Considerazioni

Conatore
Una di queste persone, che per rispetto non ne svelerò l’identità, riesce molto spesso a stupirmi con le sue congetture ed osservazioni che, sostanzialmente differiscono con il resto del generale pensare. Devo dire che, anche se non sempre ne condivido il senso, molto spesso non posso negare che colgono nel centro la questione trattata, annichilendo opinioni apparentemente più autorevoli.
I questi giorni, qui in Romania, moltissime famiglie stanno viendo un ulteriore dramma. Molti dei servizi, tra i quali quelli della distribuzione dell’acqua calda, il cosi detto teleriscaldamento, hanno raddoppiato il loro costo. Sno già tantissime le famiglie che si sono scollegate dalla rete cittadina, a Timisoara come in tante altr città rumene, ma soltanto una minima parte è riuscita a sostituire il sistema pubblico, con una centrale propria.
Il primo motivo è chiaramente il costo dell’installazione, ma non è l’unico. La serie, quasi infinita, di permessi da ottenere, che tra le altre angherie richiede l’approvazione della maggioranza degli altri appartenenti all’associazione dei proprietari del palazzo in cui vive il proprietario che desidera il nuovo impianto, oltre che al tempo che richiede per la propria ricerca e rilascio, necessita di una buona dose di denaro.
Ma siamo in romania, così che le soluzioni vengono facili, o quanto meno abbordabili. Se staccarsi significa rimanere completamente al freddo oltre che senz’acqua calda, è difficile installare in un bloc delle stufe a legna e la corrente eletrica costa quasi come in Italia, è molto più utile non staccarsi prelevando l’acqua calda dai caloriferi invece che dal rubinetto della vasca, dato che quest’ultimo “eccita” il contatore dell’appartamento. Anche il consumo d’acqua calda prelevata dal calorifero, “ecciterà” il contatore ma quello del palazzo, per cui la spesa che la nostra famiglia furbetta, dovrà sopportare saraà, di fatto, divisa con tutti gli altri, ignari, comproprietari.
La morale è semplice ed implicita.
p.s. Lo spunto questa volta era dettato dalla domanda, piuttosco stupida lo riconosco, di come farà la maggiorparte della gente a sopperire a questo aumento dei prezzi.
Gianlulca Testa


Non voglio parlare di politica, di problemi sociali e di crisi. La storia delle ultime ventiquattro ore dimostra che c’è un mondo che vive e si alimenta di ben altre questioni, diverse da quelle quotidiane, sicuramente diverse. Giudicare se siano migliori o peggiori non spetta a me. Io credo che siano un importante punto di partenza per poter discutere e costruire qualcosa che abbia tangenza con la realtà che molte persone vorrebbero vivere. Certo, direte voi, ci sono i problemi di tutti i giorni, i diritti di coloro che “non contano” e di coloro che “non esistono” neppure. Si la politica è la forza della mediazione che dovrebbe accorpare gli interessi della comunità, ma è diventata un mostro che fagocita tutto per alimentare pochi “eletti”.