed amaro sentore che qualcosa, ma soprattutto qualcuno, stia, di nuovo, manovrando le fila della massa, per ottenere il ritorno di un potere che, probabilmente, si sta rendendo conto di aver perso troppo sino ad adesso.<br />
Non si intende essere né giustizialisti né opinionisti affermati, si vuole soltanto tradurre quello che la gente comune, quella che di solito subisce le angherie di pochi tumultuosi &#8211; nel comunismo del dopo guerra un manipolo di persone era riuscita ad aizzare le masse per ottenere il vero potere che detenne per oltre quarant&#8217;anni &#8211; sta in questi momenti pensando. Una nuova manipolazione, gestita da più o meno intelligenti servizi che assoldando i soliti facinorosi, probabilmente obbligati da macchie inconfessabili, sono riusciti a smuovere l&#8217;attenzione nazionale ed internazionale. Personalmente credo che, nonostante la base del malcontento sia fondamentalmente giustificato, soprattutto per la massa che ha dovuto subire le scelte di pochi, forse non così avveduti come avrebbero dovuto essere e mi riferisco all&#8217;ingresso della Romania nell&#8217;Europa Unita, il tentativo di destabilizzare il Governo ed indire nuove elezioni anticipate sarà un tentativo non solo male architettato ma che non darà le sperate conclusioni. Anzi, si potrebbe dare il caso che si ritorca contro gli &#8220;organizzatori&#8221;.<br />
Non dico, e lo ripeto, che la questione sociale in Romania sia di tutto respiro, anzi. Continuo a chiedermi come possa certa gente, molta gente, a far quadrare il bilancio domestico ogni mese. Poi se raffronto i prezzi, anche quelli al consumo che ho visto a Dubai ed in America, veramente non capisco quali siano le logiche che governano la piazza economica rumena. O, forse le capisco, ma essendo così prepotentemente in contrasto con quell&#8217;altra cosa che logica non è ma che si chiama buon senso, mi sento molto combattuto ad accettarla.<br />
Qui tutto è più caro, qui tutto è più esageratamente più caro. Qui se un negozio non vende abbastanza, aumenta i prezzi! Poi, magari, anzi quasi certamente fallisce, ma il prezzo non lo riduce. La concentrazione dei negozi è per definizione stata definitivamente fagocitata da giganteschi centri commerciali, che qui si chiamano Mall, dove il prezzo d&#8217;affitto al metro quadrato supera i cinquanta euro più altre spese e balzelli vari, ma dove circolano migliaia se non decine di migliaia di persone al giorno, magari solo per farsi vedere o per cercare un&#8217;occasione che, quasi certamente non potranno trovare mai.La corrente costa molto, così come il gas per non parlare della benzina e non solo se raffrontiamo questi prezzi ai salari medi rumeni. Per esempio il litro di gasolio supera l&#8217;euro e trenta centesimi e non sembra voler diminuire, anzi.<br />
Nonostante questo scenario, francamente, sono convinto che la Romania sia comunque in un&#8217;ottima posizione rispetto quella in cui si trova mezza europa. Le banche qui non devono capitalizzarsi. Il Governo è l&#8217;unico che ha avuto il coraggio di tagliare del venticinque per cento il costo dei suoi dipendenti. Nessun altro Governo Europeo ha avuto il coraggio di fare tanto, italiano in testa. IL debito pubblico è, tutto sommato, contenuto. E&#8217; vero che persiste un elevato grado di corruzione, ma per questo serviranno ancora molti anni di tentativi, prima, e di mirati colpi ben assestati, dopo, per poter ricondurre la generale situazione attuale ad sporadici anche se eclatanti casi di corruzione di domani.<br />
Bene quindi, nulla è cambiato, tutto è cambiato? Oppure cambiamo tutto per lasciare tutto inalterato? Viviamo questo nuovo anno e, probabilmente, lo scopriremo, anche se, lo spero con ardore, non sia di nuovo la violenza a dettare legge.<br />
Gianluca Testa</p>
