Spazio Italia - Radio Timisoara

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Spazio Italia - Radio Timisoara

03/03/2012

Uomini piccoli

Non uomini piccoli, che possono essere, uomini grandi, ma insignificanti petulanti ed inutili uomini che per gratificare il proprio ego, ammesso che sappiano che cosa sia, devono insignirsi di fregi che, molto spesso, hanno frodato.
Certo, è un’amara consolazione, la maggior parte delle volte, siamo noi, con la nostra indolenza e la nostra svogliatezza, a permettere a questi quaqquaraqquà, di sciasciana memoria, di ottenere ed occupare antisonanti e, potenzialmente prestigiose posizioni sociali.
La cosa che questi ominidi non riescono a capire, che non è il posto che occupano che li nobilita, anzi, se l’occupante non ne è all’altezza, l’amplificazione della sua incompetenza sarà massima e, purtroppo, l’Istituzione che dovrebbe rappresentare, viene a perdere tutto il prestigio che, altri uomini, questa volta capaci, erano riusciti a guadagnare.
A volte mi diverte osservare queste piccole entità, anche se, lo ammetto, il mio è un riso amaro.
L’altro giorno, per esempio, un gruppo di uomini, alcuni dotati di indiscusso talento, altri semplicemente non dotati, si sono riuniti presso le sale del Consiglio Locale di Timisoara.
L’oggetto, leggermente oscuro, rendere partecipi le persone presenti, poche per la verità, dell’attività svolta e svolgenda dell’attuale, compagine di Governo locale. Potrei azzardare, se non fosse per la pochezza di pubblico, che si è trattato di un avio di campagna politica.
Avrei avuto il desiderio di esprimere il mio pensiero. Avrei voluto dire che questa città, al di là di progetti multi milionari ha il maledetto bisogno di avvicinarsi all’uomo della strada. Ha la necessità assoluta di rendere il Governo meno palesemente sfacciato e despota, alimentato dall’ignoranza di molti e dall’ingordigia, illecita, di altri, non meno numerosi.
Ma a cosa sarebbe valso se non ad aumentare le ire che già mi circondano. Essere corretti in un mondo di scorretti ti rende anomalo, strano. La gente, quella comune, quella che ti conosce solo perchè qualche lingua lunga e sporca, ha vomitato oscenità sul tuo conto senza nemmeno sapere chi sei, crede al si dice e solo a quello. Qualunque cosa farai, comunque crederanno quello che vorranno credere e che gratifica il loro ego putrido. Così gli uomini piccoli, che arrivano a presiedere confederazioni antisonanti, rovinando la stessa immagine di quelle istituzioni, cercano di demolire l’immagine e la storia di altri che, secondo loro, sono un pericolo.
Spesso, questo pericolo, cari uomini piccoli, non è elidibile. E’ insito nel fatto che siete degli incapaci, circondati da incapaci od approfittatori che altro non aspettano di togliervi di mezzo.
Lo so sembra criptico, ma non lo è affatto. E’ il quadretto di una storia comune a tantissime realtà. realtà dove pochi riescono ad occupare posti per cercare di essere qualcuno, ma, di fatto, rimangono semplicemente dei nessuno, dei piccoli uomini con un biglietto da visita.
Gianluca Testa

Pensieri politici,Spazio Italia - Radio Timisoara

23/02/2012

Genio.

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Traian Basescu

Sono sincero, non avrei immaginato la mossa del Presidente Basescu nemmeno se avessi cercato di sfrozarmi. Stavo semlicemente considerando la pochezza delle azioni dell’opposizione – si fa per dire – e giudicavo patetico lo sforzo di pochissimi adepti alla pseudo coalizione di opposizione, guardando, con una certa nota di fastidio, al trambusto, pressocchè inutile, creato a puri scopi populistici. Mai mi sarei aspettato una contro mossa, a dir poco geniale, del Presidente della Romania. Sacrifica il Governo Boc, per insediare un altro Governo, sempre di suo gradimento ed impossibile da criticare, fruttando, come una volpe madre sa fare, l’occasione prestatagli da un cumulo di inetti oppositori.
Un grande, non c’è che dire.
Oltre al fatto che è riuscito, unico più che raro esempio in Europa, a contenere realmente la spesa pubblica, dopo essere riuscito, appoggiando il Governatore della Banca Centrale Rumena, ad evitare perdite dolorose al sistema bancario, ha anche potuto arginare un problema sociale che, se avesse optato per il licenziamento delle masse statali inutili, avrebbe sicuramente creato.
Non ci sono tante cose da dire a parte il fatto che, così operando, è riuscito a portare la Romania, fatto più unico che raro, a prevedere per il 2012 un prodotto interno lordo positivo rispetto all’anno precedente. Questo, oltre al fatto che si stanno attuando, anche se con molta fatica, lotte contro la corruzione, rende ancora più credibile il suo Paese, al punto di riuscire a muovere nuovi investimenti, anche se non colossali, dentro le mura di casa. Il problema dell’apparato statale corrotto ed inetto, che spesso è peggio dell’essere semplicemente corrotto, probabilmente vanifiherà una parte importante degli sforzi dell’attuale esecutivo, ma permetterà, sicuramente, di creare uno strato di consenso, necessario per poter attuare ulteriori riforme strutturali. Forse è una delle pochissime volte che, nonostante una quasi non sradicabile sensazione di nausea, dettata dalle movenze delle autorità locali, sento che ci potrebbe essere una via d’uscita onorevole anche per la Romania. Questa sensazione, se aggiunta alla consapevolezza che la maggior parte della popolazone rumena, anche se colpevolissima di qualunquismo congenito, è composta da brave persone, capaci e, soprattutto profondamente educate, mi porta a rivedere, anche se solo parzialmente, i miei nefasti intenti di fuga. Rimane la considerazione, amara per di più, che l’apatia politica del popolo tutto, sta rendendo la rinascita del Paese non solo lenta, ma anche a rischio di fallimento. Sarebbe molto semlice riappropriarsi dei propri diritti, considerazione che non può non crescere un senso di rabbia, malamente soffocato. Se solo qualcuno scuotesse la propria persona dal limbo limaccioso del “non mi interessa”, allora le cose potrebbero funzionare molto, ma molto meglio.
Gianluca Testa

