Ho vinto no ho perso, ma no ho pareggiato.
Come volevasi dimostrare, adesso tutti stanno a contare i peli nell’uovo e, contrariamente a tutte le regole e le note battute, dove la matematica continua a non essere un’opinione, tutto diventa aleatorio ed instabile. Terribile tra tutte le dichiarazioni è quella dell’estremismo radicale che viene affibbiato la candidato sindaco di Milano che in contrapposizione all’attuale Signora è già stato dipinto come un estremista di sinistra “amico dei centri sociali” e chi più ne ha, ne metta.
C’è da riconoscere che gli ordini di scuderia in casa PdL vengono rispettati ed eccome. Ogni voce del coro non stona nemmeno se battuta da incuranti ed irriverenti oppositori. Tutti la stessa espressione e la stessa dichiarazione.
Dall’altra parte si continua a giocare come s’è sempre giocato e, questa pseudo vittoria parziale, almeno su Milano, la si sta trattando come un merito delle proprie azioni mentre altro non è che il solito, eterno ed infinito risultato dello sfinimento provocato dalle angherie del potere. Nessun merito quindi, semmai un demerito di chi, con strafottenza ed incuranza, ha trattato e sta continuando a trattare milioni di persone come dei lobotimizzati senza nessuna capacità cognitiva e razionale.
Nessun merito quindi singor Bersani, ma almeno cerchi di approfittare del vantaggio che l’è caduto in braccio, non lo sprechi con l’eterno tenzone “lui ha detto, io ho fatto”, Milano, come la maggior parte delle città e paesi del nostro Paese, possiede un bagaglio di problemi irrisolti che solo ad essere sfiorato, non dico aperto, mette paura. C’è solo l’imbarazzo della scelta, cominci usando il buon Pareto e vedrà che non si sbaglia.
Dal mio canto, spero che vinca qualcuno e non solo a Milano, che, una volta tanto cerchi di far rispettare le regole, magari non tutte, ma almeno quelle più importanti.
Certo, la speranza è sempre l’ultima a morire.
Gianluca Testa
C’è da riconoscere che gli ordini di scuderia in casa PdL vengono rispettati ed eccome. Ogni voce del coro non stona nemmeno se battuta da incuranti ed irriverenti oppositori. Tutti la stessa espressione e la stessa dichiarazione.
Dall’altra parte si continua a giocare come s’è sempre giocato e, questa pseudo vittoria parziale, almeno su Milano, la si sta trattando come un merito delle proprie azioni mentre altro non è che il solito, eterno ed infinito risultato dello sfinimento provocato dalle angherie del potere. Nessun merito quindi, semmai un demerito di chi, con strafottenza ed incuranza, ha trattato e sta continuando a trattare milioni di persone come dei lobotimizzati senza nessuna capacità cognitiva e razionale.
Nessun merito quindi singor Bersani, ma almeno cerchi di approfittare del vantaggio che l’è caduto in braccio, non lo sprechi con l’eterno tenzone “lui ha detto, io ho fatto”, Milano, come la maggior parte delle città e paesi del nostro Paese, possiede un bagaglio di problemi irrisolti che solo ad essere sfiorato, non dico aperto, mette paura. C’è solo l’imbarazzo della scelta, cominci usando il buon Pareto e vedrà che non si sbaglia.
Dal mio canto, spero che vinca qualcuno e non solo a Milano, che, una volta tanto cerchi di far rispettare le regole, magari non tutte, ma almeno quelle più importanti.
Certo, la speranza è sempre l’ultima a morire.
Gianluca Testa