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		<title>Sonno e ragione.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 06:27:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spazio Italia - Radio Timisoara]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le pieghe del tempo risiedono, latenti, gli errori della storia. Sono lì pronti per essere letti ed interpretati. Lo scopo è non ripeterli. Parole di tutti e di nessuno. Il tempo non insegna nulla agli altri, soltanto a noi stessi e, qualche volta nemmeno questo. Spesso, tra le mille parole d’ogni giorno, troviamo alcune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le pieghe del tempo risiedono, latenti, gli errori della storia. Sono lì pronti per essere letti ed interpretati. Lo scopo è non ripeterli. Parole di tutti e di nessuno. Il tempo non insegna nulla agli altri, soltanto a noi stessi e, qualche volta nemmeno questo. Spesso, tra le mille parole d’ogni giorno, troviamo alcune piccole risposte ai problemi di sempre. Spesso, sempre tra quelle parole, generiamo altri, più grandi problemi. Sembra strano, ma quello che accade è incredibilmente figlio del caos. Un nobile e generale caos che, di fatto, regola e genera il futuro. Quello che sconcerta è che le combinazioni generate, sono tane e poi tante che credo sia impossibile simulare un modello tipo. In tutto questo generare di casualità, ci sono casi dove le storie, intrecciandosi, si combinano e diventano funzionali, certe volte piacevoli. Quando questo si avvera accade che alcuni riescono a generare un alito di piacere per altri, ma ecco, che pronti, si avventano contro coloro i quali non sono d’accordo per principio, coloro i quali, anche per sola invidia, decidono che non è, che non dev’essere, ed inizia il tentativo della distruzione. Giochi di sempre, giochi di dovunque. Non appartengono a qualcuno in particolare ne ad un luogo in particolare, ma fanno parte del genere umano. Chi più chi meno, ma sono presenti dovunque. In alcuni Paesi esistono anche dei detti popolari molto eloquenti. A pensarci bene sono detti che dovrebbero far pensare molto, almeno sulle radici che li hanno generati e che, nonostante tutto, li stanno mantenendo in vita. Qui, da noi, potrei dire, in Romania, si dice, “che muoia la capra del vicino”. Qualcuno oggi ha aggiunto che muoia il vicino, probabilmente per prendersi la capra. Il resto è storia, ovvero il ripetersi degli errori di sempre. Tra questi la sordità dei governanti e la cieca corsa verso obiettivi troppo ambiziosi. Siamo sempre molto prudenti nel giudicare altrui operato, ma desideriamo sempre porre in estrema attenzione le conseguenze del non ricordarsi di cose già accadute. Rimane viva ed attiva la speranza che , nonostante tutto, almeno la ragione non si addormenti.<br />
Gianluca Testa</p>
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		<title>Solo tu.</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 15:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e basta]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Italia - Radio Timisoara]]></category>

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		<description><![CDATA[Se ci credi, spesso, riesci a trovare la soluzione alle paure che, come i mostri di Rilke, stringono, tra le morse del buio della tua notte, i migliori, spesso, i migliori dei tuoi tesori. Sono le tue idee, quelle che ti vergogni di esprimere. Sono gli istinti che ti stringono le gonadi, così forte che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2011/12/universo-de-Einstein-naturaleza-viva.jpg"><img src="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2011/12/universo-de-Einstein-naturaleza-viva-150x150.jpg" alt="" title="universo-de-Einstein-naturaleza-viva" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-938" /></a>Se ci credi, spesso, riesci a trovare la soluzione alle paure che, come i mostri di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rainer_Maria_Rilke">Rilke</a>, stringono, tra le morse del buio della tua notte, i migliori, spesso, i migliori dei tuoi tesori. Sono le tue idee, quelle che ti vergogni di esprimere. Sono gli istinti che ti stringono le gonadi, così forte che picchiano la tua mente. Vogliono uscire, sentirsi vivi ed esprimersi. Sono quell&#8217;abbraccio che hai desiderato stringere senza essere frainteso, ma che, molto spesso, hai represso guardato a vista dai tuoi mostri. Allora scappi, fuggi senza meta, sempre nei tuoi pensieri di uomo senza frontiere, senza limiti, dove i pensieri, ma solo loro, si trovano nelle lande dell&#8217;infinito possibile, ma  che, una volta tornato al presente, diventa, un infinito infinitamente impossibile.<br />