Pensieri e basta,Pensieri politici,Spazio Italia - Radio Timisoara

27/01/2012

ATTACCO ALLA LIBERTA’!

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Questo documento è stato riportato tale e quale all’originale al fine di divulgare al massimo questo messaggio. Vi prego di aderire.
Gianluca Testa








Cari amici,



Un nuovo trattato globale darebbe carta bianca alle multinazionali per controllare tutto quello che facciamo su internet. La scorsa settimana 3 milioni di noi hanno fermato le leggi censorie americane. Se agiremo ora potremo far sì che il Parlamento europeo affossi questo nuovo pericolo per tutti noi:


La settimana scorsa 3 milioni di noi sono riusciti a respingere l’attacco americano a internet! Ma ora c’è una minaccia persino più grave, e il nostro movimento globale per la libertà di internet è l’arma migliore per annientarla.

ACTA, un trattato mondiale, darebbe il potere alle multinazionali di censurare internet. Dopo che è stato negoziato in segreto da un manipolo di paesi ricchi e poteri forti, ora potrebbe mettere in piedi un organismo nell’ombra per combattere le contraffazioni e che permetterebbe a interessi organizzati di controllare tutto quello che facciamo su internet, imponendo sanzioni che prevedono addirittura il carcere contro chi metterebbe in pericolo i loro affari.

L’Europa sta decidendo ora se ratificare o meno ACTA: se non lo farà questo attacco globale alla libertà di internet cadrà . In passato si sono già opposti a ACTA, ma ora alcuni parlamentari vacillano: diamo loro l’ultima spinta per rigettare il trattato. Firma la petizione: faremo una consegna spettacolare a Bruxelles non appena avremo raggiunto le 500.000 firme:

http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?vl

E’ una vergogna: i governi dei quattro quinti della popolazione mondiale sono stati esclusi dai negoziati dell’Accordo commerciale anti-contraffazione (ACTA) e burocrati non eletti hanno lavorato spalla a spalla con i lobbisti delle multinazionali per scrivere le nuove regole e un regime sanzionatorio pericoloso. ACTA sarebbe inizialmente esecutivo negli Stati Uniti, in Europa e in altri 9 paesi, poi in tutto il resto del mondo. Ma se riusciremo a far dire no all’Europa, il trattato perderebbe il momento buono e potrebbe essere chiuso in un cassetto per sempre.

Grazie a queste regole liberticide persone in ogni dove potrebbero essere sanzionate per semplici gesti come condividere l’articolo di un giornale o scaricare un video di una festa dove c’era musica protetta dal copyright. Venduto come un trattato commerciale per difendere il diritto d’autore, ACTA potrebbe vietare anche la vendita di farmaci salvavita e mettere in pericolo l’accesso degli agricoltori ai semi di cui hanno bisogno. E, incredibile ma vero, la commissione ACTA avrebbe carta bianca per cambiare le sue stesse regole e sanzioni senza alcun scrutinio democratico.

Potenti interessi organizzati stanno facendo di tutto per far passare il trattato, ma il Parlamento europeo si è messo in mezzo. Inviamo un grido enorme ai parlamentari per contrastare le lobby e difendere la libertà di internet. Firma ora e inoltra questo appello a tutti:

http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?vl

La scorsa settimana abbiamo visto in concreto la forza del nostro potere collettivo: quando milioni di noi hanno unito le forze per fermare gli Stati Uniti dall’adottare la legge sulla censura a internet, che avrebbe trafitto il cuore della rete. Abbiamo anche dimostrato al mondo quanto possono essere potenti le nostre voci. Uniamole ancora una volta per contrastare questo nuovo pericolo.

Con speranza e determinazione,

Dalia, Alice, Pascal, Emma, Ricken, Maria Paz e il resto del team di Avaaz

Più informazioni:



Pirateria, l’Unione europea firma ACTA: “Bavaglio al web e alla ricerca medica”
http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/26/news/pirateria_acta-28803676/



La Polonia marcia per il web libero: in 10.000 contro ACTA
http://www.giornalettismo.com/archives/193127/la-polonia-che-marcia-per-il-web-libero/



ACTA, inizia un’altra battaglia per la Rete
http://daily.wired.it/news/internet/2012/01/26/acta-censura-internet-copyright-sopa-16742.html



Accordi segreti minacciano la libertà di espressione (e non solo)
http://www.valigiablu.it/doc/607/accordi-segreti-con-le-multinazionali-minacciano-la-libert-di-espressione-e-non-solo.htm




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