Spazio Italia - Radio Timisoara

Archive for December, 2008

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30/12/2008

Nuovo Governo, influenza rossa.

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foto_bambini_153xC’era d’aspettarselo. La compagine rossa del nuovo Governo non poteva non farsi sentire sin da subito. Il tema sono le indennità per le maternità che alcuni anni fa, sempre sotto un Governo di sinistra, per non dire comunista, erano state portate ad essere un rifugio alternativo al lavoro in fabbrica. Un regalo, o se vogliamo, un segno di riconoscenza, per il popolo che li aveva votati. Oggi, una disposizione già annunciata, molto più democratica a parere mio, che vedeva le indennità commisurate all’ottanta cinque per cento del valore della media dei salari degli ultimi dodici mesi, è stata drasticamente ridimensionata, riportando il senso al principio del “siamo tutti uguali” almeno quando si tratta di ricevere. Moltissime donne avranno un motivo in più per rimanere a casa, ma lo faranno anche moltissimi uomini, visto che guadagnerano lo stesso, se non di più, mettendo al mondo figli. Dato poi che la Romania è uno Stato molto ricco, con un apporto al PIB incredibilmente alto e con tendenze al rialzo, non ci sarà problema a trovare i fondi per coprire due anni di maternità per milioni di persone. Ho paura che ne vedremo delle belle.
Gianluca Testa

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27/12/2008

Pretendete di non implorare ciò che vi si deve dare per diritto!

0kakyx3m-180x140Ho trascorso molti anni nella convinzione che qui, in Romania, il livello dela corruzione e degli affari privati mischiati alla Res Publica, fossero inaccettabili e di gran lunga peggiori di quelli di altri Paesi, cosiddetti civilmente democratici.

Mi sono sbagliato?

La migliore definizione dovrebbe essere quella che asserisce che non esiste un posto al mondo dove ci si possa vantare di vivere in un sistema onesto, non corrotto e non corruttibile.

In Italia, poche settimane orsono un ennesimo episodio di malcostume. La notizia non è in quanto tale interessante oltre misura, se non fosse per l’oggetto nel quale si è svolto il fatto. In sintesi si tratta del concorso di Magistratura che si è svolto a Milano qualche settimana fa, e delle proteste generate in seguito alla scoperta, oltre alle altre, che moltissimi codici presenti in aula erano i vietatissimi codici commentati. I dettagli sono qui.

Il senso sta solo nelle parole di coloro i quali sono andati per partecipare ad un concorso, non per avere un posto di lavoro, ma perchè hanno creduto nel ruolo del Magistrato, della Legge, della Democrazia. Parole di disgusto, di delusione, rabbia e sconcerto.

Soprattutto il senso emergente dell’ineluttabilità della realtà e dell’impotenza di una qualsiasi reazione e dell’emergente sentimento rivolto alla necessità di doversi uniformare con il sistema, quello putrido. Così, quei tanti che hanno pensato, sperato e sognato che tutto è diverso, adesso sono chiusi in una nuova dimensione, quella reale. Tutto qui è il contrario di tutto e la sola regola è professare quanto di deve, ma comportarsi in maniera diametralmente opposta. Chi ha studiato la storia sa, e non può non aver capito, che il ciclo è sempre stato lo stesso. Diversi personaggi, diversi scenari, una sola trama.

Roberto Saviano è uno scrittore che oggi vive sotto scorta perchè ha denunciato, pubblicando il suo Gomorra, quello che tutti sanno da sempre. E’ sua questa frase :

“Pretendete di non implorare ciò che vi si deve dare per diritto!”

Sarà per il messaggio che risiede e governa le parole di Saviano, che imploro tutti coloro i quali hanno subito un torto a non mollare a ritenere, ancora, anche adesso che tutto sembra inutile, che la ragione, il giusto, esiste. Ha solo bisogno di essere coltivato e sostenuto. A qualunque costo, sempre.

Gianluca Testa

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24/12/2008

Democrazia

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2006_italian_pollboxMolto da dire, molto da scrivere, ma un solo slogan.
Viva la democrazia.
È sempre più evidente quanto distanti siano gli uomini che governano le nazioni, Romania compresa, dagli uomini che li hanno votati. Il costrutto democratico ha radici millenarie, non si basa su concetti difficili da comprendere, solo che la loro attuazione sarebbe troppo elementare e darebbe pochi spazi d’azione a coloro i quali, nella politica e della politica, hanno fatto un mestiere, spesso molto redditizio. Noi veniamo da una Nazione la quale ha allevato dopo aver generato nei secoli, sa pi di tolleranza e di democrazia, ma anche da noi questi fondamentali principi del vivere sociale, sono stati travisati, distorti e derisi, arrivando a creare degli assurdi grotteschi ed altrettanto pericolosi. La nostra tolleranza si sta trasformando in vile sudditanza agli occhi delle minoranze che, forti della nostra debolezza, stanno imponendo, con l’arroganza di coloro i quali sono abituati ad usare la forza per ottenere consenso, logiche che non hanno nulla di accettabile. Il più grave pericolo è perdere l’identità, cadere nell’oblio dell’accettazione a tutti i costi delle diversità facendole diventare più importanti delle normalità. Ci si dimentica che il rispetto per le minoranze non significa offendere coloro i quali sono o rientrano nella normalità. Chi si avvicina per scelta o per dovere alle nostre lande, deve accettare le nostre regole, se gli convengono, o non venire od andarsene. Così come noi dobbiamo accettare, ed accettiamo, le regole del Paese che ci ospita, tutti devono accettare e rispettare le regole dei Paesi che li ospitano. Non c’è campanilismo, non c’è ombra di xenofobia, anzi, c’è la ricerca continua di una strada, di molte strade, per arricchire il nostro sapere e per allargare i nostri orizzonti, attingendo e scambiando le nostre culture con quelle di altri Paesi, di altri mondi terrestri. Nessuno di noi vuole abbandonare la propria identità, la propria storia, il proprio passato per abbracciare ad occhi chiusi le regole, gli usi, le religioni e le ideologie, di altri solo perché non farlo, a detta di alcuni, significa non rispettare. Questa è un’aberrazione senza eguali. Dove la logica vuole solamente ricercare la strada della comprensione nel rispetto di quelle regole che la maggioranza ha scelto utilizzando la Democrazia quale veicolo amalgatore, non c’è spazio per ragionamenti di stampo estremistico e fondamentalistico. Vogliamo mantenere e coltivare la nostra identità di cittadini di chicchessia e di qualsivoglia nazione, arricchendo il nostro patrimonio umanistico, culturale, sociale ed economico comprendendo ed accettando l’ospite avendo la piena convinzione di essere compresi ed accettati, ma sempre nel rispetto delle regole esistenti. Se queste si riveleranno inadeguate, democraticamente, le cambieremo.
Memo Rivolsi