Allora nemmeno le parole possono essere il tuo conforto, perché anch&#8217;esse sono interpretate e circondate da ghirlande di luoghi comuni e di motivazioni che, pur non avendo nulla a che fare con il tuoi pensiero, circuiscono e castrano il pensiero che le ha generate.<br />
Arrivi a non volerti più bene, a pensare che non c&#8217;è soluzione alla tua voglia di essere e di esprimerti, ma sbagli. Tutto quello che puoi è dentro di te, solo che non lo sai, solo che non l&#8217;hai ancora capito.<br />
Svegliati uomo.<br />
Reagisci e pretendi di essere e di poter vivere per quello che in realtà ti senti di essere veramente.<br />
Quello che senti è realmente sostenibile, avulso dalla materialità dei desideri, quella non conta, non serve a nulla, non la porterai con te nel lungo viaggio. Quello di te che resterà nel mondo si potrà raccontare molto tempo dopo e molto tempo ancora dopo che di te non rimarrà assolutamente nulla di materiale.<br />
Vivi il tuo tempo e credi che quello che puoi essere in effetti sarai, dipende solo da te.<br />
Gianluca Testa</p>
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		<title>Prospettiva</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 15:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e basta]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Stavo pensando a quale tipo di augurio avrei potuto lasciare al pubblico di questo piccolo blog. Ed altrettanto onestamente, confesso, tanto per non cadere in banalità da cartoline Mondadori, che non lo so. Ho pensato di optare per un augurio legato alla fine della crisi, ma ho paura che sarebbe un solo desiderata senza nessuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_933" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2011/12/150px-Paula_Modersohn-Becker_016.jpg"><img src="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2011/12/150px-Paula_Modersohn-Becker_016-150x150.jpg" alt="" title="150px-Paula_Modersohn-Becker_016" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-933" /></a><p class="wp-caption-text">Rainer Maria Rilke</p></div>Stavo pensando a quale tipo di augurio avrei potuto lasciare al pubblico di questo piccolo blog.<br />
Ed altrettanto onestamente, confesso, tanto per non cadere in banalità da cartoline Mondadori, che non lo so.<br />
Ho pensato di optare per un augurio legato alla fine della crisi, ma ho paura che sarebbe un solo desiderata senza nessuna speranza di essere esaudito.<br />
Avevo pensato che un richiamo alla salute potesse essere, oltre che generico e, quindi abbracciare tutti quanti, un gradito augurio, cosa che sicuramente è, ma volevo offrire un qualcosa di un po&#8217; più profondo, pur confermando l&#8217;augurio di buona salute a tutti quanti.<br />
Ne rimarrebbero molti, di pensieri che potrebbero essere deputati e candidati a diventare l&#8217;augurio  per ultimo giorno dell&#8217;anno del duemila undici, ma, in cuor mio, non mi sento altro augurio che quello che tutti, o molti di più di oggi, si accorgano che hanno bisogno di cambiare.<br />
Si, il mio augurio per il prossimo, incipiente anno nuovo, è quello di cambiare.<br />
Cambiare un po&#8217; tutto, dal modo di pensare, al modo di vivere con gli altri, dal modo di percepire la &#8220;res publica&#8221; e quella privata, al modo in cui pensiamo alla nostra vita ed alla sostenibilità delle nostre azioni e dei nostri desideri. Cambiamo, trasformiamo il nostro modo d&#8217;essere per poter entrare in un nuovo modo di vivere le nostre e le vite degli altri che, vuoi o non voui, ci respirano attorno.<br />
Cambiamo le nostre parole, cambiamo le nostre abitudini e rendiamoci liberi dalla schiavitù degli schemi che abbiamo adottato fino ad oggi.<br />
Cambiamo senza la necessità di creare delle rivoluzioni, ma diamo sfogo ai nostri piccoli, reconditi pensieri.<br />
Ricordiamoci di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rainer_Maria_Rilke">Rilke</a> e riconosciamo che aveva ragione quando diceva che &#8220;le paure sono i mostri che tengono a bada i nostri più profondi tesori&#8221;. Aborriamo i nostri mostri e liberiamo le nostre emozioni, i nostri profondi tesori.<br />
