Spazio Italia - Radio Timisoara

Archive for September, 2011

Spazio Italia - Radio Timisoara

27/09/2011

Contro B.

Cerchiamo di essere seri, almeno una volta.
Qualcuno diceva che per distogliere l’attenzione da un problema occorreva creare un’emergenza.
Oggi non c’è nulla di più vero. A parte il fatto che di emergenze ne abbiamo quante ne vogliamo, basta scegliere il tipo e poi selezionarne qualcuna che, anche a caso. Rimane il fatto che questa tecnica funziona ma non risolve i problemi. Distoglie solamente l’attenzione.
Anni fa avevo un collega il quale per insegnare ai neo ingegneri a focalizzarsi su di un problema importante, faceva l’esempio di come si comportano le galline in presenza del becchime lanciato dalla contadina nell’aia. Quanto questa lo lancia a destra tutte le galline corrono starnazzando a destra, quando lo lancia a sinistra queste corrono verso sinistra. Noi ci comportiamo allo stesso modo.
Oggi tutti contro B.
Ma siamo seri, il nostro problema non è B., il nostro problema siamo noi, si, noi tutti che abbiamo permesso ad uno come B. e come tutte le migliaia se non centinaia di migliaia di suoi adepti (forse milioni ahimè) che direttamente ed indirettamente ne stanno approfittando. Il B. non ha svolto altro quello che gli è stato permesso. I responsabili sono quelli che adesso si fanno grandi e forti, convinti che la base non ne può più, e che hanno creato negli anni del loro “governo” le condizioni politiche affinchè tale scempio divenisse possibile. A chi dovremo cedere lo scettro adesso? A chi ha costruito tutto questo perverso meccanismo approfittandone a man basse, anche se con un po’ più di “contegno”?
Direi che sarebbe un ennesimo, ultimo gravissimo errore, anche se sono convinto, che l’ottusità del popolo, riconoscera quali “salvatori” questi che altro non sono che un’altra forma di banditi.
Ed allora? Azzeriamo la casta, tutta e riproponiamo cittadini in base alle loro capacità professionali, etiche e morali. Esempi ce ne sono e nemmeno pochi.
Approfittiamo di questo momento storico per rifondare la civiltà del nostro Paese.
Gianluca Testa

Spazio Italia - Radio Timisoara

05/09/2011

Rientro

Ricordo che al rientro dalle ferie i mei genitori borbottavano sempre di trovare spiacevoli novità, siano esse state rincari che modifiche legislative che, in un modo od in un altro, prelevavano linfa dai loro portafogli. Da qualche anno questa pratica non solo si è rafforzata, per cui non si tratta più di borbottii ma di veri e propri pianti disperati, ma s’è pure modificata in un qualcosa che non si riesce più a definire. Un sotto segretario del ministero dell’economia ha dichiarato che “la manovra finanziaria dell’estate 2011 è l’orgoglio degli italiani e la riprova della loro capacità”. Non posso commentare senza cadere nello scurrile, perciò mi astengo. Non mi astengo, invece, dal chiedermi com’è possibile che, messaggini su facebook o su twitter a parte, non succede nulla. Bersani blatera che bisogna fare qualcosa, di Pietro farfuglia qualcosa d’incomprensibile e tutti gli altri si guardano bene dal fare opposizione. La scure del titolo a tutta pagina sul Giornale e su libero è sempre dietro l’angolo.
Il presidente del consiglio (che non mi riesce proprio di scriverlo con le iniziali maiuscole) regala soldi a famiglie bisognose di ritornare al loro tenore di vita iniziale elargendo migliaia di euro con disinvoltura, con i suoi soldi è libero di fare quello che vuole, è vero, ma che ne dire di tutte quelle attività imposte o presunte tali, ad aziende di Stato (questo lo scrivo con la maiuscola) per soddisfare ricattini e ricattoni? Lotta all’evasione ed all’elusione. Ci siamo abituati alla continua presa in giro degli ultimi anni, non che prima non avvenisse ma almeno c’era una parvenza di limite, ma questa volta le superiamo tutte. centinaia di migliaia di firme depositate per promuovere leggi popolari, come previsto dalla Costituzione Italiana, che non vengono nemmeno prese in considerazione e leggi ad personam che vengono approvate alla velocità della luce. Noi continuiamo ad indignarci, ma non abbiamo ancora capito che non è più sufficiente.
Gianluca Testa