Spazio Italia - Radio Timisoara

Archive for July, 2011

Pensieri e basta,Spazio Italia - Radio Timisoara

26/07/2011

Jazz Festival

E’ il quindicesimo anno che a Garana (ex Wolfburg), località montana a circa 35 km da Resita nell’entroterra Rumeno, si svolge un festival internazionale di musica Jazz.
Come ogni anno ha piovuto e come ogni anno, c’erano moltissime persone. Tra gli artisti un terzetto favoloso, senza voler togliere nulla agli altri, Hiromi Uehara al pianoforte (eccezionale!), Anthony Jackson al basso e Simon Phillis alla batteria.
Non so che cosa rende speciale questo posto. Forse perchè per raggiungerlo bisogna percorrere circa trentacinque chilometri di una strada, che se non fosse per il fondo disastrato, sarebbe stupenda. Forse per l’idea che in un posto praticamente sconosciuto, si radunino tra i più importanti musicisti di Jazz di sempre. Forse perchè chi viene qui h mantenuto lo spirito di chi per ascoltare della buona musica, per evadere da qualcosa che sa molto bene non appartenergli, accetta la pioggia, il freddo ed i disagi di una notte, o più, in tenda, dato che la maggior parte degli spettatori sono giovani che non possono permettersi il costo di una delle poche camere a disposizione. Sicuramente ci sono migliaia di altri motivi che rendono questo avvenimento e questa località attraenti. Personalmente ritengo che il ricorso al contrasto delle realtà ed al fatto che Garana pochi anni or sono era praticamente disabitato e che, con non eguale fortuna, altri paesi-villaggi che gravitano nel circondario non sono riusciti a riemergere e che, anzi , hanno ceduto il passo alla foresta com’è accaduto a Liendenfeld, tutto questo rende un fascino che si lascia respirare alimentando fantasie ed immaginazione, condita da un’aria purissima e da splendide note, almeno per tre giorni ogni anno. Inoltre, per me esiste un motivo in più, gli ospiti che ci ricevono, Delia ed Andy, sono l’esempio di coloro i quali, con la magior parte dei loro amici, rendono speciale ogni occasione d’incontro. Quindi tra gulas, spaghetti e le note dei più quotati gruppi musicali del momento, è stato decisamente un weekend d’eccezione.
Non so quanti italiani conoscono questo eventoe, così quanti conoscono le centinaia di “rughe”, feste popolari, che vengono svolte nei vari villaggi e paesi rumeni da tempo immemorabile. Una volta tanto è giusto non biasimare e criticare e basta, ma cogliere aspetti culturali che non hanno a che vedere nulla con le truffe ed il mal costume.
Gianluca Testa

Pensieri e basta,Spazio Italia - Radio Timisoara

18/07/2011

Polemica

Per capire quello che accade in un Paese come l’Italia occorre vivere all’estero. Sembra un’assurdità ma è uno dei pochi modi per conoscere veramente l’opinione e, spesso i fatti, senza riceverli filtrati dalle maglie del potere. Le polemiche che mi arrivano, dalle più svariate fonti, mi sembrano sempre di più, non solo faziose, ma offensive, offensive dell’intelligenza del comune cittadino che, oramai demolito da anni di propaganda, vuole e vuole sempre di più, essere parte della vita del suo Paese. La polemica su tutto è stato uno dei migliori strumenti per oscurare la vera ragione del motivo per cui si parla di qualcosa. Farcire le verità inconfutabile della realtà con lunghissime dissertazioni e milioni di piccolissimi distinguo, rendono di fatto la realtà diversa da quello che è e rimane, solo che non è più visibile quasi a nessuno. Ulteriore effetto, particolarmente deleterio è il fatto che, alla lunga, la gente non sa più distinguere chi o cosa sta polemizzando per mestiere e non per una ricerca oculata ed obiettiva della realtà. L’intromissione dei professionisti della polemica, al soldo del potere sia di facciata che quello in appoggio – dovrebbe essere l’opposizione, ma in Italia la collusione con il malaffare è talmente radicata che quasi nessuno può e vuole opporsi -rende impossibile la lettura delle “cose” così come sono.
E’ una vecchia tattica, probabilmente introdotta dai pensatori della vecchia sinistra che nei loro comitati annichilivano il libero pensiero con le dissertazioni faziose di chi vuole a tutti i costi raggirare la medaglia per scoprire il terzo lato. Con questo non sto accusando la sinistra, che tra le altre cose è parte principale del potere”opposto”, sto semplicemente dicendo che da una pratica che probabilmente dovrebbe essere analizzata in un contesto storico completamente differente da quello attuale, pur avendo avuto degli innegabili meriti, oggi, in mano a chi detiene il potere dell’ “informazione” è diventato uno strumento incredibile di disinformazione di massa.
Polemizzare su tutto, polemizzare sempre crea adepti, scopre sfumature che potrebbero anche avere delle radici nel contesto polemizzato, ma che sono molto spesso, casualità fortuite che, comunque creano adepti e seguaci ed ecco che il gioco è fatto.
Qui, all’estero non voglio arrivare a dire che non sono italiano per la vergogna di quello che sta accadendo, qui all’estero sto cercando, nel mio piccolissimo mondo, di rendermi parte attiva della voce di coloro i quali vogliono, adesso con crescente forza, un’Italia migliore.
Gianluca Testa

