Spazio Italia - Radio Timisoara

Archive for November, 2009

Spazio Italia - Radio Timisoara

29/11/2009

Dal 22 al 6.

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Attrattore di Lorenz

Attrattore di Lorenz

Non ho volutamente commentato, fino ad oggi, i risultati della prima tornata elettorale rumena, forse per digerire meglio gli eventi e forse per cercare di formarmi un’opinione sul desiderata degli elettori.

Prevedere è questione da fiabe, e visto che maghi non siamo, cerchiamo di analizzare le motivazioni che potrebbero segnare il punto della vittoria ad uno od all’altro candidato in corsa per le predidenziali.

Prima di qualunque analisi e ragionamento desidero proporre una semplice intuizione. Il gioco degli equilibri vuole che se qualcuno vive male tanti vivono decentemente, se molti vivono male, pochi vivono benissimo. In base a questa semplice deduzione, facilmente confutabile tra le altre cose, ma posta, per quest’esercizio, alla base del volgo pensiero, l’equilibrio del vivere male, rompendosi, genera modifiche importanti all’opposto equilibrio del vivere bene. E’ chiaro che dovremmo accordarci sul senso del vivere bene e del vivere male, ma non essendo questo un trattato di che si voglia dottrina,ogniuno di noi percepisca il suo bene ed il suo male. L’equilibrio è quindi dettato da una molteplicità di fattori che non sono, a mio giudizio misurabili, in quanto dipendono dalla sensibilità, volontà, educazionie e bisogni di tutti gli abitanti di una determinata realtà. L’unica certezza è che, sia i limiti del bene che quelli del male, esistono e sono delimitati e definiti ciascuno dal proprio opposto. Detto questo sarebbe interessante definire quanto e qual’è il limite inferiore, considerato che il male sia il basso, visto che è ragionevole pensare, dato l’assioma di poc’anzi, che il limite esista.

Senza voler entrare più nel dettaglio, spostiamo ora l’attenzione all’opportunità di condividere un ambiente non strettamente controllato e, comunque, governato da regole di origine più mafiosa che democratica.

A memoria del passato regime comunista è rimasta la necessità di avere una conoscenza in qualche posto deputato, in qualche modo, all’erogazione di qualsivoglia servizio per la Comunità, sia esso un piccolo capo, molto più stabile nel tempo ed immune ai capricci del potere in carica, che un qualunque membro dell’organigramma, in base ai vari livelli di bisogno, ed ai vari gradi di lecitezza. Questa conoscenza, non senza proprio personale tornaconto, aiuterà il postulante nell’ottenimento del proprio desiderata, utilizzando a sua volta i propri canali e le proprie conoscenze.

La cosa interessante da notare è che in un ambito di macro pensiero, le relazioni del caso dovrebbero essere assolutamente calcolate con una percentuale molto elevata, per cui l’imponderatezza renderebbe la soluzione del nostro problema praticamente impossibile, demandando il momento del responso, al dopo sei dicembre duemila nove. Mentre, secondo quest’analisi, il caso, ovvero la matematica del caos, poco avrebbe a che vedere con il risultato finale. Se è vero, come molti hanno asserito fino ad oggi, che il presenzialismo dell’attività del partito del Presidente ha imposto i propri ingranaggi a qualsiasi livello del motore dello Stato, è facile presupporre che il risultato, basato sull’opportunità di quelli che vivono bene, sarà una schiacciante conferma del conosciuto. Ma, c’è sempre un ma, il contro condidato si avvale di un motore altrettanto potente, dove i propri ingranaggi, quasi senza lubrificante da diverso tempo, hanno due opzioni. Tradire e rimpinguare le file del “Conducator” attuale, o dare slancio alla loro volontà di non soccombere per sempre.

Qualunque sia il risultato finale, certo è che il tentativo di rinnovamento che ha raggiunto il timbro del ventidue percento degli elettori, è servito a poco, almeno se per utilità si voleva comprendere una coscienza politica che avrebbe dovuto e, dovrebbe democraticamente perlando, rimettere tutto in discussione. Dove tutto vuole significare il Sistema, l’organizzazione dello Stato.

Ma a chi conviene costruire un sistema dove le regole sono rispettate, dove le leggi sono uguali per tutti, dove non c’è possibilità di comprare la ragione ed il diritto di prevaricare gli altri? Ogniuno, dei tutti, ha un qualche privilegio acquisito che si trova, anche di poco, al di là del lecito, ma gli consente di non spendere ore in coda, di non interagire con funzionari senza rispetto e pieni di boria senza limite tendente al fastidio, di raggiungere scopi non sempre leciti, di accumulare qualcosa in più del dovuto. Ma se così è, allora non ha importanza chi vincerà, dovremo solamente riadattarci ai nuovi visi, seguendo le regole di sempre.