Il mio augurio per il duemila dodici e per gli anni a venire, è quello che capiate, comprendiate la caducità delle umane cose e liberiate i vostri desideri nel rispetto delle attività sostenibili, siano esse votate alla nostra natura, al nostro mondo, siano esse deputate ai nostri simili.<br />
Buoni anni a venire quindi, buon duemila dodici consapevoli che sarà complicato, difficile, in alcune occasioni persino penoso, ma possiamo farcela e possiamo farcela molto bene se cambiamo la nostra prospettiva.<br />
Gianluca Testa</p>
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		<title>Gennaio</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 09:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e basta]]></category>
		<category><![CDATA[Menfi]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ştefan Călărăşanu]]></category>
		<category><![CDATA[Timisoara]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefan Calarasanu, un amico, un nuovo amico adesso, ha toccato con le sue mani magiche d&#8217;artista, la sabbia ed il tufo della mia Sicilia. L&#8217;ha toccati lo scorso maggio. Stefan, tra le sue campane, i suoi segni e le sue scarpe, ha respirato la stessa aria che ho respirato io, ma non è l&#8217;aria che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_929" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2011/12/pianostefan.jpg"><img src="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2011/12/pianostefan-150x150.jpg" alt="" title="pianostefan" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-929" /></a><p class="wp-caption-text">Note e Piano (Stefan Calarasanu)</p></div>Stefan Calarasanu, un amico, un nuovo amico adesso, ha toccato con le sue mani magiche d&#8217;artista, la sabbia ed il tufo della mia Sicilia. L&#8217;ha toccati lo scorso maggio. Stefan, tra le sue campane, i suoi segni e le sue scarpe, ha respirato la stessa aria che ho respirato io, ma non è l&#8217;aria che ci tiene in vita, no, è l&#8217;aria che ci illumina le idee e ci rende diversi uni dagli altri. Quest&#8217;aria ha innescato in lui il desiderio di rimanere, con lo spirito e con la sua arte nella mia Sicilia, nella mia Menfi. L&#8217;artista che ha conquistato chiunque gli sia stato accanto, molto per la sua arte e moltissimo per il suo essere Stefan, è stato conquistato da un piccolo Paese lontano oltre tremila chilometri dalla &#8220;sua&#8221; Timisoara. Questo legame, sottile ma deciso, ha in me un piccolo vettore. Il contatto è stato stabilito, le persone, gli amici lontani tremila chilometri, adesso aspettano che l&#8217;animo di Stefan Calarasanu, si manifesti in un qualcosa, in una pietra forse, in un legno, può darsi, che resterà nel cuore di tante altre persone. Lo farà nel 2012 in un mese che non potrà essere molto caldo. Stefan lavora e suda sulla pietra e sulla materia che plasma lasciando che le gocce del suo sudore, qualche volta, percorrano ed anticipino il solco dello scalpello e della punta del suo trapano. Il caldo del sole della mia Sicilia non lo vuole ferie, anzi, lo accarezzerà senza distoglierlo da quello che con esso la Sicilia significa e lo asseconderà nella generosa idea che lo sta assecondando in questo tempo.<br />
E&#8217; piacevole parlare con Stefan. E&#8217; di casa Stefan. E&#8217; grande Stefan.<br />
Non vedo l&#8217;ora che questo si possa concretizzare e non vedo l&#8217;ora di poterlo documentare.<br />
Gianluca Testa</p>
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		<title>Diversa visione.</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 07:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e basta]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Italia - Radio Timisoara]]></category>

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		<description><![CDATA[Confrontiamoci con il nostro passato per sperare di raggiungere degli obiettivi , qualunque essi siano, nel nostro immediato futuro, può essere una modalità di ottenere il successo? Poco prima di Natale, dopo aver assistito ad un&#8217;opera magistrale del Maestro Enrico Cannata, che con l&#8217;aiuto finanziario ed organizzativo della Famiglia Margherita e Carlo Marchegiano, ha allietato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2011/12/visione.jpg"><img src="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2011/12/visione-150x150.jpg" alt="" title="visione" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-925" /></a>Confrontiamoci con il nostro passato per sperare di raggiungere degli obiettivi , qualunque essi siano, nel nostro immediato futuro, può essere una modalità di ottenere il successo?<br />
