Spazio Italia - Radio Timisoara

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02/09/2010

Considerazioni

Conatore

Conatore

Lo ammetto, anche io, come credo tutti, m’ispiro e traggo spunto da alcune persone, oltre che dagli avvenimenti che si susseguono quotidianamente nel mondo a me noto.
Una di queste persone, che per rispetto non ne svelerò l’identità, riesce molto spesso a stupirmi con le sue congetture ed osservazioni che, sostanzialmente differiscono con il resto del generale pensare. Devo dire che, anche se non sempre ne condivido il senso, molto spesso non posso negare che colgono nel centro la questione trattata, annichilendo opinioni apparentemente più autorevoli.
I questi giorni, qui in Romania, moltissime famiglie stanno viendo un ulteriore dramma. Molti dei servizi, tra i quali quelli della distribuzione dell’acqua calda, il cosi detto teleriscaldamento, hanno raddoppiato il loro costo. Sno già tantissime le famiglie che si sono scollegate dalla rete cittadina, a Timisoara come in tante altr città rumene, ma soltanto una minima parte è riuscita a sostituire il sistema pubblico, con una centrale propria.
Il primo motivo è chiaramente il costo dell’installazione, ma non è l’unico. La serie, quasi infinita, di permessi da ottenere, che tra le altre angherie richiede l’approvazione della maggioranza degli altri appartenenti all’associazione dei proprietari del palazzo in cui vive il proprietario che desidera il nuovo impianto, oltre che al tempo che richiede per la propria ricerca e rilascio, necessita di una buona dose di denaro.
Ma siamo in romania, così che le soluzioni vengono facili, o quanto meno abbordabili. Se staccarsi significa rimanere completamente al freddo oltre che senz’acqua calda, è difficile installare in un bloc delle stufe a legna e la corrente eletrica costa quasi come in Italia, è molto più utile non staccarsi prelevando l’acqua calda dai caloriferi invece che dal rubinetto della vasca, dato che quest’ultimo “eccita” il contatore dell’appartamento. Anche il consumo d’acqua calda prelevata dal calorifero, “ecciterà” il contatore ma quello del palazzo, per cui la spesa che la nostra famiglia furbetta, dovrà sopportare saraà, di fatto, divisa con tutti gli altri, ignari, comproprietari.
La morale è semplice ed implicita.
p.s. Lo spunto questa volta era dettato dalla domanda, piuttosco stupida lo riconosco, di come farà la maggiorparte della gente a sopperire a questo aumento dei prezzi.

Gianlulca Testa

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10/08/2010

Fuori dal nostro Parlamento e dal nostro Senato!

