Quasi come ogni volta al Romania deve distinguersi dal resto del mondo, o quasi.
La tendenza generale di tutti i Governi e di tutte le Banche Centrali e’ quella di tenere quanto piu’ basso il costo del denaro per permettere una ripresa, o quantomeno, un mantenimento dell’economia a livelli accettabili. Se questo non dovesse essere possibile, quanto meno nessun Istituto di credito potrebbe essere accusato di aver praticato “usura”.
In Romania no.
Il tasso di interesse per icrediti in Euro ha toccato i 10 punti percentuali su base annua, e quello in Lei sta superando i 20.
Com’e’ possibile? Difficile rispondere senza cadere nei luoghi comuni.
Dall’altra parte il dopo elezioni non sta portando nessun beneficio se non la classica vetrina del male generato dagli altri. Sanita’, pubblico impiego, educazione e tanti altri, i ministeri messi in vetrina solamente per additare le nefandezze praticate sino a pochi giorni prima la chiusura del mandato.
Per il futuro nulla di concreto, anzi. Il clima e’ quello di una nuova campagna elettorare, questa volta per le presidenziali e le uniche azioni anti crisi, riguardano slogan populisti relativi alla maggiorazione del contibuto per i disoccupati e, questa volta dovuta, attenzione per i pensionati con redditi molto bassi.
A dire il vero esiste anche una richiesta, ma da parte del padronato, stranamente attivo conoscendone lo stile nel passato, che ha richiesto l’applicazione del versamento dell’IVA solamente al momento dell’incasso delle fatture emesse, e non all’emissione delle stesse, come accade oggi. Le prime campane di risposta sono comunque negative, anche se il Presidente Basescu, h appoggiato l’idea. Io personalmente credo che al momento attuale prevalga la paura che il gettito fiscale sia insufficiente a garantire il mantenimento dell’apparato burocratico e per cui prevalga l’idea di sempre che “piu’ tasse = piu’ entrate”. No comment.
Pur auspicando che alcune ben piu’ importanti azioni vengano intraprese, permettetemi di mantenere un radicale pessimismo sulle capacita’ al potere, ovviamente sempre ben lieto di ricredermi se le cose dovessero cambiare.
Vendite formulate con allettanti slogan che invogliano il singolo, piccolo uomo di fabbrica, ad acquistare, tanto si paga tra sei mesi ad interessi zero. Quante volte abbiamo sentito queste pubblicità, quante volte abbiamo letto questi slogan? Adesso li vediamo e lisentiamo anche in Romania. Il credito al consumo è esploso. Milioni di piccoli operai, agricoltori, studenti, impiegati affollano i banchi della grande distribuzione, che nel frattempo ha adibito ed allestito ogni suo magazzino, con un banchetto per richiedere la dilazione del pagamento. Si firmano contratti, ed in Romania, nessuno legge i contratti, si firma tutto, tanto pago tra sei mesi. Non mi ricordo che non è il primo acquisto che ho effettuato questa settimana, ma non ho ancora pagato niente, perché dovrei preoccuparmi? La spirale la conosciamo. Chi l’ha appena iniziata, non ancora. La conoscerà presto. Se avete voglia di ricopiare questo indirizzo e di riportarlo sul vostro browser, potrete ancora meglio conoscere la spirale percorrendola, virtualmente per fortuna, fino in fondo. L’opera è di Beppe Grillo, il filmato forse è “rubato”, ma Grillo capisce.
Certo questo non serve a chi non ha problemi per acquistare quello che vuole quando vuole e, soprattutto, dove vuole. Qui in questo Paese, ci sarà a breve un problema enorme. Quando tutti i piccoli si troveranno con più uscite che entrate, cosa che sta già accadendo, qui ci sarà il caos. Non servirà a niente l’aumento sognato dei salari. Se troveranno imprenditori disponibili a pagarli, troveranno banche o finanziarie disponibili ad aumentare il loro debito. La spirale di sempre, solo che qui è legittimata dalla impazienza di recuperare cinquanta anni di comunismo e di teste basse.
“Owners of capital will stimulate working class to buy more and more of expensive goods, houses and technology, pushing them to take more and more expensive credits, until their debt becomes unbearable. The unpaid debt will lead to bankruptcy of banks, which will have to be nationalized, and State will have to take the road which will eventually lead to communism.”
Karl Marx, 1867
Non credo che serva un commento!
Forse serve una traduzione:
“I capitalisti stimoleranno la classe operaia a comprare sempre di più beni costosi, case e tecnologia, spingendoli a sottoscrivere sempre più esosi debiti, fino a quando i loro debiti diventeranno insostenibili. Il debito non restituito porterà le banche al fallimento, per le quali non ci sarà altra soluzione che la loro nazionalizzazione, e lo Stato dovrà prendere la strada che condurrà eventualmente al comunismo.”
21/05/2012 1688 Alexander Pope 1904 Fats Waller 1909 Baron Guy De Rothschild 1931 Desmond Wilcox 1941 Ronald Isley 1942 Hilton Valentine 1948 Leo Sayer 1952 Mr. T 1957 Judge Reinhold