Spazio Italia - Radio Timisoara

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26/05/2017

Retezat 44

uraganoAvevo passato tutta la mia vita, o quasi, a Padova. Conoscevo tutti e tutto. La gente al bar degli Osei in piazza della Frutta, al Margherita, al bar da Massimo in Piazza delle Erbe. I tempi della “nafta” il gelato di Rocco, in prato della Valle erano finiti, ma I luoghi dove incontrarsi con gli amici di sempre non mancavano. “Giorgio! Amico mio, come stai?” era sempre allegro, fumava come un turco e si divertiva sempre di piu’ da quando aveva riaquistato la liberta’ dalla Milly. “Gian, ma lo sai che l’ultima che ho scopato e’ una bomba? Mi sta togliendo il fiato. Ma, si, lo dico a te che chissa’ che cosa stai combinando in Romania.” Non c’era verso. Chiunque incontrassi in Italia che sapesse della mia attivita’ in Romania, era piu’ che convinto che, anche se svolgessi veramente una qualche attivita’ in quel Paese, comunque doveva essere marginale a quella sessuale. Non mi piaceva, ma era come combattere contro I mulini a vento, non c’era nulla da fare. “Devi venire a trovarmi per capire.”
“Domani c’e’ una festa a casa della Chiara, vieni?” Mi sarebbe piaciuto andare con lui a quella festa, c’era sempre da divertirsi, ma non ero riuscito a sganciarmi dalle insistenze di una collega di mio padre, una anatomopatologa del centro che papa’ dirigeva. Questa dottoressa, Rachele, si era messa in testa che doveva accasarmi e continuava ad invitarmi a Sacile, nel suo splendido palazzo in centro, per potermi presentare qualche sua amica o conoscente che lei reputasse idonea alla mia persona.
Ma non era il momento, in piu’ le sue cene erano perennemente molto copiose ed annaffiate da ottimo vino, quindi avrei dovuto rimanere a Sacile a dormire ed avrei compromesso anche la domenica. “Rachele, ciao, senti non ti scoccciare, ma non me la sento di venire questa sera, facciamo per la prossima volta, ti prometto che ci saro'” Non era stata molto contenta. Sicuramente aveva gia’ organizzato un incontro con chissa’ quale donna rifiutata da altri maschi o, frutto di un matrimonio fallimentare e, di sicuro, mi aveva dipinto come un ottimo partito alimentando chissa’ quali speranze. No, meglio la festa da Chiara con Giorgio. Divertimento assicurato, brioche alle cinque del mattino in Riviera Paleocapa e poi a nanna, probabilmente con una nuova conquista con cui dividere I mio letto, ma non piu’ di una notte.
Quel fine settimana, beche’ la Romania, Bozna e tutte le persone che vivevano li’ e che avevano avuto contatto con me, fossero costantemente presenti in tutti I mei pensieri, dimenticai tutto. Avevo bisogno di ricaricare le batterie, di fare qualcosa di normale, o, per lo meno, di usuale con quello che avevo vissuto per decine di anni prima della mia decisione di andarmene da Padova. Ricordo ancora con piacere quella notte. La mia storia in Romania era diventata una sorta di leggenda tra le persone che mi conoscevano e tra I loro amici. Tenni banco per ore e Bianca era molto piu’ che interessata ai miei racconti. Non era niente male Bianca. Per un weekend, almeno. Continuavo a pensare alla situazione che si era create a causa di Paolo ed anche mia, tutto sommato. Avrei dovuto essere piu’ accorto e valutare bene tutte le opzioni e soprattutto non basarmi solamente sulla parola di un uomo che, giono dopo giorno, si dimostrava sempre meno affidabile. Ma nonostante tutte queste incipienti lugubrazioni non riuscivo a vedere le mie attivita’ come un fallimento. Qualcosa mi spingeva costantemente iad andare Avanti a non fermarmi. Era come se qualcosa di me sapesse che quella prima attivita’ a Bozna non poteve e non sarebbe stata l’ultima. Certo che se avessi dovuto basarmi sui risultati, come, normalmente si deve fare per valutare un’attivita’ economica, avrei dovuto fermare tutto e tornare indietro prima che fosse troppo tardi.
C’e, esiste un nemico che vigila solerte su tutti I neo imprenditori. Si chiama amore del proprio progetto. Ti incaponsci e ti autocnvinci che sei bravo che I tuoi calcoli, le tue supposizioni sono corrette e che ancora un piccolo sforzo e funzionera’. Ed e’ allora che cadi e ti fai male. Il muro che era difronte e che non hai visto ti ha schiacciato il naso e rotto molte ossa. Quel muro che tutti, dopo, avevano visto da tempo, ti ha fermato in malo modo. Non credo che esista un solo imprenditore che nella storia non si sia innamorato del suo progetto, quando era all’inizio della sua carrier, come non credo che esista un singolo imprenditore che non abbia avuto problem, anche seri nel decorso della propria atttivita’.
Avevo mangiato un boccone alla trattoria al gallo a ponte rotto, un posticino alla buona vicino casa. Bianca era contenta. Avevamo scherzato, mi aveva chiesto molte cose sulla mia avventura rumena. Le avevo raccontato del rumore dei tacchi delle scarpe delle donne, dell’albergo senza acqua, dei bloc storti e terribilmente tristi, come degli occhi delle donne che uccidevano , con la loro tristezza, tutta la bellezza dei loro visi. Stavo bene, nonostante I pensieri erano costantemente rivolti a quello che sapevo dovevo fare in Romania, mi sentivo bene. Quel fine settimana, Giorgio, la festa e Bianca, mi avevano come purificato, lavato da quell ache stave diventando un coltre polverosa che rischiava di bloccar I miei ingranaggi piu’ fini e sensibili. Non potevo permetterlo e non lo avrei permesso.
Continua….