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26/05/2020

Patrimonio di tutti governato da pochi

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Circa dieci anni fa, sono riuscito a ristrutturare uno dei più bei palazzi di Timisoara, il palazzo Bruck che si affaccia su piazza Unirii, superando una montagna di difficolta’. Prima di tutto la pratica delle ‘attenzioni’ da me sempre disattesa, mi ha portato a dovermi imporre quasi con la forza per poter ottenere l’autorizzazione alla ristrutturazione. Questo palazzo e’ annoverato tra i monumenti storici della città e, inoltre, si trova in una zona dichiarata storica. In ogni caso la delibera che regolamenta le norme che si devono applicare per la ristrutturazione di palazzi storici o di palazzi che si trovano in un’area dichiarata di interesse storico, sono molto chiare e giustamente rigide.

Al tempo ho collaborato bene con l’allora responsabile Signora Doina Antoniuc, della quale ho apprezzato il rigore con il quale ha affrontato ogni singolo aspetto della ristrutturazione del mio palazzo.

Dopo aver finito la ristrutturazione sono iniziati alcuni piccoli problemi per i quali non ho ancora trovato una degna soluzione. Uno tra tutti l’obbrobrio a led delle insegne luminose della farmacia, allora di proprietà’ del Signor Salomon Bruck, che disturba e offende in maniera incredibile non solo la bellezza della piazza che ospita il Palazzo.

Camminando per il meraviglioso centro storico di Timisoara, non e’ difficile incappare in abusi che sono stati perpetrati ai danni di immobili storici di rara bellezza, un esempio tra tutti il cosiddetto palazzo ‘PNL’ all’incrocio tra la strada Gheorghe Lazar e la Strada Vasile Alecsandri e che, anche’esso si affaccia su piazza Unirii. Diversi anni fa, durante una ristrutturazione approssimativa, alcuni operai hanno preso a martellate le maioliche ornamentali che sovrastavano due delle sei arcate che si affacciano si Strada Lazar, eliminandole per sempre alla vista dei posteri.

Timisoara ha conquistato il titolo di Capitale Europea della Cultura per l’anno 2021, e tutti si lodano e fregiano di questo ambito titolo, ma a quanto pare, chi e’ deposto a sorvegliare che l’immenso patrimonio storico artistico di questa città’ sia mantenuto e gestito nel migliore dei modi, dorme. O se non dorme, guarda sicuramente da un’altra parte, non sta a me giudicare il perché’. Il motivo di questa mia affermazione la potete ammirare in piazza Libertati proprio in questi giorni.

In questa piazza, esiste un palazzo che non e’ inserito tra i monumenti storici, ma e’ sito in un’area di interesse storico, che e’ giaciuto per anni nell’abbandono totale. Prima sede di una banca assassinata dai morsi degli squali del sistema e poi lasciato in un silenzioso abbandono. Una caratteristica di questo palazzo erano delle splendide inferriate a protezione delle ampie finestre che guardano piazza Libertati. Oggi, passando per la piazza, dopo un piacevole incontro all’Opera di Timisoara per le ultime battute relative all’organizzazione della messa in scena di un’opera importante che sara’ uno degli eventi topici per l’apertura dell’anno della Capitale Culturale Timisoara 2021, ho visto che il palazzo PalazzoInPIazzaLibertatiidalle splendide inferriate sta per essere, per cosi’ dire, riabilitato ma destinato a diventare un altro a quanto pare, l’ennesimo ristorante. E qui interviene il mio grido di allarme, le inferriate sono sparite, le finestre sono diventate delle aperture giganti pronte a ricevere festanti e affamati avventori, covid-19 permettendo, l’intonaco interno e’ stato strappato demolendo anche la part superficiale dei mattoni originali della struttura del palazzo. Un grido di allarme per cercare di capire cosa sta accadendo e come si potranno conciliare le splendide inferriate, sempre che non siano già state pesate e alienate in chissà’ quale deposito abusivo, con le nuove aperture teste’ generate.

E su tutto questo una riflessione.

Alla direzione dei monumenti di Timisoara il solerte direttore, il dottor Sorin Predescu, cosi’ veloce a multare tutti o quasi, sicuramente l’associazione Timisoara Capitale Europea 2021 per ogni pie’ sospinto, e criticare i nuovi marciapiedi di Timisoara che probabilmente non saranno bellissimi, attaccando il Sindaco, macontrariamente a molti ‘lavori’ accettati dal solerte direttore almeno questi non distruggono nulla e, in piu’ sono sicuramente reversibili, come mai non e’ saltato sulla sua prestigiosa poltrona per redimere e spuntare le matite dei solerti architetti modernisti? Visto che e’ cosi’ attento a notare tutti i cambiamenti e tutte, addirittura, le intenzioni di modifica ai preziosi monumenti che e’ deputato e pagato dai cittadini per proteggere, e’ possibile che non si sia chiesto dove siano le inferriate di cui sopra?

