Spazio Italia - Radio Timisoara

Archive for the ‘Pensieri e basta’ Category

Pensieri e basta

30/12/2011

Prospettiva

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Rainer Maria Rilke

Stavo pensando a quale tipo di augurio avrei potuto lasciare al pubblico di questo piccolo blog.
Ed altrettanto onestamente, confesso, tanto per non cadere in banalità da cartoline Mondadori, che non lo so.
Ho pensato di optare per un augurio legato alla fine della crisi, ma ho paura che sarebbe un solo desiderata senza nessuna speranza di essere esaudito.
Avevo pensato che un richiamo alla salute potesse essere, oltre che generico e, quindi abbracciare tutti quanti, un gradito augurio, cosa che sicuramente è, ma volevo offrire un qualcosa di un po’ più profondo, pur confermando l’augurio di buona salute a tutti quanti.
Ne rimarrebbero molti, di pensieri che potrebbero essere deputati e candidati a diventare l’augurio per ultimo giorno dell’anno del duemila undici, ma, in cuor mio, non mi sento altro augurio che quello che tutti, o molti di più di oggi, si accorgano che hanno bisogno di cambiare.
Si, il mio augurio per il prossimo, incipiente anno nuovo, è quello di cambiare.
Cambiare un po’ tutto, dal modo di pensare, al modo di vivere con gli altri, dal modo di percepire la “res publica” e quella privata, al modo in cui pensiamo alla nostra vita ed alla sostenibilità delle nostre azioni e dei nostri desideri. Cambiamo, trasformiamo il nostro modo d’essere per poter entrare in un nuovo modo di vivere le nostre e le vite degli altri che, vuoi o non voui, ci respirano attorno.
Cambiamo le nostre parole, cambiamo le nostre abitudini e rendiamoci liberi dalla schiavitù degli schemi che abbiamo adottato fino ad oggi.
Cambiamo senza la necessità di creare delle rivoluzioni, ma diamo sfogo ai nostri piccoli, reconditi pensieri.
Ricordiamoci di Rilke e riconosciamo che aveva ragione quando diceva che “le paure sono i mostri che tengono a bada i nostri più profondi tesori”. Aborriamo i nostri mostri e liberiamo le nostre emozioni, i nostri profondi tesori.
Il mio augurio per il duemila dodici e per gli anni a venire, è quello che capiate, comprendiate la caducità delle umane cose e liberiate i vostri desideri nel rispetto delle attività sostenibili, siano esse votate alla nostra natura, al nostro mondo, siano esse deputate ai nostri simili.
Buoni anni a venire quindi, buon duemila dodici consapevoli che sarà complicato, difficile, in alcune occasioni persino penoso, ma possiamo farcela e possiamo farcela molto bene se cambiamo la nostra prospettiva.
Gianluca Testa

Pensieri e basta

27/12/2011

Gennaio

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Note e Piano (Stefan Calarasanu)

Stefan Calarasanu, un amico, un nuovo amico adesso, ha toccato con le sue mani magiche d’artista, la sabbia ed il tufo della mia Sicilia. L’ha toccati lo scorso maggio. Stefan, tra le sue campane, i suoi segni e le sue scarpe, ha respirato la stessa aria che ho respirato io, ma non è l’aria che ci tiene in vita, no, è l’aria che ci illumina le idee e ci rende diversi uni dagli altri. Quest’aria ha innescato in lui il desiderio di rimanere, con lo spirito e con la sua arte nella mia Sicilia, nella mia Menfi. L’artista che ha conquistato chiunque gli sia stato accanto, molto per la sua arte e moltissimo per il suo essere Stefan, è stato conquistato da un piccolo Paese lontano oltre tremila chilometri dalla “sua” Timisoara. Questo legame, sottile ma deciso, ha in me un piccolo vettore. Il contatto è stato stabilito, le persone, gli amici lontani tremila chilometri, adesso aspettano che l’animo di Stefan Calarasanu, si manifesti in un qualcosa, in una pietra forse, in un legno, può darsi, che resterà nel cuore di tante altre persone. Lo farà nel 2012 in un mese che non potrà essere molto caldo. Stefan lavora e suda sulla pietra e sulla materia che plasma lasciando che le gocce del suo sudore, qualche volta, percorrano ed anticipino il solco dello scalpello e della punta del suo trapano. Il caldo del sole della mia Sicilia non lo vuole ferie, anzi, lo accarezzerà senza distoglierlo da quello che con esso la Sicilia significa e lo asseconderà nella generosa idea che lo sta assecondando in questo tempo.
E’ piacevole parlare con Stefan. E’ di casa Stefan. E’ grande Stefan.
Non vedo l’ora che questo si possa concretizzare e non vedo l’ora di poterlo documentare.
Gianluca Testa