Poco prima di Natale, dopo aver assistito ad un&#8217;opera magistrale del Maestro Enrico Cannata, che con l&#8217;aiuto finanziario ed organizzativo della Famiglia Margherita e Carlo Marchegiano, ha allietato per oltre un&#8217;ora e mezza, centinaia di spettatori riunitisi tra le mura e sotto gli affreschi della chiesa Millenium di Timisoara e consumato i soliti, qualche volta, sinceri auguri, per la vigilia di Natale, adesso stiamo pensando ad una scadenza, molto virtuale, che, un po&#8217; ci spaventa.<br />
Il duemila dodici come sarà? Molti di noi si sono ritirati a riccio, alimentando di fatto quella che chiamiamo crisi. Questi molti, anzi moltissimi, alcuni giustificati purtroppo dalla perdita del loro lavoro ed altri dal fallimento delle loro attività, stanno alimentando questo opprimente sentimento di angoscia. Alcuni, pochi, stanno cercando di dare sfogo al loro innato desiderio di costruire, di fare. Io sono tra queste spire che, vuoi o non vuoi, mi hanno sempre attirato permettendomi di costruire enormi successi, non solo economici, ma anche, necessari, insuccessi. L&#8217;unica cosa che, alla fine di tutto ho capito, è che la gente, la massa, quella che determina il successo o meno di qualche iniziativa, non pensa. Essa reagisce agli stimoli interni ed esterni ed è estremamente sensibile alle ignizioni di idee che, molto spesso, sono solo indotte dalla forza dei messaggi pubblicitari, siano essi espliciti che impliciti. UOmini e donne che reagiscono seguendo desideri, spesso molto materiali, che hanno quasi come ultimo scopo un arricchimento maggiore. Alcuni si fermano alla sempre verde necessità di apparire, per cui il bene, il guadagno, non serve ad altro che a farli sentire più forti, potenti. La mancanza di morale, o la sua quasi completa cecità indotta da anni di speculazioni al soldo del &#8220;successo&#8221; ha reso il denaro lo scopo ed il modo per ottenerlo un semplice modo, avulso da etiche e da morali. Queste si sarebbero presentate pesanti ed impietose solo nel caso di un non raggiungimento dello sperato guadagno.</p>
<p>Ma oggi questo sembra essere qualcosa che appartiene ad un passato, anche se prossimo. Oggi, chi ha ottenuto, non importa come ahimè, rimane alla finestra, sta a guardare. Egli ha liquidità, ma non vuole perderla ne tanto meno rischiare. Egli non è un imprenditore e poi è sicuramente immortale. E&#8217; vero che ogni tanto, svolazzando sulle altrui disgrazie, piomba con fare da navigato avvoltoio per approfittare del bisogno. Non ha importanza nulla se non il suo affare. Ma questo non è altro che una solida e costante fune che lega l&#8217;essere alla sua più bieca attività, la speculazione.<br />
Ma nell&#8217;anno che verrà, speculare, sarà complicato, manca un attore principale, manca il mercato o per lo meno, è sopito, anzi profondamente addormentato. Purtroppo non è un letargo programmato, non sappiamo quando si sveglierà, ma sarebbe bello approfittare di questi momenti per ricordare, per pensare a noi ed al nostro passato. Forse è venuto il momento di trovare e percorrere una nuova strada, un nuovo modo di intendere la nostra vita ed il nostro mondo. Forse è venuto il momento per iniziare a credere che esistono altri valori ed a coltivarli con uno spirito diverso.<br />
Gianluca Testa</p>
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		<title>Deluso?