Ma se questo grido di allarme e’ infondato, se il Dott. Predescu ha già preso provvedimenti ed e’ stato raggiunto da solerti, complete ed esaustive rassicurazioni che hanno come risposta finale che, si’ signori, le inferriate del prestigioso palazzo di piazza Libertatii sono al sicuro da riciclatori di ferro vecchio e da qualsiasi altro vessatore e che, ritorneranno a ornare il palazzo di piazza Libertatii quanto prima e sicuramente prima che saranno finiti i lavori di ristrutturazione del piano terreno.

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Sbaglio dott Predescu?

Gianluca Testa

AIRE,COVID19,Italiani,Pensieri politici,Spazio Italia - Radio Timisoara

03/04/2020

Italiani di serie “C”

bandiera-italiana-astaNoi siamo un esercito di oltre cinque milioni di italiani che, con la loro inventiva, con il loro lavoro e, soprattutto il loro coraggio, hanno salvato decine se non centinaia di migliaia di aziende italiane.

Nell’occhio del ciclone dell’inizio della globalizzazione, moltissime aziende si sono, d’un tratto, trovate sull’orlo del fallimento. Prezzi impossibili con cui competere, a volte più bassi dello stesso costo di produzione, hanno messo in ginocchio aziende che avevano, ingenuamente creduto di avere una posizione dominante inattaccabile. Ma il mostro della globalizzazione ha scoperto i nervi e i dolori sono diventati insopportabili, spesso a tal punto da dover costringere le aziende a chiudere definitivamente.

Molte hanno iniziato a capire che la strada era cercare altrove. Mettersi alla ricerca di posti dove poter produrre e mantenere in vita il proprio patrimonio tecnologico e intellettuale ma mancavano completamente le competenze e le conoscenze di dove, come e soprattutto chi avrebbe potuto guidare una sì complessa e mai tentata operazione di delocalizzazione.

Alcuni, sbagliando clamorosamente, hanno pensato che bastava trasferire macchinari e un tecnico di provate capacità per risolvere il problema facilmente. Mai errore fu così fatale.

Serviva ben altro per poter affrontare quella nuova sfida.

Ecco che nuovi coraggiosi, capaci di credere in un sogno, si sono offerti quali possibili gestori del cambiamento. Moltissimi di questi nuovi sconosciuti sono riusciti nel loro intento e ci sono riusciti talmente bene che le società dalla crisi in cui si trovavano, in poco tempo, nel giro di qualche anno, hanno riconquistato, non solo le loro posizioni di mercato, ma sono riuscite a crescere nel nuovo mercato mondiale.

Tutto questo grazie a quegli uomini che hanno rischiato tutto e per tutto e che, grazie al loro coraggio, la loro inventiva e le loro inimmaginabili qualità di adattamento, sono riusciti a disegnare una strada che le aziende, spesso, ob torto collo, hanno seguito.

Adesso, benché approvi la maggior parte del suo operato, Luigi di Maio dichiara che “…gli italiani che hanno deciso di pagare le tasse all’estero, che sono iscritti all’AIRE, non possono pensare di tornare in Italia…”. Una dichiarazione che non riesco a comprendere e che, onestamente mi fa letteralmente incazzare. Moltissimi di quegli italiani, che secondo la Costituzione, la nostra Costituzione hanno gli stessi diritti che hanno tutti gli altri italiani, oggi si trovano in una situazione incredibilmente critica.

Le aziende che hanno fruttato il loro sapere, il loro coraggio, oggi, ben ristabilite nelle loro naturali posizioni di benessere, non hanno più bisogno di loro e li hanno scaricati. Molti di loro non hanno più nessun introito, vivono in appartamenti in affitto i cui proprietari non sono per nulla interessati ai loro problemi. Non possono tornare a casa, in Italia,  perché tutti i voli sono stati cancellati e altre vie non esistono. Com’è possibile dichiarare che non sono graditi?

Caro Luigi Di Maio, questa è stata, decisamente, una grossa cantonata che deve essere recuperata assolutamente. L’indotto creato da questi uomini è immenso, difficilissimo da quantificare, ma immenso. Un esempio per tutti? Il gruppo Geox, Stefanel, Marcegaglia, Zoppas…

I nostri AIRE sono Italiani con la “I” maiuscola e meritano rispetto e non solamente per un fattore economico, come sembra interessi solo a te in questo momento, ma soprattutto perché, la maggior parte di loro, tengono alto il buon nome dell’Italia, sempre.

Sono del parere che dovresti rivedere completamente questa posizione e preparare un piano d’urgenza per quei compatrioti che oggi si trovano in gravi difficoltà. Non puoi pensare che le reti consolari si possano sostituire allo Stato. E, poi, siamo seri, quali reti consolari? Quelle dei consoli onorifici? Uomini che per l’amore della bandiera, sovvenzionano completamente le attività che dovrebbero essere comunque garantite dallo Stato, spesso rispondendo a “superiori” che non hanno nemmeno un millesimo del senso di responsabilità e di onore che hanno i consoli onorari.

Urge rivedere queste dichiarazioni. Urgono azioni concrete per ridare a noi AIRE la dignita’ ed il rispetto che ci si deve.

