10/11/2011
Tags: Fine governo berlusconi
E’ finita oppure si apre un nuovo, l’ennesimo capitolo farsa? Certo che l’irresponsabilità politica di un uomo e dei suoi prezzolati ha creato un disastro nel disastro che sa molto difficile sanare. Napolitano ha nominato Mario Monti, ma in economia ed in politica non servono maghi, ma persone con i piedi per terra, capaci di interpretare le esigenze del popolo cercando di mediare queste necessità ai vari livelli. Rilanciare l’economia, a questo punto, è un obbligo imprescindibile da qualsiasi altro obiettivo. Le idee ci sono, gli esempi anche, forse la volontà è stata minata in questi anni di ruberie e di cattiva politica, sempre interessata a proteggere gli interessi della casta e dei suoi adepti e prezzolati “amici”, ma la speranza che lo spirito che ci ha sempre contraddistinto riemerga con con potente colpo di reni, ovviamente non ci abbandona.
Personalmente non mi interessa cosa ne sarà di questo povero malato, pagare quello che ha combinato è impossibile ed, in fondo, lo smacco di questi terribili giorni, per un egocentrico megalomane e presuntuoso, è già un bel prezzo senza sconto. Ormai ha cambiato leggi e distorto il senso di moltissime interpretazione, ma cosa ben più grave ha radicalmente introdotto il concetto di impunibilità per chi ha. Ha sottolineato con un enorme evidenziatore che la legge NON è uguale per tutti e che uni, possono quello che altri nemmeno si immaginerebbero di iniziare. Per questo è imperativo scrivere nelle nostre agende e, soprattutto in quelle dei nuovi governi a venire, una esemplare e radicale linea di moralizzazione della vita politica e la reale introduzione di un’etica che oggi non pare esistere se non sulla nostra Carta Costituzionale. Ristabilire l’ordine delle cose in un mondo che, nonostante tutto e tutti, deve andare avanti e che avanza, seguendo principi ed idee che ci liberino dalla morsa del clima, dal terrore del futuro e dall’incertezza di tutto. Utilizzare nella nuova auspicata politica, le forme ed i mezzi che la società d’oggi mette a disposizione, senza lesinare in idee e strumenti che rendono l’uomo comune il più vicino possibile alla formazione delle stesse ed alla loro scelta quale deputata ad essere sviluppata ed attuata nella vita di tutti i giorni. Una necessità assoluta di cambiamento non verbale sta, in questi periodi, avvolgendo centinaia di migliaia, di milioni di italiani. Il popolo di internet, non importa tramite quale strumento, esprime poche ma precise idee che urlano la necessità e la volontà di avere una partecipazione partecipata. Non volgiamo più essere e, non possiamo più essere, dei semplici “cross maker” nel giorno delle elezioni. Vogliamo partecipare ogni giorno. Vogliamo giudicare, decidere, premiare o punire chi mente e chi fa del nostro Stato e, spero in un futuro non troppo lontano, del nostro mondo lo scempio che se ne sta facendo oggi.
Non perdiamo il momento e non lasciamo che ce lo portino via…come al solito.
Gianluca Testa
08/11/2011
Tags: alluvioni, Fine Berlusconi, forza, movimento cinque stelle, politica italiana, ricostruzione, sociale, solidarietà
E’ terribilmente difficile non parlare di Italia in questo momento. Mentre in Campania si “tesserano” duecentomila nuovi iscritti al Popolo delle libertà, risultato talmente eclatante da suscitare non pochi dubbi, vista anche l’organizzazione del partito in quella regione, ed il presidente del Consiglio dichiara che ” se devo morire lo faccio in Aula” ma non ci pensa nemmeno a dimettersi, lo spread con i Bond Tedeschi sale a quattrocento novantuno punti di differenza.
Le dichiarazioni sono solamente dei proclami senza nessuna base di verità. La solfa che si deve andare avanti per mantenere fede al mandato degli italiani è talmente ridicola da non far più nemmeno ridere. Ma se dovessimo, per un momento, abbandonare la realtà e cercassimo di costruire un nuovo modello, cercando di non cadere nel tranello dei Governi tecnici o di larga intesa, truffe per permettere che i soliti noti, per lo più indagati se non già condannati in ultimo grado, si ridividano i posti del potere e ricomincino la solita solfa, continuando ad affossare questo nostro povero Stato, dovremmo scontrarci con la triste realtà formata da persone che di credibilità non ne hanno assolutamente. Se omettiamo il collerico di Pietro e pochissimi altri che viaggiano nell’ombra, dato che gli sconosciuti non li conosciamo per definizione, non rimane più nessuno a cui, francamente, affiderei il mio voto. Quindi? La soluzione sta in una mobilitazione politica generale. L’hanno e lo stanno dimostrando i gruppi del Movimento Cinque Stelle, ed i tanti ragazzi e ragazze che in queste ora stanno spalando il fango, letteralmente parlando, generato sì dalle intemperie ma anche, se non soprattutto, dall’incuria del Governo e dei politici locali. Uno per aver distolto tutti i fondi necessari per riabilitare e gestire il territorio e gli altri, per aver omesso, spesso con nozione di causa, non solo il riassestamento idrogeologico del territorio che sono stai chiamati a gestire ma anche permettendo scempi edilizi che hanno cementificato milioni di ettari in maniera selvaggia. Certo che gli unici che ne hanno beneficiato sono solo loro, visto che gli altri hanno solo pagato, alcuni con la vita, le loro scelte criminali. Il Movimento Cinque Stelle dicevo, o qualsiasi altra manifestazione politica democratica che si avvalga dei diritti costituzionali della partecipazione alla vita politica regalando il proprio contributo alla creazione di un nuovo, completamente nuovo (per l’Italia) modello di democrazia.