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 05:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spazio Italia - Radio Timisoara]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi non ha mai vissuto dall&#8217;interno qualche consiglio di amministrazione, anche di società di rilievo, oppure non ha mai partecipato, anche da semplice spettatore alle discussioni di un partito politico o di un consiglio di quartiere, difficilmente può credere che la stragrande maggioranza delle privazioni, imposte e regole che deve sopportare per poter vivere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_921" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2011/12/Charles_peguy.jpg"><img src="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2011/12/Charles_peguy-150x150.jpg" alt="" title="Charles_peguy" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-921" /></a><p class="wp-caption-text">Charles Peguy</p></div>Chi non ha mai vissuto dall&#8217;interno qualche consiglio di amministrazione, anche di società di rilievo, oppure non ha mai partecipato, anche da semplice spettatore alle discussioni di un partito politico o di un consiglio di quartiere, difficilmente può credere che la stragrande maggioranza delle privazioni, imposte e regole che deve sopportare per poter vivere in una comunità &#8220;organizzata&#8221; sono il frutto di ragionamenti strampalati e, molto spesso, di interessi molto poco dignitosi, di poche, pochissime persone.<br />
Quando dirigevo uno delle più importanti società produttive di Timisoara, ho avuto modo di scontrarmi con l&#8217;ottusità di un consiglio di amministrazione che risiedeva in Francia, che come unica soluzione ad un previsto calo di fatturato, mi costringeva, di fatto, a licenziare oltre seicento dipendenti in poco più di un mese.<br />
Seicento dipendenti significano seicento famiglie ed un innumerevole giro di micro interessi che spaziano dalla bolletta della luce al conto aperto dal piccolo magazzino di quartiere, passando dalle medicine per l&#8217;influenza del figlio appena nato. Una delle mie proposte, che per la cronaca non era stata nemmeno considerata, era quella di rinforzare il quadro rumeno delle attività collaterali e complementari alla produzione, riuscendo a ridurre drasticamente il numero dei licenziamenti. Questa scelta, apparentemente sensata e logica, oltre che economicamente sostenibile, si scontrava, allora, con la radice professionale ed operativa del capo delle operazioni Europa. Questi aveva costruito la propria carriera in un sito francese e quando era approdato alla stanza dei bottoni, si era circondato di tutti i suoi colleghi con i quali aveva condiviso le attività e la sua carriera in quel sito produttivo. Questi a loro volta avevano chiamato tra le loro fila altri dipendenti, tutti o quasi, dello stesso sito produttivo, che a loro volta ne avevano scelti altri. Così facendo, quel sito, pur quasi non producendo più nulla, era rimasto una nota di spesa incredibilmente salata, che, ovviamente, veniva pagata da qualcuno. QUesto qualcuno era storicamente la fabbrica che da poche settimane avevo iniziato a dirigere, visto che fino a poco tempo prima, era stata diretta da un altro degli appartenenti alla cerchia di &#8220;amici&#8221; di cui parlavo poc&#8217;anzi. La morale è che il mio progetto non fu adottato. Dovetti licenziare oltre seicento persone. Dopo molte altre azioni simili e non molto tempo, rassegnai le dimissioni. Pochi mesi dopo, il gruppo industriale a cui apparteneva questa fabbrica rumena, fallì e fu rilevato da un altro gruppo industriale.<br />
Se adesso prendete questa storia, che non ha niente a che vedere con la fantasia e la traslate su quasi tutte le decisioni finali, siano esse di licenziamenti, tagli di salari, tagli delle pensioni, riduzione della spesa sanitaria e quant&#8217;altro, non farete un grosso errore. Molte volte non sono la mala fede, o gli interessi personali, che dettano le scelte, bensì l&#8217;incompetenza e l&#8217;ignoranza.<br />
Altre volte il compromesso per poter mantenere in vita un&#8217;idea, di base buona, ma non applicabile a causa del gioco delle maggioranze. Per cui il &#8220;do ut des&#8221; diventa pratica comune, ma non sempre, anzi quasi mai, la fine dei giochi riserva un pareggio per i giocatori, anche se ben intenzionati e ben allenati.<br />
Oggi, dopo l&#8217;era B. &#038; B., dove il B. più povero e semianalfabeta, si scaglia contro le incapacità di governo del neo eletto Presidente del Consiglio, tralasciando il fatto che fino a ieri e per ben diciassette anni era lui stesso nella stanza dei bottoni, con la eco, oramai, tediosa, del ricco B. che incalza e deride uno dei poteri dello Stato, perchè spende i soldi in maniera inutile, dato che comunque lui sarà prosciolto dato che le leggi che, lui stesso ha fatto ed ha promulgato, riducono i termini della prescrizione dei suoi reati, assistiamo ad una sorta di già visto.<br />