Abrignani Ignazio (deputato): è stato indagato a Milano per dissipazione post fallimentare nelle indagini sulla bancarotta Cit, agenzia di viaggi dello Stato.
Berlusconi Silvio (premier): 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni; 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, corruzione in atti giudiziari Mills, frode fiscale e appropriazione indebita Mediatrade), tutti sospesi in attesa che la Consulta si pronunci sulla legge sul legittimo impedimento.
Berruti Massimo (deputato): condannato a 8 mesi per favoreggiamento per aver depistato nel 1994 le indagini sulle tangenti Fininvest.
Brancher Aldo (deputato): condannato in secondo grado per falso in bilancio e finanziamento illecito, reato prescritto (il primo) e depenalizzato (il secondo). È imputato anche per la scalata Bnl, per la quale i suoi legali hanno chiesto il legittimo impedimento nel breve periodo in cui è stato ministro per il Federalismo.
Caliendo Giacomo (senatore e sottosegretario): indagato nell’inchiesta sulla nuova P3.
Camber Giulio (senatore): condannato a 8 mesi per millantato credito nell’ambito della Kreditna Banka. Era accusato di aver preso 100 milioni di lire.
Cantoni Giampiero (senatore): ha patteggiato 2 anni per corruzione e poi per concorso in bancarotta fraudolenta.
Ciarrapico Giuseppe (senatore): 5 condanne definitive fin dagli anni ‘70 per falso e truffa.
Comincioli Romano (senatore): imputato per false fatture e bilanci truccati di Publitalia, poi prescritto. Nel 2008 la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato respinge la richiesta di usare le intercettazioni delle sue telefonate con Stefano Ricucci per la scalata al Corriere della Sera.
Cosentino Nicola (deputato ed ex sottosegretario): accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negato la richiesta d’arresto. Indagato anche nell’inchiesta sulla P3.
De Angelis Marcello (deputato): condannato a 5 anni per banda armata e associazione sovversiva come dirigente del gruppo neofascista Terza Posizione.
De Gregorio Sergio (senatore): è stato indagato a Napoli per riciclaggio e favoreggiamento della camorra e corruzione.
Dell’Utri Marcello (senatore): sette anni in appello per concorso in associazione mafiosa per le contestazioni precedenti il 1992. È indagato a Roma nell’inchiesta sulla P3. È accusato di calunnia per aver ordito un piano per screditare alcuni pentiti palermitani che l’avevano accusato nel processo per associazione mafiosa. Deve anche riaffrontare il processo per tentata estorsione ai danni dell’imprenditore siciliano Vincenzo Garaffa.
De Luca Francesco (deputato): è stato indagato per tentata corruzione in atti giudiziari: il clan camorristico dei Guida si sarebbe rivolto a lui per un processo in Cassazione.
Farina Renato (deputato): ha patteggiato 6 mesi (pena commutata in una multa di 6.480 euro) per favoreggiamento nel processo per il sequestro di Abu Omar.
Fasano Vincenzo (senatore): condannato a 2 anni per concussione nel 2007, pena indultata.
Firrarello Giuseppe (senatore): arrestato e condannato in primo grado a Catania a 2 anni e 6 mesi per turbativa d’asta per le tangenti sulla costruzione dell’ospedale Garibaldi. Poi prescritto.
Fitto Raffaele (deputato e ministro): rinviato a giudizio per sei reati, prosciolto per altri cinque. Ancora aperti 2 casi di corruzione, un illecito nei finanziamenti ai partiti, 1 peculato da 190 mila euro e 2 abusi d’ufficio.
Grillo Luigi (senatore): L’assemblea del Senato ha negato l’uso delle intercettazioni nell’ambito della Banca popolare di Lodi. Prescritto a Genova per truffa per la Tav.
Landolfi Mario (deputato): è stato indagato per corruzione e truffa. Nella stessa inchiesta 5 pentiti chiamano in causa Nicola Cosentino.
Matteoli Altero (senatore e ministro): rinviato a giudizio per favoreggiamento riguardo un abuso edilizio all’isola d’Elba. La giunta della Camera ha negato l’autorizzazione a suo carico.
Messina Alfredo (senatore): è stato indagato per favoreggiamento nella bancarotta di HDC.
Nania Domenico (senatore): condannato nel 1980 a 7 mesi per lesioni quando militava neigruppi di estrema destra. Condannato in primo grado per abusi edilizi. Poi prescritto.
Nespoli Vincenzo (senatore): accusato di bancarotta fraudolenta e riciclaggio. L’aula del Senato ha negato l’arresto.
Nessa Pasquale (senatore): accusato di concussione, il pm aveva chiesto l’autorizzazione all’arresto.
Paravia Antonio (senatore): arrestato per corruzione nel 1995, prescritto nel 2004.
Proietti Cosimi Francesco (deputato): è stato indagato a Potenza con Vittorio Emanuele per la truffa ai Monopoli. Roma ha archiviato. È stato indagato anche nella Capitale per il filone legato agli ambulatorie alla ex signora Fini Daniela Di Sotto.
Russo Paolo (deputato): archiviato per l’ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa quando era Presidente della Commissione parlamentare rifiuti. È stato indagato anche per violazione della legge elettorale.
Scapagnini Umberto (deputato): è stato indagato per abuso di ufficio aggravato per i parcheggi sotterranei a Catania.
Sciascia Salvatore (senatore): condannato a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto, quando era capo dei servizi fiscali gruppo Berlusconi, alcuni ufficiali della Gdf.
Simeoni Giorgio (deputato): è stato indagato per associazione a delinquere e corruzione per le tangenti sanità nel Lazio.
Speciale Roberto (deputato): condannato in appello a 18 mesi per peculato da parte della Procura militare perché da comandante della Gdf ha utilizzato per scopi personali aerei della Fiamme Gialle.
Tomassini Antonio (senatore): medico, condannato a 3 anni per falso: durante un parto una bambina nacque cerebrolesa ma lui contraffece il partogramma.
Valentino Giuseppe (senatore): è stato indagato per favoreggiamento, si sospetta che abbia rivelato a Ricucci che era intercettato quando era sottosegretario alla giustizia. Il Senato ha negato l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni.
Verdini Denis (deputato e coordinatore): indagato per l’inchiesta sulle Grandi opere, ora anche per la P3.

