Uomini piccoli
Non uomini piccoli, che possono essere, uomini grandi, ma insignificanti petulanti ed inutili uomini che per gratificare il proprio ego, ammesso che sappiano che cosa sia, devono insignirsi di fregi che, molto spesso, hanno frodato.
Certo, è un’amara consolazione, la maggior parte delle volte, siamo noi, con la nostra indolenza e la nostra svogliatezza, a permettere a questi quaqquaraqquà, di sciasciana memoria, di ottenere ed occupare antisonanti e, potenzialmente prestigiose posizioni sociali.
La cosa che questi ominidi non riescono a capire, che non è il posto che occupano che li nobilita, anzi, se l’occupante non ne è all’altezza, l’amplificazione della sua incompetenza sarà massima e, purtroppo, l’Istituzione che dovrebbe rappresentare, viene a perdere tutto il prestigio che, altri uomini, questa volta capaci, erano riusciti a guadagnare.
A volte mi diverte osservare queste piccole entità, anche se, lo ammetto, il mio è un riso amaro.
L’altro giorno, per esempio, un gruppo di uomini, alcuni dotati di indiscusso talento, altri semplicemente non dotati, si sono riuniti presso le sale del Consiglio Locale di Timisoara.
L’oggetto, leggermente oscuro, rendere partecipi le persone presenti, poche per la verità, dell’attività svolta e svolgenda dell’attuale, compagine di Governo locale. Potrei azzardare, se non fosse per la pochezza di pubblico, che si è trattato di un avio di campagna politica.
Avrei avuto il desiderio di esprimere il mio pensiero. Avrei voluto dire che questa città, al di là di progetti multi milionari ha il maledetto bisogno di avvicinarsi all’uomo della strada. Ha la necessità assoluta di rendere il Governo meno palesemente sfacciato e despota, alimentato dall’ignoranza di molti e dall’ingordigia, illecita, di altri, non meno numerosi.
Ma a cosa sarebbe valso se non ad aumentare le ire che già mi circondano. Essere corretti in un mondo di scorretti ti rende anomalo, strano. La gente, quella comune, quella che ti conosce solo perchè qualche lingua lunga e sporca, ha vomitato oscenità sul tuo conto senza nemmeno sapere chi sei, crede al si dice e solo a quello. Qualunque cosa farai, comunque crederanno quello che vorranno credere e che gratifica il loro ego putrido. Così gli uomini piccoli, che arrivano a presiedere confederazioni antisonanti, rovinando la stessa immagine di quelle istituzioni, cercano di demolire l’immagine e la storia di altri che, secondo loro, sono un pericolo.
Spesso, questo pericolo, cari uomini piccoli, non è elidibile. E’ insito nel fatto che siete degli incapaci, circondati da incapaci od approfittatori che altro non aspettano di togliervi di mezzo.
Lo so sembra criptico, ma non lo è affatto. E’ il quadretto di una storia comune a tantissime realtà. realtà dove pochi riescono ad occupare posti per cercare di essere qualcuno, ma, di fatto, rimangono semplicemente dei nessuno, dei piccoli uomini con un biglietto da visita.
Gianluca Testa