Monti taglia. MOnti non si avventa sugli evasori. Monti non traduce in realtà alcune delle teorie economiche che insegnava e che ha studiato.<br />
Ad un&#8217;intervista su La7, l&#8217;amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato, dichiarava che un solo centesimo in più concesso sui biglietti dei treni alle casse delle Ferrovie, permetterebbero alle stesse di ordinare oltre un miliardo di Euro di investimenti in infrastrutture, nuove carrozze, impianti e tante altre operazioni che, guarda caso, porterebbero occupazione e linfa vitale ad un piccola cerchia della nostra società. E&#8217; molto facile fare demagogia ed accusare di incompetenza qualcuno. E&#8217; facile, di base, accusare. E&#8217; vero che moltissimi di noi non hanno né le nozioni né il tempo di analizzare le cause che hanno generato e che generano gli effetti che subiamo ed è vero che queste accuse sono quasi sempre di presa facile sull&#8217;opinione pubblica. Questo rende quasi tutto uguale e livellato al piano della strumentalizzazione, tanto ormai senza morale, senza etica, senza le parole di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Charles_P%C3%A9guy" target="_blank">Peguy</a> nel cuore, tutto è vero e tutto è falso.<br />
Tutto questo per misurare od allontanare la delusione che il nuovo Governo sta suscitando in tutti i connazionali pensanti, dove le idee, le nuove idee latitano e le scuri finanziarie si preparano ad abbattersi, ancora una volta, sulla testa di milioni di cittadini che credendo che chi fa sa cosa fa, continuano a stringere la cinghia.<br />
Ma quanti buchi sono rimasti ancora?<br />
Gianluca Testa</p>
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		<title>La resa dei conti.</title>
		<link>http://www.spazioitalia.ro/la-resa-dei-conti/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 15:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spazio Italia - Radio Timisoara]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi, come me, risiede a Timisoara in maniera stabile, s&#8217;è stancato di dover subire, ob torto collo, la presso chè unitaria incapacità di molti, non tutti, ristoratori che risiedono in questa città. E&#8217; così, che tra il serio ed il faceto, ad alcuni di noi, diciamo, fruitori potenziali e reali di pasti venduti e spacciati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2011/12/toto-a-tavola_small-1.jpg"><img src="http://www.spazioitalia.ro/wp-content/uploads/2011/12/toto-a-tavola_small-1.jpg" alt="" title="toto a tavola_small (1)" width="100" height="138" class="alignleft size-full wp-image-917" /></a>Chi, come me, risiede a Timisoara in maniera stabile, s&#8217;è stancato di dover subire, ob torto collo, la presso chè unitaria incapacità di molti, non tutti, ristoratori che risiedono in questa città. E&#8217; così, che tra il serio ed il faceto, ad alcuni di noi, diciamo, fruitori potenziali e reali di pasti venduti e spacciati quali originali e di qualità, è venuta l&#8217;idea di creare una sorta di graduatoria che prenderà in considerazione i fattori importanti che dovrebbero rendere un ristorante, un buon ristorante.<br />
Non dichiareremo adesso quali sono i criteri che vogliamo adottare, ma se fossi un ristoratore, starei attento ad iniziare a modificare le proprie strategie. Essere un ristorante italiano non vorrà significare che sarà di successo a prescindere da qualità, servizio e prezzo. Da qui in avanti, stileremo una sorta di classifica che punterà ad ottenere un ristorante di punta per mese, forse per settimana, dove invitare i propri clienti ma anche trascorrere una serata piacevole con degli amici senza essere angosciati dal pessimo vino, dal cibo scadente, dalla maleducazione ed impreparazione delle cameriere e dal conto salatissimo.<br />
Questo, di fatto non è un articolo, non assomiglia di certo allo standard che alberga in questo blog da qualche anno, ma è senza ombra di dubbio un avvertimento, per cui, secondo il noto detto, uomo avvisato mezzo salvato, diamo inizio alle danze e buon appetito.<br />
Gianluca Testa</p>
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