Da Il Fatto Quotidiano del 28 luglio 2010

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03/08/2010

…me li presti?!

FMI

FMI

Funzionari del Fondo Monetario Internazionale sono in visita in Romania. Noi, che in Romania ci viviamo da tanto tempo, sappiamo bene che tipo di accoglienza ricevono le persone che hanno un potenziale economico interessante. A maggior ragione, questi Signori europei, saranno trattati con i guanti bianchi.
Ma la Romania ha bisogno di un altro prestito? E come farà a ripagare quelli già incassati ed utilizzati per il pagamento delle pensioni e dei salari degli statali? Adesso, per ricordare a molti di voi quali sono i criteri per ottenere un prestito in una qualsiasi banca del mondo, più che mai in Romania, basti pensare al fatto che la prima cosa che viene richiesta è una garanzia reale per proteggere il finanziamento dalla possibilità che il debitore non possa restituire il capitale e gli interessi. Oltre a questa, l’analisi bancaria, si prolunga molto sulla possibilità da parte del debitore di generare il reddito sufficiente per il normale rimborso di prestito ed interessi. Bene, ma se questa è la prassi per ottenere un prestito dal parte di un nomale cittadino o di una normale società commerciale, quale tipo di garanzie e, soprattutto, quale tipo di calcolo faranno i funzionari della Comunità Europea e del Fondo Monetario Internazionale per accordare questa sorta di prestiti, di solito non si parla di somme inferiori al miliardo di euro, ad uno Stato quale la Romania?
Francemente ho perso il conto della somma totale raggiunta fino ad oggi, dai prestiti ricevuti, ma sono sicuro che si tratti di un importo decisamente considerevole.
La domanda sorge spontanea. Che tipo di garanzie può ed ha dovuto prestare la Romania alla luce del fatto che la promessa di non utilizzare i soldi ricevuti prestito per pagare pensioni e stipendi degli statali è andata puntualmente diattesa? Ridurre di un quarto gli stipendi non ha significato diminuire di un quarto il numero degli statali, anche perchè il “rumore” da essi generato è sempre lo stesso, se non maggiore. Inoltre l’accresciuto malcontento e l’obbiettiva riduzione del loro potere d’acquisto ha sicuramente aumentato la loro necessità di racimolare “qualcosina” extra. Ma la domanda tra le domande è un’altra. Come sarà possibile cambiare tutto questo veramente, radicalmente e definitivamente? Sarà poi possibile?
Gianluca Testa

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29/07/2010

Ştefan Călărăşanu

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The Boot - Stefan Calarasanu

