30/05/2009
Tags: elezioni, etica, europa, fame, politica, rivoluzione
La campagna politica impazza, è il caso di dirlo, sia in Romania che in Italia. In Romania il target è la Presidenza e qualsiasi posto al Parlamento Europeo. Certo che in questo momento l’immobilismo pre elettorale, non è sicuramente il benvenuto, anzi. Guardando agli affari di casa nostra, drogati e sporcati da bassezze senza nessuna valenza politica e fine, se non il senzionalismo da spiaggia. Non possiamo certamente essere orgogliosi di questo, e soprattutto, ci vengono a mancare dei punti di forza con cui criticare quanto accade in Romania. Meglio quindi far finta di essere apolidi, ahimè.
Demagogia ed interessi. Interessi e demagogia. Ma quanto putrà durare, per quanto tempo ancora la gente, quella comune, riuscirà a sopportare questo mal costume? Qualcuno diceva che fintanto che la “pancia” è piena, non esistono i motivi per imbracciare le armi. Forse è vero. Gli edeali sono sempre più vicini alle necesità della tavola. Possiamo rinunciare alla nuova automobile, all’ultimo modello di telefonico, ma se non abbiamo il latte per i nostri figli la questione cambia. Allora torniamo di getto a quei valori di base, sempre presenti ma offuscati da milioni di false necessità, diventate “assolutamente” necessarie, che in momenti di crisi, quella vera, richiamano la sopravvivenza dell’individuo e, quindi, della specie.
Arrivare a tanto è accaduto in molte, moltissime occasioni. Capita ancora, solo che il colore della pelle è diverso dal nostro, per cui sembra che siano affari d’altri.
Che basterà sperare che tutto si sistemi?
Gianluca Testa
24/05/2009
Tags: 5 stelle, burocrazia, etica, malcostume, romania, Timisoara
In base ad un’affermazione, sembra, pronunciata da una commissione amministrativa, credo americana, che in occasione di una visita in Romania, passando per Timisoara aveva notato una sostanziale differenza tra la burocrazia di Bucarest e quella della capitale del Banato, il titolo di città a cinque stelle, è rimasto come etichetta distintiva da usare, ed abusare, in ogni possibile avvenimento. Ma come tutte le cose che nascono per mettere in rilievo situazioni pressocchè puntuali, ed invece utilizzate, poi, ad uso e consumo di slogan e propagande generalistiche, anche questo appellativo, alquanto difficile da sostenere anche per le più organizzate e sviluppate città del mondo, si è ritorto contro questa città, che, poi in fondo, non ne ha nessuna colpa. Così a Timisoara esistono case cadenti a 5 stelle, marciapiedi rotti a 5 stelle, piazze violentate a 5 stelle, e, per terminare qui un elenco che non può essere infinito ma che è decisamente lungo, menefreghismo sempre a 5 stelle. Oltre al fatto, che se ci spostiamo nell’area burocratica amministrativa le “5″ stelle ci accompagnano in un percorso di attese snervanti, risposte tangenti la volgarità e, cosa ben più grave, una totale e completa inesattezza delle informazioni oltre ad un’assenza della normale ed obbligatoria cura del patrimonio a favore di interessi personali di infimo ordine.
Vivendo in questa città, lavorando in questa città, svolgendo la maggior parte delle mie attività in questa città, non posso non constatare questo degrado, che purtoppo non è solamente architettonico, ma anche culturale ed etico. Una delle più belle città dell’estinto impero Austro-Ungarico, lasciate in eredità ai comunisti del dopo guerra, passata di mano ai dopo rivoluzionari del dopo Ciausescu, è in uno stato penoso. E’ vero, molti di noi non sono costretti ad abitarci, ed è anche vero che moltissime altre grandi e medie città sono nelle stesse condizioni se non peggiori. Ma per vocazione noi constatiamo quello che possiamo vedere, e quello che vediamo è questo.
Qualche suggerimento?
Gianluca Testa
23/05/2009
Tags: BNR, Bucharest, crisi, Isarescu, Spazio Italia
…ma cosa mi dichiara?! Traduciamo letteralmente dall’articolo in prima pagina pubblicato il 22 maggio sul quotidiano “Ziarul Financiar”: “Isarescu mantiene il suo discorso ottimista: in autunno l’economia tornera’ ad avere il segno positivo. Il Governatore delle Banca Nazionale Rumena si basa sul fatto che la Romania rimarra’ attrattiva per gli investitori grazie al fatto che i salari sono aumentati molto dall’anno scorso, per cui potranno sostenere i consumi”
Ogni volta che leggo quest’affermazione devo sospendere le mie attivita’ celebrali per non rimanere basito oltre che stupito dalla facilita’ con cui si lanciano affermazioni del genere. Se fossi uno dei milioni di operai rumeni che stanno vivendo, con terrore il giorno che segue, in attesa di ricevere la notifica del licenziamento, mi arrabbierei moltissimo. Per sua fortuna questa gente non compra “ZF”.
Ma cosa genera queste affermazioni/dichiarazioni? C’e’ una formale e fondata analisi dei dati? Se si quali? E’ solo un modo per esorcizzare la paura? Ma questo ce lo posssiamo aspettare dall’uomo della strada. Oppure e’ l’abitudine a dire qualunque cosa, dato che da anni (molti) vengono dichiarate le piu’ assurde falsita’ con una non curanza impressionante? Abitudine dunque. Ma perche’ ci stupiamo ancora?
Forse e’ questa la cosa veramente strana, nonostante tutti questi anni, continuiamo ancora a stupirci. Quelli sbagliati, siamo noi.
Gianluca Testa