Spazio Italia - Radio Timisoara

Pensieri politici

18/04/2016

Democrazia, ma figurati!

notrivForse sull’onda della grande delusione, alla luce del risultato dell’affluenza al referendum contro le trivellazioni ad libitum, mi sento di esternare un, credo difficilmente discutibile, pensiero.
La democrazia non e’ un sistema che possiamo permetterci.
Il motivo e’ semplice. Essa si basa su alcune poche, ma essenziali, questioni.
La prima e’ la partecipazione alla vita politica del Paese.
La seconda, che e’, probabilmente, la madre della prima, una corretta, assidua, imparziale e veritiera informazione.
Ma e’ un gatto che si morde la coda.
La gente non partecipa in massa, anche perche’, non e’ informata correttamente o, peggio, disinformata ad arte da organi di divulgazione di massa che, spesso, appartengono allo Stato, ovvero sono di tutti, pagati con i soldi di tutti, ma al servizio di pochi.
Togliere il controllo politico alle televisioni, radio e giornali, almeno quelli dove lo Stato dovrebbe essere il garante, non e’ uno scherzo da poco. La partita si gioca tutta li’.
Purtroppo il livello di cultura sociale e politica del nostro Paese e’ bassissimo.
Certo, tutto inizia dall’educazione scolastica impartita ai nostri figli, oltre a quella impartita, a casa, dai genitori.
Ma se, in ttutti gli anni dall’unita’ d’italia ad oggi, ci fossimo basati solo sull’educazione familiare, non credo che avremmo potuto progredire da servitori della gleba a questa forma di societa’ che, almeno in parte, giudica e ragiona.

Probabilmente dovremmo iniziare a pensare ad un percorso alternativo.
L’Art.48 della nostra Costituzione recita che il voto e’ “un dovere civico”. Se proprio dobbiamo cambiare qualcosa della costituzione togliamo il sostantivo “civico”. Votare e’ un dovere, punto e basta.
Poi attuiamo delle leggi che puniscano amministrivamente chi non va a votare in maniera ingiustificata.
Si agano multe su tutto, ma su questo che sta alla base del nostro mondo, non capita nulla. Bene, la cosa e’ pensata ad arte, perche’ anche i referendum dovrebbero essere senza quorum, cosi’ come lo sono in Romania, per esempio.
Sempre in Romania e’ apparsa una proposta di legge che vuole multare proprio chi non va a votare. Non so se passera’ alle Camere, ma sicuramente l’iniziativa, a mio guidizio, e’ degna di lode.
Dove non pote’ il senso civico, pote’ il portafogli.
Gianluca Testa

  1. Complimenti qjesto blog è molto interessante

    Comment by abc finanza — 22/08/2018 @ 2:25 PM

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