The Boot - Stefan Calarasanu

“Calzate un bel paio di scarpe ed andate a Parigi”.
In questa frase, forse liberamente tradotta, risiede tutto l’animo ed il coraggio di un uomo che vive d’arte e per l’arte. Le ore trascorrono tra ricordi ed immagini che ricreano emozioni sottili che, qualche volta, abbiamo dimenticato di aver posseduto. Non c’è rischio di cadere in una asettica contrattazione, avulsa dal sentimento che avvolge la ragione di trovarci in questo posto. Nasce spontaneo il desiderio di prolungare il piacere di aver conosciuto Stefan davanti ad un bicchiere di vino, anzi più di uno. Vini generati da terre lontane ma così appropriate nella memoria e spesso nei gesti, da lasciare confusi. Terre Danubiane e Siciliane accomunate da un colore rosso fuoco e dal profumo del vento che, silenzioso e quasi mai invadente, ha percorso le une e le altre valli, rapendo talvolta parole e pensieri, per lasciarli, adagiandoli, sulle fronde di qualche buganville, une liberamente accudite dalla natura madre, altre dalle mani appassionate e martelate di un cultore del traspondere simboli e vuoti di campane sul bronzo tenuto da legno arso ad arte. Parole che hanno trascinato degli uomini diversi ad incontrare i minuti del nuovo giorno, così, senza accorgersi che quello visto, toccato, detto, ascoltato e pensato aveva investito il loro tempo più di quanto programmato. Nessun problema e tra alcune olive in contrasto con una candida formazione conservata e maturata nel ventre di uno sconosciuto animale, è nato un altro sottile legame che, anche per questa volta, ha affrancato lo spirito e la crescente sofferenza del dover accettare il soppruso dell’altrui ignoranza.
Non solo pietra, legno e bronzo ma anche disegni e segni che paiono voler significare qualcosa, ma qualcosa che non ha altro senso se non quello che ognuno vuole immaginare. Non un linguaggio criptico, non sarebbe degno di Stefan, paladino del chiaro e del dichiarato a qualunque prezzo, ma una sequenza di linee che, unendosi o sfiornadosi, contornano abIlmente l’ospite ora ligneo ora bronzeo. Dall’interno della tua campana odo il rumore della punta del tuo martello seguire il filo del tuo pensiero che, indossate le migliori scarpe, passeggia felice dall’Acr de Triomphe fino al Louvre e ritorno.
Gianluca Testa

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28/07/2010

Garana 2010

2010-07-28_095211Non voglio parlare di politica, di problemi sociali e di crisi. La storia delle ultime ventiquattro ore dimostra che c’è un mondo che vive e si alimenta di ben altre questioni, diverse da quelle quotidiane, sicuramente diverse. Giudicare se siano migliori o peggiori non spetta a me. Io credo che siano un importante punto di partenza per poter discutere e costruire qualcosa che abbia tangenza con la realtà che molte persone vorrebbero vivere. Certo, direte voi, ci sono i problemi di tutti i giorni, i diritti di coloro che “non contano” e di coloro che “non esistono” neppure. Si la politica è la forza della mediazione che dovrebbe accorpare gli interessi della comunità, ma è diventata un mostro che fagocita tutto per alimentare pochi “eletti”.
In questo scenario ci sono persone che si accomunano in iniziative atte a liberare, anche se per poco tempo, sentimenti diversi. Sentimenti capaci di generare emozioni, che anche se per pochi secondi, riescono a farti uscire dal consueto e, se poi hai intenzione di approfondire leggermente il pensiero, capisci il perchè del sorriso di profonda soddisfazione sullo sguardo sornione di Andy.
Chi è Andy non è così importante per il grande publico, ammesso che ce ne sia uno,. Basti sapere che Andy, Delia e pochi altri nutrono il loro giornaliero vivere di alcni piaceri che , tra i quali, annoverano anche quello di procurare piacere agli altri. Parliamo di un piacere eletto. Una miscela di fisico e di metafisico, dove tra deliziosi e pregiati vini, scorrono note selezionate, siano di alto Jazz o di heavy metal, che évocano la cultura del capire partendo da semplici motivi.
Sono persone, Andy e Delia che, se non esistessero, bisognerebbe inventarle.
Bene, grazie a loro, altri, quali Vali, Lucian, Eugen hanno alimentato una suggestiva quanto ricchissima sessione di cultura, chiamando a raduno cinque tra i più quotati scultori contemporanei rumeni ed internazionali. Quello che ne è nato, oltra alla passione ed al piacere di vedere nascere opere d’arte dalla fredda pietra granitica, sotto catini d’acqua piovana incurante del mese in cui ci si trova, è uno spettacolo degno delle più importanti manifestazioni e dei più raffinati cataloghi.
Per me una parentesi dove, tra penne al pomodoro ed un ottimo gulash, ho potuto rigenerare, anche se solo di un po’, quell’entusiasmo che a causa di eventi e disavventure locali, sto via via, sempre più velocemente perdendo.
Quindi alzo il calice del miglior vino che custodiscono nell’enoteca “de Savoya” per brindare all’intelletto ed alla magnaminità di Andy e di Delia.
Gianluca Testa