Pensandoci bene, il mio tergiversare nello scrivere il mio pensiero, risiedeva solamente nella inconscia consapevolezza che cambiando tutto nulla cambia.

Gianluca Testa

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18/11/2009

Dalla padella alla brace?

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Dalla Padella alla braceQuasi per caso, dopo un periodo alquanto lungo di volontario disinteresse, alimentato dall’amara sensazione di disagio e di velata vergogna generata dalle azioni, fatti e misfatti, del nostro rappresentante in Timișoara, da qualche giorno ci troviamo al cospetto di una novità. Il motore consolare ha ripreso a funzionare, almeno così appare dallo scambio di corrispondenza elettronica inneggiante alla necessità di riunirsi sotto un unico ombrello tricolore esortando la necessità di abbandonare rancori di datata memoria, nel tentativo di rendere coeso un gruppo che gruppo non è quasi mai stato. Il tono dei messaggi è lontano dall’essere diplomatico. Sembra più di qualunque altra cosa il tentativo, scocciato e poco convinto, di una maestrina al cospetto di alunni indisciplinati, ignoranti e maleducati. Forma a parte, anche se viene difficile dimenticarsi da che pulpito provenga il messaggio, ci viene da chiedere perché adesso e perché in questa forma. Certo non ci è dato sapere il perché di tante cose, come per esempio del motivo per cui moltissimi di noi italiani siamo stati epurati dalle attività del Consolato Generale d’Italia, a meno di avvenimenti che non possono e non potevano essere nascosti, in quanto a tutti noti. Certo non ci è dato sapere del perché e del percome illustri personalità della Società Civile rumena, che hanno contribuito con il loro lavoro ed il loro impegno nel tentativo di dare un’immagine migliore non solo all’Italia bensì ai suoi Figli espatriati in quest’isola latina, non vengano nemmeno invitati a partecipare ad avvenimenti pubblici ed istituzionali. Certo non ci è dato da sapere il perché delle trasmissioni televisive al fianco di millantatori e bugiardi che con il loro operato hanno contribuito affinchè la carriera di uomini degni di nota fosse distrutta ed, indirettamente, ne sono certo, abbiano contribuito anche alla scomparsa di altre persone, una per tutte, Mariella, con le loro maldicenze, menzogne della più bassa spezza. Certo ci è impossibile sapere del perché, nonostante innumerevoli e dichiarate motivazioni siano state spedite all’indirizzo dell’Ambasciata circa il comportamento sicuramente non consono alla carica, il ben che nulla sia stato deciso. La storia passa tra un trascorso dove uomini capaci hanno cercato e sono riusciti a creare un’immagine di serietà e di credito all’indirizzo delle nostre Istituzioni sul territorio locale, alle dichiarazione di Titolari di Importanti Istituzioni locali che non vogliono nemmeno sentir parlare di quelli attualmente in carico. Ma, nonostante tutto, con uno stile a noi incomprensibile, nulla è cambiato, tranne per questo tentativo di sedare, appianare e pacificare persone che, dalla loro parte, hanno ben altri panni da lavare. La domanda sorge spontanea, perché? Forse la risposta sta in un annoso e penoso, lasciatemi aggiungere, caso, quello del Centro Culturale Italiano. La disputa è di lunga durata, ma di fatto i termini sono semplici e facilmente comprensibili. Alcuni di noi non hanno accettato l’idea ed il principio che un Centro Culturale riconosciuto a livello istituzionale fosse una società a responsabilità limitata. Tutto qui. Quello che si cercava di ottenere era semplicemente un’associazione no profit dove la partecipazione di tutti fosse aperta, dove fosse possibile convogliare fondi per poi reindirizzarli verso attività culturali e caritatevoli, finalizzate al miglioramento e mantenimento della nostra immagine di Italiani in Romania. Non era un problema di persone, non era un problema di invidie ne tanto meno di rancori. Oggi, ci troviamo con un centro accreditato che di fatto è una società a responsabilità limitata, con tanto di statuto, bilanci ed oggetto sociale, ma soprattutto con lo scopo di generare profitto. Ovviamente parliamo di profitto economico e non il profitto di un’immagine comune. I richiami dei delfini dal Capo della nostra istituzione servivano a questo probabilmente, permettere al sommo di chiudere una delle tante pendenze rimaste non ascoltate per anni, sin dal precedente Ambasciatore.

Se di questo si tratta, ed abbiamo ragione di crederlo, possiamo solamente essere velatamente speranzosi che qualcosa, di fatto stia accadendo. Forse le voci di una sostituzione non sono poi così infondate? Non ci resta che sperare di non essere in una padella.

Viva l’Italia.

Memo Rivolsi

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17/11/2009

Dieta…forzata

Crisantemo,un pelato per ogni lacrima...

