Spazio Italia - Radio Timisoara

Archive for June, 2010

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25/06/2010

Incostituzionalità.

Romania

Romania

In Romania, oggi, la Corte Costituzionale, emetterà il vedetto circa l’eccezione di incostituzionalità sollevata dall’opposizione del Governo Boc. Se anche una sola delle manovre oggetto della manovra anti crisi, che credo sia la prima di una lunga serie, non dovesse essere approvata o peggio cassata per “incostituzionalità” allora il Governo è pronto con una contro misura che andrà a tartassare le già tartassate società che stanno annaspandop nel mare magnum e globalizzato della crisi. Il pacchetto di riserva sembra essere già pronto. Aumento delle imposte sul profitto dal sedici al ventidue per cento, probabile aumento dell’imposta sul valore aggiunto ed altre chicche, che sicuramente renderanno la vita del motore produttivo del Paese, molto ma molto più difficile.
Nel frattempo, pur non credendo che la manovra decisa per racimolare qualche decina di milioni di euro, riducendo del quindici per cento le pensioni senza nessuna distinzione di sorta tra i “super pensionati” ed i “pensionati in dieta perenne”, sia equa, i tempi per poter accedere all’aiuto del Fondo Monetario Internazionale sono sempre più stretti.
Io ribadisco che le sacche di inefficienza, di cui questa Nazione è ricchissima, debbano essere affrontate con metodocità e massimo rigore. Certo la riduzione del venti per cento delle spese dei comuni è auspicabile, mentre lo è meno il metodo, tipicamente levantino, di applicare e di comprendere simili dictat. La delocalizzazione della gestione degli ospedali ai Comuni è un togliersi il problema dai piedi, spostandolo alle autorità locali che, quasi sicuramente, troveranno ancora qualche leo da sgraffignare in qualche cantinato. Intanto ammalarsi è sempre più un lusso, perchè chi resta, oltre a dividere il letto in corsia con un altro malato, con molta probabilità se non morirà lì, quasi sicuramente contrarrà una qualche sorta di infezione e, sicuramente, archivierà l’esperienza della sua degentra tra quelle che marcano l’intera esistenza.
Ricordo il calcolo da fare sulle false assenze di malattia, reale malattia endemica di questo Paese da sempre (post rivoluzione).
Rammento gli sprechi che i Comuni hanno sempre alimentato per ovvie ragioni di mala gestione. A timisoara, a tal proposito, si spendono venti milioni di euro all’anno per parchi e giardini, oltre a circa settecento cinquantamila euro all’anno per la pulizia e la manutenzione delle cabine bagno mobili, apparse come funghi in tutta la città. Ci vuole poco per capire quali sono i motivi di tali spese, soprattutto in una città dove al levarsi di un qualsiasi alito di vento seguito da uno scroscio d’acqua, i cornicioni e gli intonaci degli ex bellissimi palazzi del centro, piombano incuranti di tutto e di tutti, sui marciapiedi di tutta la città. Con almeno una parte di quei venti milioni di euro si sarebbero potuti mettere in sicurezza almeno una parte dei palazzi più belli e più degradati.
Ma cosa fa l’opposizione invece? Gioca con le populistiche alternative e con slogan di bassa lega invece di garantirsi l’alternanza offrendo soluzioni delle quali, orquando, potrebbe e dovrebbe rivendicarne la paternità. Ma per loro è difficile dichiarare che gli statali sono troppi, almeno la metà del troppo è stata assunta da loro. Ma per loro è difficile urlare allo spreco ed alla corruzione, non sono credibili e, poi, hanno troppi cadaveri nell’armadio. Gli scheletri ce li hanno tutti.
Gianluca Testa

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NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA

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repubblicaluttoRiporto tale e quale un post apparso ieri su Facebook…. non servono commenti credo.
“Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attivit… Mostra tuttoà di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.

Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.

Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all’ESTERO; basta che il Ministro dell’Interno disponga con proprio decreto l’interruzione dell’attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’ODIO (!) fra le classi sociali.
MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.

In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.

ITALIA: l’unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.

Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l’Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l’Iran.
Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata “Punto Informatico” e il blog di Grillo.

Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica la “democrazia” è un concetto VUOTO.”
Gianluca Testa

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24/06/2010

Proposte & Crisi.

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In questi ultimi tempi non si parla altro che di crisi e non solo in Romania.
Le lotte, spesso demagogiche, vengono portate avanti solo allo scopo di guadagnare consensi. La fame non è stata sedata con gli anni passati a governare e, ripulire, la tavola imbandita.
Adesso si tassano i buoni pasto. Alcuni li ridurranno, altri li elimineranno, “tanto dove vanno a trovare lavoro”?
Non voglio entrare nel merito di questa o quell’affermazione, non mi basterebbero una decina di pagine di questo blog. Quello che vorrei dire è che in momenti come questi c’è bisogno di una coesione ed una visione il più allargata possibile che vada a supporto di coloro i quali, piaccia o no, si trovano al comando in questo momento.
Una delle attività che potrebbero iniziare le varie organizzazioni padronali, Unimpresa in testa, potrebbe essere quella di evidenziare alcune sachhe di spreco ancora attive ed, inspiegabilmente, ancora non prese in considerazione.
Una tra tutte la questione delle false malattie.
Il costo per lo Stato è immenso, inoltre l’immagine che ne deriva da questo comune espediente, è a dir poco disastrosa. M permetto di evidenziare alcuni aspetti:
- Le aziende pagano i primi 5 giorni di malattia
- Lo stato copre il resto
- i “malati” medi, se devo predere a modello le aziende dove ho lavorato fino ad oggi, erasentano il 12% al giorno, ogni giorno.
Facciamo due conti. Se la classe lavorativa attuale è formata da almeno, supponiamo, 4 milioni di persone, questo vuol dire che il 10% è uguale a 400.000 persone che ogni giorno rimangono a casa per “malattia”. Supponiamo che almeno il 40% di queste persone, di fatto, stanno benissimo, questo significa che 240.000 persone stanno rubando ogni giorno la bellezza di 1.762.500 Euro. Se per almeno i primi cinque giorni, questi soldi vengono letteralmente rubati alle società (parte delle quali sono anche statali) dal quinto giorno in poi questo salasso va direttamente ed integralmente ad intaccare le esanimi casse dello Stato. Quindi, anche se il calcolo è di fatto leggermente diverso, se togliamo 5 giorni ai 21 medi mensili per 11 mesi lavoratici circa all’anno, abbiamo totalizzato un costo puro di 28 milioni di euro al mese e di circa 310 milioni di euro all’anno!
Ammetto che i calcoli di cui sopra devono essere sucuramente rivisti, ma la sostanza resta.
Quindi, secondo le nostre c, scomodando il signor Paretto, possiamo asserire con forza che lo sforzo fatto qualche mese fa dal Governo BOC, nel tentativo di arginare il fenomeno delle assenze per malattie, deve essere assoutamente ripreso e riorganizzato al fine di rendere il sistema di controllo realmente efficace.
In primis, se mi posso permettere un suggerimento, non devono essere le aziende a verificare se il dipendente è o non è a casa. Questa attività deve essere demandata a dei medici fiscali, strapagati, i quali avranno tutte le competenze per stabilire se il dipendente è o non è realemnete malato. Se il diagnostico redatto dal medico curante è corretto, se il paziente ha acquistato e gli si sono somministrate le medicine e così via dicvendo. Se tutto questo non dovesse essere corrispondente a quanto verificato, il caso si dovrebbe chiudere in tribunale per appropiazione indebita, leggasi furto.
Può darsi che sembri estremamante radicale, ma qui stiamo parlando della Res Publica, no balle!
Gianluca Testa