 

Gianluca Testa

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15/03/2020

Scrisoare deschisă către Primul Ministru al României

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Scrisoare deschisă către Primul Ministru al României

Stimate Dmnule Prim-Ministru Ludovic Orban,

Asociațiile culturale italiene Fucina Italiana Francesco Griselini – care operează în orașele Timișoara și Arad și Italiani în Bihor – care operează în Oradea, având în vedere măsurile excepționale de prevenire și combatere a răspândirii virusului COVID-19, prin instituirea stării de urgență decretată de Președintele României, domnul Klaus Werner Iohannis, prin această scrisoare, doresc, în mod respectuos, să atragă atenția Domniei Voastre și a întregului Guvern, cu privire la unele dintre problemele care afectează întregul sector productiv al companiilor noastre, cu majore consecințe negative pentru econimie.

Susținem și suntem cu totul de accord cu aceste măsuri și le considerăm nu doar necesare, ci și imperative pentru a fi limitată, pe cât posibil, răspândirea necontrolată a virusului menționat nu doar în țara noastră, ci și în întreaga lume. Tocmai din acest motiv, angajamentul nostru va fi total și, acolo unde este posibil, vom face tot ceea ce ne stă în putință să sprijinim, cu idei și sugestii noi, inițiativele adoptate de România.

În acest spirit de strânsă și deplină colaborare, ne permitem să tragem un puternic semnal de alarmă asupra repercusiunilor economice pe care aceste măsuri le vor avea asupra companiilor noastre care, la fel ca toate celelalte companii din alte țări care operează în România, contribuie activ la dezvoltarea socială, culturală și economică a țării.

Principala noastră preocupare este îndreptată către angajații noștri, către siguranța lor și măsurile care vor fi impuse prin decretul legislativ. Ca atare, cu respectul cuvenit, ne permitem să subliniem  următoarele:

  • Plata salariilor trebuie să constituie obiectul unei analize atente din partea Ministerului Finanțelor și a Ministerului Muncii întrucăt plata integrală a acestora, atât în ceea ce privește partea referitoare la contribuțiile de asigurări sociale, cât și cea referitoare la salariul net real va fi imposibilă în absența facturărilor aferente, iar din acest motiv vă propunem și vă solicităm:
  1. Suspendarea / eliminarea contribuțiilor la asigurările sociale pentru întreaga perioadă în care va fi în vigoare starea de urgență, cu mențiunea că va fi necesară o perioadă de tranziție estimată la aproximativ patru săptămâni, după sfărșitul stării de urgență;
  2. Fondul de concediere să fie integral plătit de Statul Român (somaj tehnic cu plata îndemnizației de către Statul Român);
  3. Suspendarea tuturor activităților de colectare coercitivă operate de stat de la agenții economici care se află într-o stare normală de activitate, ori nu au activitățile suspendate și / sau nu sunt în proceduri de lichidare voluntare și coercitive.
  4. Luarea de măsuri pentru suspendarea plății ratelor ipotecare și / sau a creanțelor de la bănci.
  5. Luarea de măsuri de suspendare a posibilității de a activa procedurile de insolvență de către creditori pentru societățile care nu pot, în absența cifrei de afaceri, să-și respecte angajamentele comerciale.
  6. Inghețarea generală a tuturor cheltuielilor legate de alimentarea cu energie electrică până la un anumit număr de kilowati/oră și Giga Calorie pe firmă sau companie (cu limitare la minimul necesar pentru a nu deteriora bunurile și echipamentele care nu pot fi oprite complet)
  7. Asigurarea prezenței, în deplină conformitate cu normele de siguranță emise sau care vor fi emise de către ministerul competent, a operatorilor pentru întreținerea echipamentelor și a mașinilor care, din cauza naturii lor tehnice, nu pot fi oprite.
  8. Oferirea de garanții de stat pentru accesul la credit subvenționat, pentru companiile care au fost nevoite să își înceteze activitatea normală de producție din cauza dispozițiilor referitoare la starea de urgență generală atât în ​​România, cât și în țările aflate în criză și în care se află clienții acestor companii. Acest credit subvenționat și garantat trebuie utilizat pentru a menține activități industriale minime în absența totală sau parțială a cifrei de afaceri.
  9. Propunem adoptarea de măsuri urgente pentru a permite accesul la liniile de credit menite să garanteze lichiditatea necesară supraviețuirii companiilor.

 

Domnule Prim-Ministru, întreaga societate românească, inclusiv străinii care își desfășoară activitatea pe teritoriul României, trebuie să contribuie prin acțiunile lor la succesul acestei importante lupte împotriva COVID-19, din acest motiv întreaga Comunitate italiană va respecta toate regulile și reglementările pe care le va emite Statul Român, prin Parlament și prin Guvernul pe care îl conduceți.

 

Timisoara, 15 martie 2020

Cu aleasă considerație,

în numele Asociației Culturale Fucina Italiana Francesco Griselini,

Gianluca Testa