Crisantemo.

Dobbiamo aggiornare il nostro pubblico con un fatto già annunciato. Il Fondo Monetario Internazionale ha deciso, com’era prevedibile, di rimandare a data da destinarsi, legata al quadro politico rumeno,la terza trance di credito di 1,5 miliardi di Euro. E’ interessante, e triste allo stesso momento, che le necessità dichiarate dal Consigliere del Governatore della Banca Nazionale Rumena Vasilescu, impellenti fino alla fine dell’anno, sono vicine ai 5 miliardi di Euro. La terza trance, quindi, era solo un “tappo” per arginare e soddisfare le necessità salariali di quell’esercito di uomini che sono stati assunti, anche, per sostenere il voto per gli atttuali politici, cosa che adesso, si sta, lentamente ma inesorabilmente, ritorcendo contro gli stessi fruitori del sistema clientelare.

L’analisi diventa sempre più complicata ma terribilmente semplice da prevedere nelle conseguenze. Milioni di uomini non accettano di continuare a rimanere in asfissia per diversi giorni al mese, anche perchè sono sobbillati da politici senza scrupoli che stanno usando qualunque mezzo pur di debellare, od almeno incrinare, l’egemonia del “conducator de vase” [capitano di lungo corso], che alla pari sta tentando il tutto e per tutto per schiacciare gli oppositori. Forse, ma è solamente una supposizione, tutti sperano di vincere e di riportare il tutto sotto controllo. Ma i 5 miliradi fino alla fine dell’anno per evitare l’insolvenza da dove salteranno fuori? Il carattere levantino sembra aver raggiunto il fondo del barile, e non crediamo che l’annunciata ulteriore riduzione della riserva obbligatoria al 25%, ulteriore piconata al baluardo del Governatore Isarescu, possa portare dei benefici tangibili, dato che alimenterà la voracità di molti deli istituti di credito presenti in Romania. In questo contesto non poteva mancare la decisione di non lanciare la collocazione di Euro Bond a cinque anni per una somma compresa tra gli 0,5 ed 1,5 miliardi di Euro. Era chiaro, Signor Dragoi, che in questo contesto era meglio rinunciare, anche perchè, diciamocelo sottovoce, quale finanziatore avrebbe finanziato i salari degli elettori preferiti dai politici rumeni? Intanto le dichiarazioni, sempre più esplicite da parte di alti rappresentanti del Consiglio Europeo e delle maggiori organizzazioni finanziarie mondiali, alzano la voce segnalando sistematicamente l’unica modalità conosciuta per ridurre i costi, “entrare in dieta“. Il capo della missione economica del Fondo Monetario Internazionale Jeffrey Franks ha precisato che il sistema adottato fino ad oggi di stringere la cinghia porterà alla morte per soffocamento, percui necessita una “dieta” seria e programmata per  l’intero settore pubblico. Senza misure adeguate, dure e serie, il deficit sul Prodoto Interno Lordo, raggiungerà nel 2010 il 9%.

La questione è estremamente seria, direi molto preoccupante, non tanto per il pericolo di insolvenza, ma per le conseguenze che questo porterà a livello sociale. Ripetendo quanto riportato prima, oltre a tutto questo vi è il problema della strumentalizzazione che si sta perpetrando utilizzando categorie di uomini che si prestano, purtoppo, ai giochi di pochi. La protesta avviata dai dipendenti della metropolitana di Bucarest, sta mettendo in ginocchio la capitale. L’altra protesta avviata da altri settori, fa da corolla al crisantemo che si sta definitivamente ponendo sulla bara del sistema politico rumeno e, inevitabilmente, su tutta la nazione.

Dall’altro fronte, quello non politico, la gente ha iniziato a rivolgersi in massa agli uffici della protezione dei consumatori per denunciare le attività di alcuni istituti di credito che, approfittando del caos e delle necessità, aumentano dall’oggi al domani, condizioni e tassi, spesso nemmeno preoccupandosi di avvertire i loro clienti malcapitati. I debiti verso lo Stato aumentano, e le piccole aziende cercano soluzioni alternative. Se lo Stato forza i prorpi dipendenti, Esercito in missione incluso, a prendere giornate di ferie non pagate, figuriamoci se non può farlo un proprietario senza scrupoli di una qualunque srl che, in maniera più agile, pretende che, a causa della crisi, i suoi dipendenti vengano lo stesso al lavoro, ma non pagati.

Sempre con la scusa della crisi, e del sempre più imperante “nu avem bani”, le fatture ed i contratti vengono in forza sempre più …disonorati.

Intanto la gente si confronta sempre di più con le difficoltà quotidiane dettate da quella incomprensibile ossessione di voler rimanere in vita.

Gianluca Testa