LA Rete è uno strumento essenziale per ottenere questo sviluppo. Il miglior ed il più veloce mezzo di comunicazione che l’uomo abbia mai inventato, è a nostra disposizione. Certo hanno cercato di toglierlo di mezzo, cercando di tacere blogger ed opinionisti che, spendendo l oro tempo e mettendo, coraggiosamente, in mostra al mondo le loro idee, stanno lentamente tessendo una rete di opinioni che tra le loro maglie, racchiude sicuramente la chiave di una nuova società.
Diffondiamo le nostre idee. Partecipiamo, di nuovo, attivamente alla vita politica del nostro Paese, ma demoliamo la struttura politica esistente fatta da monoliti partitici che non hanno più il senso di esistere. Eliminiamo le cariatidi polifunzionali e pluri milionarie che siedono al Parlamento ed al Senato da decenni e che, sfacciatamente, danno sempre la colpa agli altri dei disastri provocati dalla politica fino ad oggi. Ma loro dov’erano?
Come può un Parlamento funzionare se i suoi membri sono per oltre il settanta cinque per cento del tempo assenti? Com’è possibile assicurare un servizio di guida ad un Paese di oltre sessanta milioni di persone quando si ricoprono due o più incarichi ad oltre centinaia di chilometri di distanza uno dall’altro? Com’è possibile assicurare equità e giustizia quando una parte importante dei parlamentari e senatori sono inquisiti e condannati in ultimo grado per reati che vanno dall’associazione mafiosa ai reati contro il patrimonio dello stesso Stato che vogliono governare? Come si può pensare che non esiste il conflitto di interessi del presidente del governo quando a questo rispondono quasi tutti gli organi di informazione e di spettacolo del Paese?
Ma cosa ci serve per essere definitivamente stanchi di essere presi in giro dal mondo e di avere oltre il venti tre percento dei nostri giovani senza lavoro e senza prospettive?
Il momento non è difficile, è terribilmente difficile, ma è in questi frangenti che la nostra Italia, che noi italiani siamo sempre riusciti a trovare la forza per ricostruire e ricominciare d’accapo.
Gianluca Testa
06/11/2011
In Romania si è svolta una manifestazione canora per sindaci. La regola per partecipare era che il sindaco fosse in carica, il fatto che fosse anche intonato era un dettaglio non richiesto, tanto alla fine, in uno stile che ricorda la repubblica popolare socialista rumena, sono stati premiati tutti quanti.
Il fatto in se non ha molta importanza, se non fosse per due particolari interessanti. Uno diretto alla manifestazione ed il secondo ad un parallelismo, che definirei, patetico.
Il primo è relativo alla motivazione che ha giustificato questo concorso canoro dei tricolori daco-latini (anche la bandiera rumena è un tricolore – per quelli che non lo ricordassero), un sindaco che canta è molto più aperto e sicuramente molto più onesto di chi non lo fa proprio perché si espone direttamente.
Il secondo è che anche il nostro Primo Ministro (m’è difficile usare le maiuscole) è un cantante e, non più di quattro mesi fa, ha inciso il suo quarto CD. Da uomo di marketing qual’è, non ha ancora commercializzato o, nel miglior stile del papi qual’è, regalato, agli alluvionati italiani affinché si rinfrancassero dalle loro tragedie con la soave voce del premier, la sua opera. Certo che quelle canzoni faranno da sottofondo alle seratine nella villa d’Arcore e le signorine ospiti, oltre alla prevista “attenzione” riceveranno un bel cofanetto con i quattro CD, di cui l’ultimo ancora inedito (speriamo per molto),con tanto di dedica appassionata.
La giornalista commentando la notizia dei sindaci cantanti non è riuscita a trattenere un gesto di ilarità, credetemi, coinvolgente. Peccato che la seconda notizia, quella della nuova incisione del premier è stata divulgata da un’altra televisione rumena (e non è apparsa in nessuna televisione italiana – almeno io non l’ho trovata) altrimenti sai le risate!
Beh, almeno se la maggioranza cadrà ci consoleremo con la musica.
Gianluca Testa