Pensieri e basta,Spazio Italia - Radio Timisoara

Diversa visione.

Confrontiamoci con il nostro passato per sperare di raggiungere degli obiettivi , qualunque essi siano, nel nostro immediato futuro, può essere una modalità di ottenere il successo?
Poco prima di Natale, dopo aver assistito ad un’opera magistrale del Maestro Enrico Cannata, che con l’aiuto finanziario ed organizzativo della Famiglia Margherita e Carlo Marchegiano, ha allietato per oltre un’ora e mezza, centinaia di spettatori riunitisi tra le mura e sotto gli affreschi della chiesa Millenium di Timisoara e consumato i soliti, qualche volta, sinceri auguri, per la vigilia di Natale, adesso stiamo pensando ad una scadenza, molto virtuale, che, un po’ ci spaventa.
Il duemila dodici come sarà? Molti di noi si sono ritirati a riccio, alimentando di fatto quella che chiamiamo crisi. Questi molti, anzi moltissimi, alcuni giustificati purtroppo dalla perdita del loro lavoro ed altri dal fallimento delle loro attività, stanno alimentando questo opprimente sentimento di angoscia. Alcuni, pochi, stanno cercando di dare sfogo al loro innato desiderio di costruire, di fare. Io sono tra queste spire che, vuoi o non vuoi, mi hanno sempre attirato permettendomi di costruire enormi successi, non solo economici, ma anche, necessari, insuccessi. L’unica cosa che, alla fine di tutto ho capito, è che la gente, la massa, quella che determina il successo o meno di qualche iniziativa, non pensa. Essa reagisce agli stimoli interni ed esterni ed è estremamente sensibile alle ignizioni di idee che, molto spesso, sono solo indotte dalla forza dei messaggi pubblicitari, siano essi espliciti che impliciti. UOmini e donne che reagiscono seguendo desideri, spesso molto materiali, che hanno quasi come ultimo scopo un arricchimento maggiore. Alcuni si fermano alla sempre verde necessità di apparire, per cui il bene, il guadagno, non serve ad altro che a farli sentire più forti, potenti. La mancanza di morale, o la sua quasi completa cecità indotta da anni di speculazioni al soldo del “successo” ha reso il denaro lo scopo ed il modo per ottenerlo un semplice modo, avulso da etiche e da morali. Queste si sarebbero presentate pesanti ed impietose solo nel caso di un non raggiungimento dello sperato guadagno.

Ma oggi questo sembra essere qualcosa che appartiene ad un passato, anche se prossimo. Oggi, chi ha ottenuto, non importa come ahimè, rimane alla finestra, sta a guardare. Egli ha liquidità, ma non vuole perderla ne tanto meno rischiare. Egli non è un imprenditore e poi è sicuramente immortale. E’ vero che ogni tanto, svolazzando sulle altrui disgrazie, piomba con fare da navigato avvoltoio per approfittare del bisogno. Non ha importanza nulla se non il suo affare. Ma questo non è altro che una solida e costante fune che lega l’essere alla sua più bieca attività, la speculazione.
Ma nell’anno che verrà, speculare, sarà complicato, manca un attore principale, manca il mercato o per lo meno, è sopito, anzi profondamente addormentato. Purtroppo non è un letargo programmato, non sappiamo quando si sveglierà, ma sarebbe bello approfittare di questi momenti per ricordare, per pensare a noi ed al nostro passato. Forse è venuto il momento di trovare e percorrere una nuova strada, un nuovo modo di intendere la nostra vita ed il nostro mondo. Forse è venuto il momento per iniziare a credere che esistono altri valori ed a coltivarli con uno spirito diverso.
Gianluca Testa