Spazio Italia - Radio Timisoara

Archive for December, 2010

Spazio Italia - Radio Timisoara

25/12/2010

Archiviato. Buon anno.

Natale 2010

Natale 2010

Dite quello che volete ma il “buon” Di Pietro rimane uno dei pochi che ha, anche se con modi spesso discutibili, sempre risposto alle accuse con sentenze che hanno archiviato le accuse dato che , dette accuse, sono risultate infondate. L’ultima sentenza ne è una prova. C’è da dire che Di Pietro è l’unico della compagine politica italiana che ha il coraggio di epurare gli indegni.
Sono convinto che la politica dovrebbe essere guidata e vissuta da uomini che sanno essere “politici”, ma sono cosciente che in questo momento, dove tutte le menzogne diventano verità solo perchè si ha il potere di impacchettarle con nastri colorati e musiche d’eccezione, le buone maniere vengono scambiate per debolezze. Forse bisognerebbe trovare una via di mezzo, tra le urla sgrammaticate ed il silenzio dei giusti.
Buon Natale, quindi, ma prima di tutto buon anno nuovo, nell’immutata speranza che il dialogo possa essere il vincitore e che le regole costituzionali vengano, finalmente rispettate.
Gianluca Testa

Spazio Italia - Radio Timisoara

24/12/2010

Come neve al sole.

Colosseo

Colosseo

In questi giorni c’e’ un grande fermento un po’ dovunque in Europa. In Italia, dopo le manifestazioni violente avvenute a Roma, soprattutto, gli studenti ono riusciti a burarsi della “zona rossa” tenendosi tutta la citta’ per loro. L’applauso della gente, “..nu mme ne frega niente… cianno ragione, cianno…”, sancisce che la libera circolazione delle idee e la liberta’ di manifestare, sono l’unica arma, al di la’ delle elezioni e dell’implicazione politica, che la Democrazia offre. Certo rimane complicato, impossibile se non ci fosse internet, divulgare queste informazioni, al di la’ dei quarieri dove si sono svolte, quando i telegiornati pagati da noi. a mala pena, divulgano le notizie della societa’ civile. Certo la parte triste rimane, Palermo, milano ed altre citta’ non hanno dato buona immegine di se. Scontri e tafferugli sono figli di frustrati che non hanno l’uso delle parole e possono esprimere i loro pensieri solamente per il tramite della violenza.
Forse sbagliero’, ma c’entra qualcosa la cultura, l’istruzione, con la possibilita’ di esprimere le proprie idee con le parole e non con la violenza?
Qualunque cosa sia, il filmato che e’ stato divulgato dal sito del Il Fatto Quotidiano ha fatto commuovere in molti. Resta ovvio che manifestare senza avere una valida alternativa, senza proporre gente capace di programmare, pianificare, immaginare che abbia una fondamentale struttura di onesta’ e senso di amor proprio, non servira’ a niente. Non credo che manchino le menti, non credo che manchino le persone oneste, anzi, ce ne sono veramente tante, ma, di regola, queste non vogliono mettersi in mostra, non vogliono perche’ timidi o perc’ nella loro onesta’, non possono concepira come conciliare illoro lavoro con il fare politica…
Perche’ non sia come neve al sole, cerchiamo di amplificare, non tanto il messaggio riferito all’istruzione, bensi’ che qualcuno, molti, sano che manifestare significa parlare, non incendiare. Non lasciamo passare il messaggio che si tenta di promuovere a tutti i costi, che gli unici che sono contro le decisioni del Governo B. , sono solo dei facinorosi violenti.
Gianluca Testa