Pensieri e basta

10/07/2011

Sessanta per cento!

La notizia in Romania ha fatto parlare i giornali per qualche giorno, non più di un paio.

Il fatto è che solo il 40% degli esaminandi per la maturità scolastica, hanno superato le prove d’esame. Questo significa che il SESSANTA per cento (60%) degli alunni NON E’ stato promosso. La notizia della notizia è che la maggior parte di questi è stata colta mentre copiava e che le traccie da copiare sembra siano state preparate dagli estessi esaminatori! Il seguito della notizia è che moltissimi di questo volume infinito di inqualificabili, sono stati difesi dai loro genitori che, in virtù del fatto che per ottenere le copie dei temi da copiare hanno pagato i professori, hanno pure fatto ricorso.

Tra lo sfacelo del sistema, iniziando dallo Stato che conoscendo e accettando le “mal practice” degli insegnanti che “giustificati” da salari ridicoli cercano il conforto nelle lezioni private date agli stessi loro alunni, i quali se non partecipano alle lezioni private non potranno ambire ad ottenere i voti che serviranno per poter accedere ai licei migliori ed alle facoltà migliori (migliori per cosa?), dato che in Romania c’è lo sbarramento basato sulla media dei voti e finendo con i genitori che credono davvero che l’importante sia il “diploma” in quanto pezzo di carta, tanto i soldi si fanno in un altro modo, quello che accade è un terribile appiattimento al basso della cultura e dei principi che da essa sono generati.

Da imprenditore mi sono moltissime volte trovato a dover selezionare del personale specialistico, dei professionisti in erba, diciamo. Dopo i primi cento casi, non ho più nemmeno chiesto se i candidatiavessero o no ottenuto un qualche diploma o laurea, dato che questo fattore non costituiva in nessun modo nessun vantaggio rispetto coloro i quali non ne avevano ottenuti.

Questi vent’anni dal dopo rivoluzione hanno impoverito culturalmente e moralmente questo Paese, in una maniera talmente profonda da inquinare tutti i più profondi gangli del tessuto sociale. Tutto questo rende incredibilmente difficile anche la semplice formulazione di una qualunque ipotesi di come poter procedere per trovare una soluzione, che, nel migliore delle ipotesi, avrebbe bisogno di almeno altri vent’anni per mostrare i risultati.

MA quale politico, che attualmente basa il suo futuro sulla brevità delle sue azioni che in nessun motivo possono superare i due anni visto che i successivi due devono essere votati alla raccolta del nuovo consenso in vista delle elezioni e della tanto sperata rielezione, avrebbe il coraggio di intraprendere un cammino che di populista non avrenne proprio nulla? Non credo che lo farebbe nessuno, almeno fino a quando il sistema democratico che conosciamo sarà basato sulle regole di controllo e di verifica che stiamo utilizzando (male).

Chiudo con una domanda che sicuramente sarà considerata stupida, ma che razza di genitore può ritenere che agire in questo modo possa aiutare il proprio figlio a diventare una donna, un uomo, capace di cavarsela da solo nella vita?

Se il modello il genitore che compra l’esame, il professore che lo vende, l’esaminatore che ti consegna la copia della soluzione del problema d’esame, i colleghi che hanno esattamente la stessa soluzione, lo Stato che paga stipendi da fame “tanto i professori guadagnano in nero dalle lezioni private che non potrebbero fare”, che tipo di prodotto risulterà domani? Che tipo di classe dirigente, di insegnanti, genitori, imprenditori, operai avremo?

Gianluca Testa