Spazio Italia - Radio Timisoara

01/12/2010

Basta

bastaNon so voi, ma io sono stanco, stufo, abbattuto e demoralizzato. Sono mesi e mesi che non parliamo d’altro che di B. del suo modo di operare in politica, di gestire la Res Publica come una questione privata. Adesso tra Ruby ed altre escort siamo diventati lo zimbello del mondo. Qui, in Romania, si ruba, si è sempre rubato, ma, almeno fino ad adesso, una sorta di decenza c’è ancora. (pensa cosa sono ridotto a dire!)
Noi in Italia siamo lo zimbello del mondo e non solamente quello occidentale… hanno fatto anche un avatar.
Ma se togliamo le escort, le promesse pubblicitarie, la monnezza, i festini, le cene ed i party, che ci rimane? Si lo so, le leggi ad personam è vero. Bene, questo si che è un Paese democratico e liberale.
Sono stanco. Sembra che nulla si modifichi e che nulla si concretizzi, quanto meno vero quello che dovrebbe essere la direzione da prendere. Non sono mai stato un comunista, anzi. Ho sempre lavorato per grosse aziende cercando, spesso con notevoli risultati, di portare a casa dei profitti consistenti. In questo lavoro ho sempre incontrato un problema sostanziale. L’apporto del lavoro era sempre o quasi sempre, non proporzionato alle aspettative. le efficienze degli operai erano sempre inferiori a livelli di accettazione minima. Ho cercato di spronare sempre le maestranze dichiarando che avrei distribuito in equa percentuale, il guadagno di efficienza sui salari delle maestranze, cercando di rendere palese un concetto oltremodo semplice. Nessuno si libera di chi lo aiuta a guadagnare. Ma i risultati, senza sistemi coercitivi, sono sempre sati deludenti.
E’ chiaro che l’imprenditore, che rischia il proprio capitale debba avere la fetta più importante del del profitto, ma non si può dimenticarsi degli altri. L’Italia è ad un passo del default. Nel 2011 Tremonti, o chi per lui, dovrà recuperare, leggasi vendere, 230 miliardi di Euro per pagare gli interessi del debito pubblico Italiano. Duecentotrentamiliardi di Euro sono solo gli interessi da pagare. Si pagano ogni anno.
Per poter trovare qualcuno che voglia rischiare i suoi soldi si dovranno offrire interessi decisamente superiori alla media. Il rischio che un Paese governato da Bunga Bunga entri in default è altissimo.
Il riferimento agli operai ed all’azienda di prima è lecito in quanto tutto il nostro sistema funziona alla stessa maniera. Fiducia e grado di soddisfazione. Nè una ne l’altra sembrano albergare più negli Italiani. Sicuramente non in me, espatriato in terra cugina, critico e pronto a rimettermi in gioco, così come nel 1991 con La Rete, nella speranza che qualcosa possa cambiare.
Roberto Saviano scrive nella sua prefazione che il suo nuovo libro è per coloro i quali hanno deciso di agire, pregando gli altri, i qualunquisti parlatori a vanvera, di astenersi dal comprarlo il suo libro. Lui si sta spendendo in una maniera incredibile. Ha rinunciato a tutto. Scrive della sua terra e lascia che tra le sue parole scorrano rivoli di quel sangue che lui ha visto. Lascia che tra le sue righe si odano le urla delle madri che hanno visto i loro figli spegnersi per la droga assunta a fiumi nel tentativo di trovare qualcosa di bello ed umano tra le “vele”. Scrive che per Totò, uno dei protagonisti di “Gomorra”, Scampia e la realtà, il testo, tutto il resto è fiction. Roberto scrive in una riga tutto il senso di milioni di persone. Scrive anche della paura che se accomunata al disinteresse ed al qualunquismo, fertilizza i campi del malaffare, di qualunque colore e dimensione essi siano.
Basta. Fermiamoci, questa volta non per riflettere. Cosa dobbiamo ancora riflettere, su che cosa dobbiamo ragionare? Non è sufficiente quello che sappiamo?
Ho un figlio che ha quasi sedici anni. Io ne ho quasi cinquanta. Tra un po’ non avrò più la forza di lottare anche se la mia voglia di lottare è civile. non prenderei mai in mano un’arma, non concepirei per nulla al mondo lo scontro fisico, se non per difendere i miei cari e me stesso. Abbiamo le armi che servono e che ci sono date dalla migliore costituzione del mondo. Abbiamo le stesse armi che hanno gli operai nelle fabbriche per difendere il loro posto di lavoro. Abbiamo le stesse armi che hanno tutti per ribellarsi dall’arroganza dell’ignoranza e degli interessi dei pochi a scapito di tutti gli altri.
Basta con i soprusi, con le leggi fatte per pochi, con le coperture per gli amici mafiosi che ricattano e tengono in pugno tutta una classe politica corrotta e putrida. Basta, è il momento di scendere di nuovo in campo, in gioco c’è il futuro dei nostri figli.
Gianluca Testa